Come non pagare più di una volta il canone Rai: soggetti a rischio

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Con questi aggiornamenti normativi, si rischia una grossa confusione: molte famiglie, infatti, dato il caos organizzativo, rischiano di pagare più di una volta gli importi del canone rai: vediamo come evitarlo.

Il rischio del doppio pagamento lo corre la famiglia in cui uno dei due coniugi ha sempre pagato l'imposta sulla tv (risultando, di fatto, negli archivi della Rai, l'unico soggetto obbligato), mentre l'altro ha intestato il contratto della luce.

Per il primo, sino ad oggi, il pagamento doveva avvenire entro fine gennaio.

Ma se questi dovesse versare l'importo, come sempre ha fatto, con il bollettino postale, l'altro coniuge si vedrà ugualmente addebitato lo stesso importo sulla bolletta dell'energia elettrica.

Insomma, il consiglio, almeno per quest’anno, è di aspettare la scadenza di luglio.

Il secondo problema si pone per chi aveva, in passato, effettuato il suggellamento, pratica che, come noto, è stata abrogata.

Dunque, in teoria, chi ha inviato, negli anni passati, la dichiarazione di cessazione dell'abbonamento televisivo si vedrà ugualmente addebitato il canone Rai nella bolletta della luce.

Tuttavia questi soggetti potrebbero, nel frattempo, aver buttato ogni televisore e non avere più alcun apparecchio in casa, preferendo dedicarsi ai canali video del web.

Dunque, costoro dovrebbero effettuare la dichiarazione di non possesso della TV per tempo, ossia entro giugno, prima cioè dell'addebito automatico sulla bolletta (meglio sarebbe prevenire con anticipo i tempi e non ridursi all'ultimo minuto).

Si ricorda, peraltro, che tale dichiarazione va rinnovata ogni anno.

La terza ipotesi è per chi è soggetto ad esenzione, ultra settantacinquenne, con reddito inferiore a 6.713,98 sommato a quello del coniuge.

Se il coniuge convivente è intestatario del contratto della luce, occorrerà informare la società elettrica e, soprattutto, l'Agenzia delle Entrate (Ufficio Torino 1) del diritto all'esenzione. Anche in questo caso bisognerà muoversi con largo anticipo.

Che succede, però, se il contribuente si adopera tardi a comunicare l'avvenuto pagamento o il diritto all'esenzione? Sarà necessario presentare il ricorso.

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