Il canone concordato nei contratti di locazione




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Vediamo, più nel dettaglio, di cosa si tratta quando si parla di canone concordato nei contratti di locazione o affitti.

Al via dal 30/03/2017 le novità per i contratti di locazione concordati.

Il D.M. 16/01/2017, di recente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha infatti dettato nuovi criteri per la determinazione dei canoni di locazione nella contrattazione territoriale, nonché aggiornato la modulistica da utilizzare per la stipula degli stessi.

Novità per i contratti concordati

In primis si rileva che il D.M. 16/01/2017 sostituisce le disposizioni del D.M. 30/12/2002 “ridefinendo” i criteri generali e le condizioni per stipulare un contratto a canone concordato ed aggiornando la relativa modulistica.

Come disposto dall’articolo 1 comma 8 del D.M., le parti contrattuali, nella definizione del canone effettivo, possono essere assistite (a loro richiesta) dalle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori.

In particolare, per i contratti “non assistiti”, gli accordi definiscono “le modalità di attestazione, da eseguirsi, sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalle parti contrattuali a cura e con assunzione di responsabilità, da parte di almeno una organizzazione firmataria dell’accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo stesso, anche con riguardo alle agevolazioni fiscali”. Il decreto in esame disciplina poi gli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini.

In particolare, i criteri individuati dal D.M. in esame si applicano sia agli accordi territoriali sottoscritti nei comuni ad “alta tensione abitativa” (articolo 1 del DL 551/1988) che a “quelli sottoscritti negli altri comuni”.

In ogni caso, i contratti di locazione in esame devono essere stipulati utilizzando il tipo di contratto allegato A al D.M. 16/01/2017 e gli adeguamenti del canone, salvo che il locatore opti per la cedolare secca, non potranno essere superiori al 75% della variazione dell’indice ISTAT.

I contratti di locazione aventi natura “transitoria”, ossia quelli:

I canoni di locazione e la ripartizione degli oneri accessori relativi ai contratti con durata pari o inferiore a 30 giorni, sono in ogni caso rimessi alla libera contrattazione delle parti.

Per quanto riguarda i contratti per studenti universitari, redatti esclusivamente utilizzando il tipo di contratto allegato C al D.M. 16/01/2017, viene precisato che gli stessi possono riguardare immobili siti nei Comuni sede di università, di corsi universitari distaccati e di specializzazione, e comunque di istituti di istruzione superiore nonché nei comuni limitrofi e qualora il conduttore sia iscritto ad un corso di laurea o di formazione post laurea in un comune diverso da quello di residenza, possono essere stipulati contratti di durata da 6 mesi a 3 anni, rinnovabili salvo disdetta del conduttore da comunicarsi almeno un mese e non oltre 3 mesi prima.

Agevolazioni fiscali

Sul piano fiscale, viene stabilito che il reddito imponibile dei fabbricati locati è ulteriormente ridotto del 30%, a condizione che nella dichiarazione dell’anno in cui si intende usufruire della agevolazione siano indicati:

Inoltre, in caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, l’aliquota è ulteriormente ridotta al 10% in presenza di contratti relativi ad abitazioni ubicate nei comuni ad “alta tensione abitativa”.

Riguardo la determinazione dell’imposta di registro, si fa presente che, in sede di prima applicazione del decreto in esame, questa è assunta nella misura del 70%.

Tuttavia, l’applicazione dell’imposta nella forma della cedolare secca, sostituisce le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione; la cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione.

Detrazioni fiscali

Ai soggetti titolari di contratti di locazione relativi ad abitazione principale, stipulati o rinnovati, spetta una detrazione, rapportata al periodo dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione, nei seguenti importi:

Ulteriore detrazione riguarda:

In tali casi, spetta una detrazione, per i primi 3 anni complessivamente pari a:

Le suddette detrazioni da ripartire tra gli aventi diritto, non sono tra loro cumulabili e il contribuente ha diritto, a sua scelta, di fruire della detrazione più favorevole.

Infine, viene ricordato che per gli immobili locati con contratti a canone concordato, a prescindere dal luogo di ubicazione, ai fini Imu/Tasi l’imposta è determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, con riduzione al 75%.



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21 Aprile 2017 · Andrea Ricciardi




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Stai leggendo Il canone concordato nei contratti di locazione Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 21 Aprile 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 2 Agosto 2017 Classificato nella categoria contratti di locazione - affitti in nero e sanzioni per il locatore - sfratti e diritto alla casa - morosità incolpevole Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti

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