Rinegoziazione mutui secondo Tremonti – ecco le banche che offrono la rinegoziazione «rafforzata»

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Le disposizioni della convenzione tra il ministero dell’Economia e l’Associazione bancaria costituiscono uno standard minimo per la rinegoziazione del mutuo, che lascia perciò alle banche la possiblità di offrire alla clientela interessata condizioni ancora più favorevoli rispetto a quelle previste. Si tratta di proposte che gli istituti devono comunicare all’Abi al momento dell’adesione alla Convenzione.

Secondo l’elenco aggiornato al 20 agosto, sono quasi 150 le banche e i gruppi bancari che hanno aderito alla Convenzione, e tra loro figurano tutti i principali istituti italiani. Sul totale degli aderenti, però, sono poco più di una trentina quelli che hanno predisposto condizioni migliorative: alcuni hanno agito sullo spread, attraverso uno sconto sul tasso accessorio, altri hanno invece esteso l’applicazione ai mutui a tasso misto o a quelli cartolarizzati.

La maggior parte delle migliorazioni proposte riguarda l’abbassamento del tasso applicato al conto di finanziamento, che la Convenzione vuole sia quello minimo tra l’Irs a 10 anni maggiorato dello 0,50% e il valore del tasso previsto alla data di rinegoziazione. Così alcune banche offrono uno sconto su tale maggiorazione dell’Irs: propongono ad esempio una percentuale dello 0,40%, tra le altre, le banche del gruppo Bpm, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, le banche del gruppo Cassa di Risparmio di Ferrara (eccetto la Banca di Treviso); mentre lo 0,25% è offerto dal gruppo Banco Desio, dalla Banca della Bergamasca, dalla Banca di Credito Cooperativo di Lesmo. Ci sono poi alcuni istituti che eliminano del tutto la maggiorazione, come la Banca delle Marche e le banche del Gruppo Ubi (eccetto la Banca 24-7).

Un versante “caldo” è quello dell’estensione della proposta di rinegoziazione ai mutui oggetto di cartolarizzazione. Una opzione che interessa molti mutuatari e che è offerta ad esempio da alcune banche dei gruppi Intesa-San Paolo, Montepaschi e Banca Carige, dalla Banca Popolare di Vicenza, dalla Cassa di Risparmio di Asti, dalla Banca delle Marche. Quest’ultima figura anche nell’elenco degli istituti che estendono l’applicazione ai mutui a tasso misto, assieme alle banche dei gruppo Ubi e Carige, alla Banca Popolare di Vicenza, alla Bcc di Castenaso.

Ci sono poi banche, quali la Cassa Rurale di Treviglio e la Bcc Alta Brianza-Alzate Brianza, che non prevedono alcuna capitalizzazione periodica sul conto di finanziamento accessorio. Un’offerta singolare proviene infine dalla Bcc di Avetrana: la riduzione di 0,50% del tasso di interesse medio applicato al contratto nel 2006, ovvero quello che sarà applicato alle rate dopo la rinegoziazione.

di Dario Aquaro

da Il Sole24Ore

26 Agosto 2008 · Piero Ciottoli

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  • mirco 17 Agosto 2009 at 22:12

    è VERO CHE NON SI POSSONO RINEGOZZIARE MUTUI IN SOFFERENZA ?

  • mocxcia michele 23 Dicembre 2008 at 17:26

    la legge tremonti a una scadenza?

  • massimo 6 Ottobre 2008 at 23:41

    IL MIO COMMENTO E’ UNA DOMANDA.
    CHI HA UNA RATA COSTANTE NEL TEMPO MA SI E’ ALLUNGATO IL MUTUO A TASSO VARIABILE HA DISMISURA COSA PUO’ FARE DATO CHE LA VITA E’ DIVENTATA CARISSIMA E GLI STIPENDI SONO DAFAME MA NESSUNO NE PARLA PIU’ E CHI COME ME E’N IMPIEGATO NON FA STRAORDINARI PERCHE’ IL LAVORO E MOLTO A MOLTO DIMINUTO(NESSUNO MI RISPONDE)