Cosa succede quando si richiede la sospensione della riscossione del debito di una cartella esattoriale all'Agenzia Entrate-riscossione

Cerchiamo di comprendere cosa succede quando si richiede la sospensione della riscossione del debito di una cartella esattoriale all'Agenzia Entrate-riscossione.

Ricevuta l'istanza, l'Agenzia si fa carico di trasmetterla all'ente e, in attesa della risposta, sospende le procedure di riscossione.

In assenza di riscontro da parte dell'ente entro 220 giorni, la legge prevede, in alcuni casi (prescrizione o decadenza intervenute prima della consegna del ruolo, provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore, pagamento effettuato prima della consegna del ruolo), che il debito venga annullato.

Se i documenti inviati non sono idonei a dimostrare che il pagamento non è dovuto, l'ente creditore informa del rigetto della richiesta presentata e comunica all'Agenzia di riprendere le attività di riscossione.

Ad esempio, se si riceve una cartella esattoriale per una multa della Polizia municipale non pagata entro i termini e invece si è in possesso della ricevuta del pagamento, la richiesta del comune è errata e, di conseguenza, lo è anche la cartella esattoriale.

E' possibile fare ricorso al giudice o andare al comune per chiedere lo sgravio.

Tuttavia, l'Agenzia delle entrate-Riscossione è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure di riscossione finché l'ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito.

Se invece ci si rivolge direttamente all'Agenzia delle entrate-riscossione, le procedure sono immediatamente sospese in attesa che il comune corregga l'errore.

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