Aggiornamento della carta di circolazione per uso promiscuo del mezzo: i costi e le sanzioni

Quanto costa aggiornare la carta circolazione? E se si omette di farlo, cosa si rischia?

Per quanto riguarda i costi, da notare che alla richiesta di annotazione vanno allegati le attestazioni di pagamento di 16 euro per imposta di bollo e di 9 euro per diritti di motorizzazione.

Nel caso si rendesse necessaria la duplicazione della carta di circolazione il bollo è di 32 euro. Nei casi dove non è necessaria l'emissione del tagliando di aggiornamento si pagano solo i diritti di motorizzazione.

Sono ovviamente esclusi gli eventuali costi legati all'intermediazione di agenzie di pratiche automobilistiche.

Per quanto concerne le sanzioni, invece, in caso di omissione ad un controllo può seguire l'applicazione di una sanzione amministrativa variabile da 516,46 a 2.582,28 euro e il ritiro della carta di circolazione, con invio della stessa agli uffici del DTT per l'adempimento.

Da chiarire che le sanzioni sono applicabili solo ai casi di possesso iniziato a partire dal 4/11/2014, decorsi i 30 giorni utili per adempiere all'obbligo.

I possessi iniziati prima di tale data possono o meno essere regolarizzati, a scelta dei soggetti coinvolti, senza rischio di sanzionamento.

Sui procedimenti di accertamento e applicazione delle sanzioni non ci sono ancora chiarimenti a cui fare riferimento. Dovrebbe a breve pronunciarsi in merito il Ministero dell'Interno.

26 novembre 2014 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Aggiornamento della carta di circolazione per uso promiscuo del mezzo: i costi e le sanzioni Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 26 novembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria multe per violazioni al Codice della strada - informazione e prevenzione Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale.

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  • Anonimo 19 febbraio 2019 at 13:56

    Sono stata contravvenzionata per non aver aggiornato la carta di circolazione di una autovettura intestata a mio marito, dal quale ero legalmente separata, con cui non ero convivente e che è deceduto ad aprile 2013. Tutti gli eredi, compresa me, hanno fatto in tribunale la rinuncia alla eredità. Da allora non ci è stato comunicato nulla sul destino della autovettura. Io ho continuato ad utilizzarla pagando l’assicurazione ed effettuando le revisioni periodiche. È giusto ciò che mi si contesta? In quanto rinunciataria dell’eredità io non posso intestarmela. Oltretutto ho cominciato ad utilizzarla dopo l’entrata in vigore della legge 4.11.2014 che impone l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione per l’utilizzatore.

    • Ludmilla Karadzic 19 febbraio 2019 at 14:29

      Sono obbligati all’aggiornamento della carta di circolazione del veicolo, intestato ad altro soggetto, coloro i quali hanno la temporanea disponibilità, per periodi superiori a trenta giorni, a titolo di comodato ovvero in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale: sulla carta di circolazione deve essere annotato il nominativo del comodatario e la scadenza del relativo contratto, ovvero il nominativo dell’affidatario. Nel caso di comodato, sono esentati dall’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione i componenti del nucleo familiare, purché conviventi.

      Lei in quanto chiamata all’eredità e avendo ad essa rinunciato, è diventata automaticamente custode giudiziale del veicolo di proprietà dello Stato. L’affidamento in custodia, a differenza degli altri chiamati all’eredità e anch’essi rinuncianti, le deriva proprio dall’aver avuto la disponibilità del veicolo, tesi provata dall’aver pagato l’assicurazione per la RC Auto a suo nome e/o dall’aver riferito le motivazioni per cui si trovava alla guida del veicolo agli agenti, in caso di contestazione immediata.



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