Tutela debitore - difesa dalle scorrettezze

Recupero crediti e violenza al debitore - differenza fra esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione

Patrizio Oliva - 13 aprile 2016

I reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione si distinguono in relazione all'elemento psicologico: nel primo, l'agente persegue il conseguimento di un profitto nella convinzione ragionevole, anche se infondata, di esercitare un suo diritto, ovvero di soddisfare personalmente una pretesa che potrebbe formare oggetto di azione giudiziaria. Nell'estorsione, invece, l'agente persegue il conseguimento di un profitto, pur nella consapevolezza di non averne diritto. Tuttavia, l'elevata intensità o gravità della violenza o della minaccia non può, di per sè, legittimare la qualificazione del fatto come estorsione, dal momento che il legislatore prevede che pure l'esercizio arbitrario delle proprie [ ... leggi tutto » ]

Citazione del debitore presso una sede giudiziale incompetente - società di recupero crediti sanzionata dall'antitrust

Giovanni Napoletano - 30 ottobre 2015

E' considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o è idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Nel determinare se una pratica commerciale comporta molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica, o indebito condizionamento, sono presi in considerazione i seguenti elementi: i [ ... leggi tutto » ]

Mora del debitore, mora del creditore, estinzione del debito e liberazione coattiva del debitore

Marzia Ciunfrini - 2 maggio 2015

Quando il debitore presenta al creditore un'offerta di pagamento del debito ed il creditore la rifiuta senza un motivo legittimo, si ha l'esclusione della mora del debitore (mora debendi o mora solvendi): il debitore, cioè, non è più tenuto a corrispondere al creditore gli interessi di mora. Quando il creditore rifiuta il pagamento offertogli senza motivo legittimo, si ha la costituzione in mora del creditore (mora credendi o mora accipiendi). L'impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al debitore ha un'ulteriore conseguenza: oltre a non essere più dovuti gli interessi di mora il creditore è pure tenuto a risarcire [ ... leggi tutto » ]

La messa in mora del creditore e la liberazione del debitore

Rosaria Proietti - 15 gennaio 2015

Cosa succede quando il debitore vuole adempiere all'obbligazione ed il creditore non accetta l'offerta e non fornisce la liberatoria? Si può mettere in mora il creditore quando questi rifiuti, senza un legittimo motivo, di ricevere il pagamento offertogli dal debitore. Effetti della costituzione in mora del creditore, sono: il dovuto risarcimento dei danni patiti dal debitore e la cessazione degli interessi dovuti da quest’ultimo al creditore. Ogni offerta di adempimento vale ad escludere la mora del debitore. Tuttavia ove quest'ultimo voglia conseguire l'effetto più ampio della liberazione dall'obbligazione è tenuto a far seguire l'offerta dal deposito liberatorio. Ma può non [ ... leggi tutto » ]

Procedure di recupero crediti scorrette » atti di citazione in giudizio presso località diverse dalla sede del consumatore: interviene l'agcm

Andrea Ricciardi - 13 dicembre 2014

L'Autorità della concorrenza e del mercato (Agcm o Antitrust) è intervenuta per sanzionare, nuovamente, alcune pratiche commerciali scorrette, di una società di recupero crediti, non nuove ai consumatori. Il procedimento dell'Antitrust, avviato alla luce di informazioni acquisite ai fini dell'applicazione del Codice del Consumo e di segnalazioni di diversi consumatori, va a redarguire una classica pratica commerciale scorretta, utilizzata da diverse società di recupero crediti. Si tratta dell'inoltro, a diversi consumatori, tramite un avvocato, di atti di citazione in giudizio presso diverse sedi di Giudici di Pace, con l'indicazione fittizia della data della prima udienza, al fine di recuperare presunti [ ... leggi tutto » ]

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