Come è possibile sapere se si è censiti nei SIC e ricevere il proprio resoconto creditizio?

Nel modello di informativa vi è l'elenco dei diritti del signor Rossi e le modalità per esercitarli. Ai sensi dell'articolo 7 e seguenti del D. Lgs. 196/2003, infatti, egli ha il diritto di “interrogare” i Sic per ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati che lo riguardano.

Ciò può avvenire presentando l'apposito modulo di richiesta sia al proprio istituto finanziario, sia direttamente al Sic. La risposta si ha, normalmente entro 15 giorni. Il signor Rossi può trovare il modulo sui siti Internet di Adiconsum (www.adiconsum.it) e di CRIF (www.consumatori.crif.com), assieme a tutte le istruzioni del caso.

CRIF e Adiconsum hanno stipulato un Protocollo d'Intesa, grazie al quale gli iscritti all'associazione  otranno usufruire di una via preferenziale per avere accesso ai propri dati presenti sul Sic gestito da CRIF e per ottenere in tempi ridotti il resoconto della propria storia creditizia.

Per quanto attiene l'obbligo di  informativa della finanziaria che eroga il credito, è intervenuta una interessante sentenza della Corte di Cassazione (la numero 349 del  9 gennaio 2013).  I giudici, chiamati a decidere sul caso di un soggetto che si era visto rifiutare il riscontro circa l'esistenza di eventuali segnalazioni negative effettuate dalla finanziaria di cui era debitore,  sono entrati nel merito della questione ed hanno fissato alcuni punti fermi relativamente ai diritti  in materia di privacy e accesso ai dati personali.  La Suprema Corte, fra l'altro, ha ribadito il principio,  più volte espresso dall'Autorità per la tutela della privacy,  che il titolare del trattamento dei dati personali presso  la finanziaria creditrice è obbligato a garantire, al debitore, l'accesso ai propri dati. In particolare, la richiesta di accesso deve dar seguito,  entro 15 giorni, ad una risposta esaustiva, con l'indicazione dettagliata di tutte le eventuali segnalazioni negative  a carico dell'istante,  inoltrate alle Centrali Rischi.

 

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  • karalis 18 settembre 2008 at 13:51

    Molto interessante ed esaustivo. Di recente ho avuto dei grossi problemi in qualità di garante per un prestito finalizzato. Non sono stato avvisato del ritardo nei pagamenti da parte del titolare ed il partecipante ha ritenuto “giusto” segnalarmi a CRIF. Dove posso trovare rifrimenti normativi che trattano “l’obbligo del partecipante a notificare la prossima segnalazione a CRIF per il mancato pagamento di rate”. Essendo allo scuro di tutto, quando ne sono venuto a conoscenza. Grazie

    Commento di Massimo | Giovedì, 18 Settembre 2008

    I contratti di prestito standard di banche e finanziarie non concedono al garante il beneficio di escussione.

    Il che significa che il creditore sceglie, a suo piacimento, su chi rivalersi in primis in caso di mancato pagamento: debitore principale o garante. Ed in pratica risultano entrambi, in solido, debitori inadempienti.

    Da cui consegue anche che il creditore segnala al CRIF la pratica in cui compaiono debitore e garante, entrambi come inadempienti

    Puoi cercare i riferimenti di legge relativi agli avvisi da comunicare al garante in caso di iscrizione al CRIF, se credi. Ma dubito che ne troverai qualcuno. Nel caso fammi sapere che li inseriamo nel blog.

    Diverso è invece il caso in cui il creditore decidesse di pretendere il credito da te. Ti invierà, ovviamente una lettera di messa in mora.

    Ciao



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