Impugnazione cartelle esattoriali per canone RAI

Non c'è alcuna legge che obblighi un soggetto al possesso di un apparecchio televisivo e il pagamento del canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chi detiene uno o più apparecchi televisivi ad uso privato nel luogo adibito a propria residenza o dimora.

Dunque, si tratta di una tassa sulla proprietà di un apparecchio televisivo. Se non c'è proprietà, non c'è tassa.

Io, personalmente conosco almeno tre modi in cui si può essere obbligati a pagare il canone di abbonamento RAI:

  1. si acquista un apparecchio televisivo fornendo i propri dati e non quelli di chi già ne possiede uno;
  2. si fa entrare in casa un soggetto sedicente funzionario ispettore della RAI, che spesso si qualifica come dipendente dell'Agenzia Entrate Torino - SAT e che intravede nel salone, in bella vista, un 50 pollci di ultima generazione (qualcuno dovrebbe chiedere ragione di una denominazione così ingannevole - questi soggetti non hanno alcun titolo e diritto ad ispezionare casa);
  3. si risponde via telefono ad un sondaggio sul gradimento di un programma televisivo in onda al momento del contatto telefonico.

Ci sono poi quelli che pagano volontariamente per non subire le continue e petulanti richieste di obolo, effettuate via posta sempre dell'ingannevole Agenzia Entrate - SAT.

Per concludere: le eventuali cartelle esattoriali sono impugnabili se non c'è prova provata del possesso di un apparecchio televisivo. Le missive dell'Agenzia Entrate - SAT, che ingiungono il pagamento del canone, sono cestinabili senza alcun preavviso.

Questo è quanto.

23 ottobre 2012 · Ornella De Bellis

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