Cartella esattoriale per contributi previdenziali - Termine per l'opposizione

Come è noto, l'articolo 24, comma 5, del Decreto Legislativo 26 febbraio 1999 numero 46 prevede che contro l'iscrizione a ruolo il contribuente possa proporre opposizione entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento.

Sul punto la Suprema Corte, decidendo sulla natura del termine, ha dichiarato che in tema di iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali, il termine prescritto dal quinto comma dell'articolo 24 del Decreto Legislativo numero 46/1999, per proporre opposizione nel merito onde accertare la fondatezza della pretesa dell'ente, deve ritenersi perentorio perché diretto a rendere incontrovertibile il credito contributivo dell'ente previdenziale in caso di omessa tempestiva impugnazione e a consentire una rapida riscossione del credito iscritto a ruolo; la Corte ha precisato che alla perentorietà del termine non ostano né l'inespressa indicazione in tal senso, dovendo pur sempre il giudice indagare se, a prescindere dal dettato normativo, un termine, per lo scopo che persegue e la funzione che adempie, debba essere rigorosamente osservato a pena di decadenza, né che l'iscrizione a ruolo avvenga senza un preventivo accertamento giudiziale, non ignorando l'ordinamento titoli esecutivi formati sulla base di un mero procedimento amministrativo dell'ente impositore (Cassazione, sentenza numero 21365/2010, numero 17978/2008, numero 4506/ 2007).

A fronte della rituale notifica delle cartelle esattoriali i debiti in esse riportati diventano incontrovertibili.

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Commenti e domande

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  • Donan 27 marzo 2016 at 10:32

    Salve.
    Ho delle domande riguardanti un vecchio debito con l’INPS e chiedo anche un suggerimento.
    Dal novembre 1995 fino a marzo 1997 sono stato iscritto nel registro artigiani.
    Nel marzo 1997 chiusi la ditta ed emigrai in Gran Bretagna.
    Ho scoperto solo da poco che Equitalia ha una cartella a mio nome per 4500 euro, relativa a importi previdenziali non pagati all’Inps. Immagino che siano andati prescritti, in quanto sono tornato in Italia dal 2002 e non ho mai ricevuto nulla…
    Vorrei conferma. E chiedo alcuni consigli.
    Nel caso i mancati pagamenti fossero davvero andati prescritti (o comunque non più esigibili da Equitalia), mi sarebbe possibile chiedere all’Inps di pagare quei contributi senza essere oberato da interessi passivi?
    Grazie in anticipo per una Vostra eventuale risposta.

    • Annapaola Ferri 27 marzo 2016 at 18:55

      La conferma della eventuale prescrizione può averla recandosi presso gli sportelli Equitalia e chiedendo copia degli atti notificati a suo nome. Che a lei non risulti di aver ricevuto nulla vuol dire ben poco: le notifiche potrebbero essere state perfezionate comunque per compiuta giacenza.

  • lucia civitella 31 maggio 2012 at 20:44

    mio marito aveva una piccola impresa artigiana . Ha chiuso l’attività nel 1987 ma la partita iva è rimasta attiva fino a qualche anno fa , quando è stata finalmente chiusa. Premetto che questa partita iva era rimasta dormiente ed inutilizzata. Continuano ad arrivare cartelle imps inail e camera di commercio .e temo che per alcune cartelle imps siano trascorsi i 40 giorni per il ricorso. L’ultima della camera di commercio è arrivata ieri. E’ possibile fare qualcosa. Possibile che si debba pagare ! Niente ditta, niente partita iva come si può pretendere il pagamento!

    • Genny Manfredi 1 giugno 2012 at 05:11

      Non c’è bisogno di fare ricorso, in questi casi. Ma non si può neanche restare inerti.

      Bisogna armarsi di santa pazienza e cominciare a fare il giro delle sette chiese. Recarsi presso Camera di Commercio ed INPS e chiedere lo sgravio delle cartelle, cercando di chiarire la situazione. Lasciando le cose come stanno si peggiora solo la situazione.

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