Fate benzina al self service con bancomat o carta? Occhio alla truffa

1. Automobilisti: attenzione a fare rifornimento carburante con carta di credito o bancomat » La grande truffa del blocco di somme a garanzia
2. Associazioni dei consumatori e automobilisti truffati sulla vicenda della truffa alla pompa di benzina
3. Le normative che vietano prelievi forzosi di somme a garanzie non autorizzati come nel caso della truffa alla pompa di benzina

Automobilisti: attenzione a fare rifornimento carburante con carta di credito o bancomat » La grande truffa del blocco di somme a garanzia

Nell'articolo di oggi vogliamo raccontarvi di una pratica, purtroppo, molto diffusa: ovvero del blocco di somme (cifre esorbitanti) a garanzia, per diversi giorni, quando, in alcuni distributori, si effettua il rifornimento di carburante con carta di credito o bancomat.

Vi è mai capitato di fare rifornimento di carburante presso un distributore automatico di benzina, pagando con bancomat o carta di credito una cifra, ad esempio, di 10 euro, e di vedervi contemporaneamente, per alcuni giorni, bloccata sul conto, non si sa come e perchè, una cifra di gran lunga superiore (molto spesso 101 euro)?

Ebbene, se non vi è ancora fortunatamente capitata questa brutta avventura, al contrario a molti si.

Sono molteplici, infatti, i casi segnalati, dovendo, dunque, dedurre che si tratta di una prassi molto diffusa la cui dinamica è sempre simile.

In tali fattispecie, qualsiasi sia l’importo di carburante che si acquista, 5, 10 ,15 o 50 euro, contestualmente all’addebito, avvenuto regolarmente, si aggiunge il blocco di un importo per alcuni giorni pari a circa 101 euro, valutazione forfettaria di un pieno.

Nessun segnale preventivo viene in qualche modo dato al cliente.

L'unica traccia effettiva è rinvenibile sul conto corrente dei clienti che, al momento di pagare, si vedono alterare ingiustamente e senza avviso alcuno la disponibilità del proprio conto.

Supponendo che, poi, si abbia a disposizione quella cifra, perché, altrimenti, sono guai ancora peggiori.

Infatti, nella maggioranza dei casi, si scopre solo se casualmente e in quel preciso momento si controlla il conto o se sulla carta si ha una disponibilità limitata coincidente con l’importo bloccato e, ciò a sorpresa preclude qualsiasi altro acquisto.

La cosa potrebbe dunque passare tranquillamente inosservata: se non ci si accorge che quella cifra è di fatto bloccata, dopo qualche giorno (in media 5 giorni, ma anche di più) la stessa viene liberata ed il gioco è fatto.

Nel frattempo, la domanda sorge spontanea: cosa succede nell'arco di quei giorni ai nostri soldi?

Vi immaginate il beneficio finanziario che i gestori di carte di credito, e, quindi, il settore bancario traggono potenzialmente da questa operazione, estesa ovviamente in modo massivo, ai danni dei loro clienti?

E’ ovvio che siamo di fronte a una procedura che vìola tutti i principi e le norme basilari sulla trasparenza, correttezza, informazione e pubblicità dei servizi di credito e pagamento.

Stiamo parlando di quelle stesse norme che, senza troppi problemi, vanno in deroga e vengono infrante a totale piacimento e interesse delle banche!

Associazioni dei consumatori e automobilisti truffati sulla vicenda della truffa alla pompa di benzina

Associazioni dei consumatori e automobilisti raccontano le loro opinioni sulla vicenda della truffa alla pompa di benzina con bancomat.

Fai benzina con carta di credito o bancomat alla colonnina del self service?

Come accennato, Il rischio è di vedersi soffiare, oltre ai soldi della benzina, anche 101 euro, una sorta di cauzione che viene restituita al conto corrente del cliente nei giorni successivi.

Per la banca si tratterebbe di una sorta di garanzia.

Il problema è che in buona parte dei distributori manca il cartello che avverte in anticipo del prelievo aggiuntivo.

Alcuni automobilisti, così, pensando alla fregatura, si sono rivolti chi alla banca, chi al benzinaio, e chi ancora a delle associazioni a tutela dei consumatori.

Le stesse, dopo le prime segnalazioni, hanno incaricato i propri legali di fare accertamenti e prendere iniziative.

Come primo provvedimento, probabilmente, ci sarà una segnalazione all’Authority competente, nella speranza che quanto prima ci sia un chiarimento o un pronunciamento normativo che faccia ordine nella materia.

