Catalogare entrate ed uscite del bilancio familiare

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Possiamo dividere innanzitutto le entrate a seconda della cadenza temporale.

Ogni mese:

  • le entrate da lavoro dipendente o della pensione;
  • le entrate da lavoro autonomo, che possono, a volte, anche essere cumulate con le prime;
  • i vitalizi;
  • gli assegni di mantenimento;
  • le rendite immobiliari (gli affitti)

Una o due volte l'anno:

  • gli interessi dei titoli di Stato;
  • gli interessi delle obbligazioni;

Una volta l'anno:

Alcune di queste possono variare durante l'anno; mentre altre entrate possono essere straordinarie e non prevedibili (plusvalenze da vendite o vincite al gioco).

E' bene però fare affidamento solo sulle entrate certe: le altre possono essere considerate solo come margine per il risparmio. Tutto sommato, però, escludendo imprevisti negativi (che per l'appunto, non si possono mettere in conto) si può all'inizio dell'anno tracciare una sorta di bilancio preventivo per sapere di quale budget, orientativamente, si disporrà nei dodici mesi che seguiranno.

Facendo una divisione per 12, e magari mantenendosi molto prudenti sulla previsione degli interessi da investimenti, si può immaginare anche la quota che si avrà a disposizione ogni mese. Una nota in più per ciò che riguarda gli investimenti dei risparmi. Di questi tempi abbiamo avuto la netta percezione di quanto siano volatili i nostri soldi. Se si ritiene che le somme messe da parte (risparmiate) debbano servire per qualche acquisto nel medio tempo evitare investimenti con alti margini di rischio (borsa, fondi azionari, contratti pronto-termine, valuta, ecc.) Nel  momento in cui dovessero servire ci si possono presentare brutte sorprese.

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Veniamo alle uscite. Le spese che fanno parte della vita quotidiana:

  • affitto o mutuo per l'abitazione;
  • condominio;
  • spese fisse per l'auto: assicurazione e bollo;
  • spese per l'istruzione dei figli, tasse scolastiche e acquisto libri;
  • il canone Rai-Tv;
  • le imposte e le tasse da pagare;
  • bollette luce, telefono e gas;
  • assicurazioni (casa, vita, infortuni…);
  • i collaboratori familiari.

Le voci di spesa che incidono mensilmente sulla famiglia:

  • trasporti (tessere per i mezzi pubblici, carburante, posteggi, multe, manutenzione auto, ecc.);
  • istruzione, giornali e cancelleria;
  • cura della persona: igiene, cosmesi, palestra;
  • tempo libero: cinema, teatro, concerti, ristoranti, regali, dischi, libri, ecc;
  • abbigliamento: biancheria, tintoria;
  • alimentari: vitto e mensa lavoro;
  • sport;
  • spese sanitarie: medici e medicine;
  • abitazione: manutenzione

Tutte queste spese si possono quantificare ad inizio anno per poter fare, sulla base di quanto già speso nell'anno precedente, una valutazione più o meno attendibile. Non spaventiamoci di questa vaghezza della previsione: è meglio fare una previsione non precisa da assestare poi durante l'anno, che non farne alcuna. Manteniamoci larghi, ossia pessimisti sulla spesa, arrotondando per eccesso piuttosto che per difetto. Inoltre bisogna comunque ssere sufficientemente previdenti per accantonare un minimo di reddito in più per eventuali aumenti dei prezzi.

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Teniamo poi presente che un bene durevole (aspirapolvere, frigorifero, stufa a gas, ecc.) con il passare degli anni perde valore e bisogna accantonare una quota per comprarne un altro in seguito. E' l'operazione forse più diffi cile: pensare che il frigorifero piuttosto che la Tv, ora perfettamente funzionanti, potrebbero fra qualche mese non servire più e che quindi converrà risparmiare qualcosa, è un po' ardito. Ma qui stiamo indicando tutte le necessità: poi ogni famiglia farà le proprie scelte, magari focalizzandole solo su quelle di prima necessità.

La spesa per il vitto è organizzata da ogni famiglia in base al numero dei pasti nell'arco di una settimana: attenzione, allora, alla spesa frettolosa, che fatta nel primo negozio di generi alimentari sotto casa è comoda, sì, ma antieconomica. Converrà scegliere cosa acquistare presso i grandi super o iper mercati. Badate, però: le offerte speciali (del tipo prendi tre e paghi due) sono convenienti se il prodotto in offerta è effettivamente usato in famiglia altrimenti si rischia un acquisto inutile o il deterioramento di prodotti non immediatamente usati.

Fatta la previsione bisogna programmare (con tutte le normali incertezze che ciò include). Significa allora dividere l'intera cifra annuale in quote mensili, come si è fatto per il reddito. Senza dubbio la prima volta questa operazione potrà discostarsi di molto dal vero. Niente paura: controllare dove si sono verificati gli scostamenti più rilevanti e valutare se è stato un problema, diciamo così, contingente, ossia per una spesa occasionale, o strutturale, per una spesa fissa. Se è questo il caso, bisognerà cambiare le previsioni.

Nella programmazione dovrebbe comunque trovare posto il risparmio, secco. Non quello prudenziale per accantonamenti, per previsioni di spesa futura o per altro. Proprio il residuo netto creatosi dopo che si è messo da parte tutto ciò che serve per provvedere alle spese presenti e future. Sarà pure minimo, laddove si avrà la fortuna di realizzarlo, ma sarà quella quota di reddito che ci consentirà di stare un po' più tranquilli e pensare anche a sviluppi futuri.

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9 novembre 2007 · Loredana Pavolini

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