Cessione del quinto dello stipendio e garanzia offerta dal TFR

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una forma di credito ai consumatori non destinata in modo specifico all’acquisto di determinati beni o servizi. Il finanziamento può avere una durata massima di 120 mesi; il debitore si obbliga al rimborso del finanziamento attraverso la cessione volontaria al creditore di una quota, non superiore al 20%, del proprio stipendio o pensione mensili netti.

Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto; in tal caso ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.

La normativa vigente (articolo 39 DPR 180/1950) vieta di contrarre un nuovo finanziamento dietro cessione del quinto prima che siano trascorsi almeno due o quattro anni dall’inizio della cessione stipulata, rispettivamente, per un quinquennio o un decennio.

In una ottica di bilanciamento degli interessi in gioco relativamente ad un contratto di prestito dietro cessione del quinto dello stipendio, l’esigenza del lavoratore dipendente di non subire una limitazione ingiustificata nell’esercizio di un diritto riconosciutogli ex lege e l’interesse della società finanziaria di richiedere una garanzia, tale bilanciamento potrebbe, al più, consentire la previsione di una garanzia che, comunque, non può estendersi all’intero ammontare del TFR, ma, con riferimento all’ammontare del prestito contratto, deve essere circoscritta al solo debito residuo.

Nessuna clausola contrattuale, infatti, può avere la funzione di bloccare il TFR quale massima garanzia possibile, poiché così intesa essa determinerebbe uno squilibrio rilevante tra le rispettive posizioni giuridiche che la clausola attribuisce alle parti.

L’Arbitro Bancario Finanziario (decisione 8216/2015) ha, pertanto, riconosciuto la natura vessatoria (e la conseguente nullità) della clausola contrattuale intesa a vincolare il trattamento di fine rapporto (TFR) a garanzia del finanziamento, imponendo al cliente l’impegno a non richiedere anticipazioni sul trattamento di fine rapporto fino al completo rimborso del credito.

La previsione di una garanzia sul TFR può essere consentita, purché non estesa all’intero ammontare del TFR stesso ma corrispondente a un importo pari al solo debito residuo.

11 Agosto 2016 · Loredana Pavolini

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Contratti di prestito – cessione del quinto dello stipendio
La cessione del quinto dello stipendio è un prestito non finalizzato all'acquisto di uno specifico bene o servizio ed è disciplinato dalla normativa sul credito al consumo. Il prestito attraverso la cessione del quinto dello stipendio può essere richiesto esclusivamente dal lavoratore dipendente, sia pubblico che privato, il quale ottiene direttamente dalla banca o finanziaria la disponibilità di una somma con cui, successivamente, potrà finanziare qualsiasi tipo di spesa. Il prestito con cessione del quinto dello stipendio prevede rate di importo fisso non superiori alla quinta parte dello stipendio che vengono rimborsate automaticamente grazie alla trattenuta diretta sulla busta paga; ...

Cessione del quinto dello stipendio e trattamento di fine rapporto - problematiche
I contratti di cessione del quinto dello stipendio prevedono, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per qualsiasi causa, quando ancora non è stato estinto il debito contratto con la finanziaria, che il datore di lavoro trattenga e versi al creditore l'ammontare dell'intero trattamento di fine rapporto (TFR) dovuto al dipendente fino a concorrenza del debito residuo. La riforma della previdenza complementare ha introdotto dei profili di problematicità riguardo alla disponibilità dell'intero ammontare del TFR a garanzia del debito contratto e non ancora estinto dal dipendente in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Com'è noto, in base alla ...

Cessione del quinto dello stipendio e pignoramento
La legge disciplina l'ipotesi del cumulo della cessione con uno o più eventuali pignoramenti della retribuzione. Il cumulo può verificarsi in due distinte ipotesi, in relazione alle quali il legislatore fissa precisi limiti quantitativi. Qualora la retribuzione del lavoratore sia già gravata da una trattenuta a titolo di pignoramento e successivamente il medesimo stipuli un contratto di finanziamento da estinguersi mediante cessione della retribuzione, la quota di stipendio "cedibile" dal dipendente non può eccedere la differenza tra i due quinti della retribuzione (considerata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali) e la quota "vincolata" dal pignoramento; in ogni caso, la ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su cessione del quinto dello stipendio e garanzia offerta dal tfr. Clicca qui.

Stai leggendo Cessione del quinto dello stipendio e garanzia offerta dal TFR Autore Loredana Pavolini Articolo pubblicato il giorno 11 Agosto 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 23 Luglio 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito - cessione del quinto e delega di pagamento Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)