Immigrazione e integrazione

Iseeu parificato e studenti stranieri provenienti da paesi considerati in stato di povertà assoluta » esenzione dall'obbligo di attestare le condizioni di povertà del nucleo familiare di origine e dal versamento dei contributi per la frequenza ai corsi universitari

Patrizio Oliva - 29 settembre 2019

Alcune categorie di studenti stranieri residenti in Italia (con genitori residenti all'estero in paesi che organismi internazionali hanno unilateralmente classificato versare in condizioni di assoluta povertà) sono esentati, in pratica, dal pagamento dei contributi che, invece, gli studenti italiani residenti in Italia sono chiamati a corrispondere per la frequenza ai corsi di studio universitari. Inoltre, con il cosiddetto ISEEU parificato, gli studenti stranieri, provenienti da quei determinati paesi, vengono addirittura esonerati dall'attestare le condizioni presunte di povertà proprie e del nucleo familiare di origine. Se analizziamo il modello parificato di ISEEU che, ad esempio, l'Università degli studi di Milano - [ ... leggi tutto » ]

Non sussiste obbligo di traduzione del verbale di accertamento del tasso alcolemico per il conducente extracomunitario che guida in stato di ebbrezza

Giuseppe Pennuto - 25 agosto 2019

Il Tribunale di Vicenza assolveva l'imputato extracomunitario per il reato di guida in stato di ebbrezza, affermando che il fatto non sussisteva per via della mancata traduzione nella lingua dell'imputato del verbale di accertamento del tasso alcolemico. Avverso tale provvedimento, propone ricorso per cassazione il Procuratore Generale, denunciando la violazione della legge processuale in relazione all'insussistenza dell'obbligo di traduzione simultanea dell'atto nell'ambito di accertamenti urgenti, considerando la natura incompatibile di tale atto indifferibile con gli adempimenti previsti dalla legge. La vicenda giunge così all'esame dei giudici, sezione penale, della Suprema Corte di cassazione (sentenza 22081/2019) i quali argomentano che l'indifferibilità [ ... leggi tutto » ]

Impiego di immigrati clandestini - i rischi penali per il datore di lavoro e la ulteriore sanzione amministrativa pari al costo di rimpatrio

Patrizio Oliva - 23 febbraio 2019

Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze immigrati clandestini privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore impiegato. Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se gli immigrati clandestini occupati sono in numero superiore a tre; se gli immigrati clandestini occupati sono minori in età non lavorativa; se i gli immigrati clandestini occupati sono sottoposti [ ... leggi tutto » ]

L'immigrato irregolare non può essere espulso se ha contratto matrimonio con una immigrata soggiornante in italia

Stefano Iambrenghi - 24 gennaio 2019

Secondo la normativa vigente (articolo 5, comma 5, decreto legislativo 286/1998) Il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato. Nell'adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato. Il Giudice di Pace [ ... leggi tutto » ]

Fondo comunale di solidarietà per il pagamento degli affitti - i giudici sanciscono il diritto degli immigrati a percepire il contributo anche a costo di chiederne la restituzione alla famiglie italiane che ne avevano fruito

Patrizio Oliva - 24 gennaio 2019

Secondo i giudici della Corte di cassazione (sentenza 1848/2019) è discriminatorio precludere ai cittadini extracomunitari la possibilità di accedere al Fondo per il contributo integrativo all'affitto istituito da un Comune della Lombardia. E, allo stesso tempo, è discriminatorio anche porre rimedio all'errore riconoscendo ai cittadini extracomunitari contributi ridotti rispetto a quelli originariamente assegnati ai cittadini italiani. La Corte di cassazione cristallizza, così, l'obbligo dell'amministrazione comunale a versare ai cittadini extracomunitari il beneficio integrale, pari cioè a quello già riconosciuto ai cittadini comunitari. Respinta la linea difensiva proposta dall'ente locale, in base alla quale, stante l'impossibilità di conseguire maggiori disponibilità per [ ... leggi tutto » ]

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