Intanto vi proponiamo un racconto inerente alla vicenda:Sono andato a fare benzina un mercoledì sera prima di rientrare a casa, era sera ed era disponibile solo il self service non avevo contanti e ho usato il bancomat. Ho fatto dieci euro di benzina ma il giorno dopo, verificando online i movimenti del mio conto, mi sono accorto che oltre ai 10 euro me n’erano stati addebitati altri 101. Ho chiamato la mia banca per delle spiegazioni. Mi hanno risposto che è una prassi diffusa. In seguito, dopo 5 giorni lavorativi (7 contando il weekend), la somma è ricomparsa sul conto. Ma perché la banca si deve arrogare il diritto di prendere una somma dal mio conto senza che io ne sappia nulla? E se avessi avuto solo lo stretto necessario per fare i miei dieci euro di benzina?

La stessa cosa sarebbe successa a molti altri.

Il che fa pensare che dietro al “prelievo di garanzia” ci sia un accordo tra società petrolifere e istituti di credito.

Resta il fatto che l’addebito dovrebbe richiedere, se non un accordo preventivo tra banca e cliente, almeno un cartello di preavviso.

Libero poi il consumatore di fare benzina con la carta, cambiare stazione di servizio, o tornare il giorno dopo a distributore aperto.

Stando alle segnalazioni alcune restituzioni sarebbero state fatte a distanza di più giorni.

Ci sono anche clienti che si sarebbero accorti subito del prelievo aggiuntivo, grazie all'allarme che a ogni prelievo o pagamento carta-bancomat invia un messaggio sul telefonino.

Interpellando benzinaio, banca e gestore della carta nessuno però sarebbe riuscito a spuntarla.

Alcune associazioni di consumatori hanno consigliato agli associati di inviare una diffida all’istituto di credito che ha emesso la carta o il bancomat.



Le normative che vietano prelievi forzosi di somme a garanzie non autorizzati come nel caso della truffa alla pompa di benzina

Ecco quali sono le normative che vietano prelievi forzosi di somme a garanzie non autorizzati come nel caso della truffa alla pompa di benzina.

Come disciplinato dal Testo unico Bancario, con questa irragionevole prassi le banche, o chi per loro, vìolano:

  1. le norme sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti (titolo VI Tub), visto che l’art. 116, comma 1, stabilisce le banche e gli intermediari finanziari rendono noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti, ivi compresi gli interessi di mora e le valute applicate per l'imputazione degli interessi
  2. gli obblighi riguardanti le Informazioni relative alle operazioni di pagamento e ai contratti tali per cui La Banca d'Italia disciplina:
    • contenuti e modalità delle informazioni e delle condizioni che il prestatore dei servizi di pagamento fornisce o rende disponibili all’utilizzatore di servizi di pagamento, al pagatore e al beneficiario. Le informazioni e le condizioni sono redatte in termini di facile comprensione e in forma chiara e leggibile. In particolare, l’utilizzatore dei servizi di pagamento è informato di tutte le spese dovute al prestatore di servizi di pagamento e della loro suddivisione. Sono previsti obblighi di trasparenza semplificati nel caso di utilizzo di strumenti di pagamento che riguardino operazioni o presentino limiti di spesa o avvaloramento inferiori a soglie fissate dalla stessa Banca d'Italia;
    • casi, contenuti e modalità delle comunicazioni periodiche sulle operazioni di pagamento. (art. 126 – quater, comma 1)
  3. le disposizioni di cui al comma 3 dell’art 126 quater per cui: prima di disporre l’operazione di pagamento l’utilizzatore è informato: a) dal beneficiario, di eventuali spese imposte o riduzioni proposte per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento; dal prestatore di servizi di pagamento o da un terzo, di eventuali spese imposte per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento

Stesso discorso per il Codice del Consumo, le cui disposizioni sono infrante nella misura in cui la prassi descritta rientra nella categoria di azioni ingannevoli (art.21) e Omissioni ingannevoli (art.22) comportando di fatto l’omissione di informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno pendere una decisione consapevole di natura commerciale.

Qual è il senso di bloccare 101 euro in aggiunta all’importo già pagato per l’acquisto del carburante?

Che fine fanno i soldi "bloccati" e sottratti alla disponibilità del conto?

In base a quale assurdo principio la società che gestisce le carte di credito o di debito, o chi per lei, si prende il diritto di bloccare una somma che viene sottratta per giorni alla disponibilità del conto senza che il titolare ne sappia nulla?

Che fine fanno questi soldi, a chi servono, chi ci specula?

La storiella che si tratterebbe di una forma di cautela o garanzia non regge.

In questa vicenda gli unici non tutelati sono i cittadini ai danni dei quali le banche (azioniste, ricordiamolo, delle società di gestione delle carte di credito) speculano proprio con la scusa di doversi cautelare.

La solita vergogna all'italiana.

8 febbraio 2017 · Gennaro Andele

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Stai leggendo Fate benzina al self service con bancomat o carta? Occhio alla truffa Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 8 febbraio 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria tutela consumatori - phishing truffe e frodi informatiche Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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