Tutta la verità sull'aggiornamento della carta di circolazione in caso di uso promiscuo del veicolo

A partire dallo scorso 3 novembre 2014, secondo quanto disposto dall'aggiornamento normativo, scatterebbe una multa, salatissima, nella fattispecie in cui l'automobilista, alla guida del mezzo, non sia l'effettivo proprietario, ovvero lo stesso indicato sulla carta di circolazione.

Il nostro blog è stato uno dei primi a trattare questo argomento: successivamente se ne sono dette molte, terrorizzando e confondendo gli automobilisti italiani.

Ma qual è la verità? In quali casi si applica la sanzione e in quali no?

Cerchiamo di rispondere dettagliatamente nel prosieguo dell'articolo.

In linea generale, la legge dispone l'obbligo di richiedere l'aggiornamento della carta di circolazione, in caso di variazione delle generalità o della denominazione dell'intestatario del veicolo, o di temporanea disponibilità del veicolo in favore di un soggetto terzo, per un periodo superiore a 30 giorni.

In parole povere, si deve registrare alla Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi utilizza sistematicamente l'auto di proprietà altrui per oltre 30 giorni.

Diversamente, scatta una multa di 705 euro con ritiro della carta di circolazione.

Ma quali sono i soggetti su cui grava l'onere? E quali quelli esclusi?

Come deve fare il cittadino per adeguarsi alla norma, e a quali costi?

Scopriamolo nei paragrafi successivi.

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Stai leggendo Tutta la verità sull'aggiornamento della carta di circolazione in caso di uso promiscuo del veicolo Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 26 novembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria multe per violazioni al Codice della strada - informazione e prevenzione Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale.

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  • Anonimo 19 febbraio 2019 at 13:56

    Sono stata contravvenzionata per non aver aggiornato la carta di circolazione di una autovettura intestata a mio marito, dal quale ero legalmente separata, con cui non ero convivente e che è deceduto ad aprile 2013. Tutti gli eredi, compresa me, hanno fatto in tribunale la rinuncia alla eredità. Da allora non ci è stato comunicato nulla sul destino della autovettura. Io ho continuato ad utilizzarla pagando l’assicurazione ed effettuando le revisioni periodiche. È giusto ciò che mi si contesta? In quanto rinunciataria dell’eredità io non posso intestarmela. Oltretutto ho cominciato ad utilizzarla dopo l’entrata in vigore della legge 4.11.2014 che impone l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione per l’utilizzatore.

    • Ludmilla Karadzic 19 febbraio 2019 at 14:29

      Sono obbligati all’aggiornamento della carta di circolazione del veicolo, intestato ad altro soggetto, coloro i quali hanno la temporanea disponibilità, per periodi superiori a trenta giorni, a titolo di comodato ovvero in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale: sulla carta di circolazione deve essere annotato il nominativo del comodatario e la scadenza del relativo contratto, ovvero il nominativo dell’affidatario. Nel caso di comodato, sono esentati dall’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione i componenti del nucleo familiare, purché conviventi.

      Lei in quanto chiamata all’eredità e avendo ad essa rinunciato, è diventata automaticamente custode giudiziale del veicolo di proprietà dello Stato. L’affidamento in custodia, a differenza degli altri chiamati all’eredità e anch’essi rinuncianti, le deriva proprio dall’aver avuto la disponibilità del veicolo, tesi provata dall’aver pagato l’assicurazione per la RC Auto a suo nome e/o dall’aver riferito le motivazioni per cui si trovava alla guida del veicolo agli agenti, in caso di contestazione immediata.



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