Azione revocatoria - La parentela fra debitore ed acquirente è condizione per esercitarla

Il curatore fallimentare che intenda promuovere l'azione revocatoria ordinaria, per dimostrare che l'atto di disposizione, sul patrimonio effettuato dal debitore fallito, sia pregiudizievole per il recupero del credito, ha l'onere di provare tre circostanze:

  1. la consistenza del credito vantato dai creditori ammessi al passivo nei confronti del fallito;
  2. la preesistenza delle ragioni creditorie rispetto al compimento dell'atto pregiudizievole;
  3. il mutamento qualitativo o quantitativo del patrimonio del debitore per effetto di tale atto.

Solo se dalla valutazione complessiva e rigorosa di tutti e tre questi elementi dovesse emergere che per effetto dell'atto pregiudizievole sia divenuta oggettivamente più difficoltosa l'esazione del credito, in misura che ecceda la normale e fisiologica esposizione di un imprenditore verso i propri creditori, potrà ritenersi verificati i presupposti necessari per poter esercitare l'azione revocatori dell'atto di disposizione del debitore.

Il venir meno delle garanzie reali che gli immobili rappresentano per i creditori rappresenta una variazione sia quantitativa che qualitativa del patrimonio del debitore e comporta una maggiore difficoltà o incertezza nella esazione coattiva del credito.

Inoltre, in tema di condizioni per l'esercizio dell'azione revocatoria ordinaria, la prova del requisito della consapevolezza di arrecare pregiudizio agli interessi dei creditori può essere fornita anche mediante presunzioni, dovendosi, tra l'altro, attribuire rilievo al grado di parentela fra il debitore e gli acquirenti. In particolare, lo stretto rapporto di parentela tra il legale rappresentante della società fallita e gli acquirenti ha una precisa rilevanza ai fini dell'esclusione della buona fede.

Questo, in sintesi, l'orientamento messo nero su bianco dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza numero 17821/14.

4 settembre 2014 · Loredana Pavolini

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Azione revocatoria di atti del debitore - Intento fraudolento e preordinazione dolosa ai danni del creditore
Com'è noto, l'azione revocatoria è l'azione giudiziale con cui il creditore può domandare che siano dichiarati inefficaci, nei suoi confronti, gli atti di disposizione del patrimonio del debitore finalizzati a compromettere la futura riscossione coattiva del credito. Se l'azione revocatoria ha per oggetto atti posteriori al sorgere del credito, ad ...
Azione revocatoria ordinaria - Può essere proposta anche a tutela di una legittima aspettativa di credito (credito litigioso)
È principio consolidato che l'azione revocatoria possa essere proposta non solo a tutela di un credito certo, liquido ed esigibile, ma, in coerenza con la sua funzione di conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore, anche a tutela di una legittima aspettativa di credito. Avendo, infatti, il codice civile (con l'articolo ...
Azione revocatoria di atti disposti dal fideiussore del debitore
L'azione revocatoria ordinaria presuppone, per la sua esperibilità, la sola esistenza di un debito, e non anche la sua concreta esigibilità, con la conseguenza che, prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale connesse all'apertura di credito regolata in conto corrente, gli atti dispositivi del fideiussore successivi all'apertura ...
Azione revocatoria ordinaria - E' sufficiente la presunzione di consapevolezza del debitore e del terzo acquirente
In tema di azione revocatoria ordinaria, è consolidato il principio giurisprudenziale secondo cui, allorché l'atto di disposizione del debitore sia successivo al sorgere del credito, l'unica condizione per l'esercizio della stessa è che il debitore fosse a conoscenza del pregiudizio delle ragioni del creditore e, trattandosi di atto a titolo ...
Non è soggetto ad azione revocatoria l'atto di alienazione di un bene posto in essere dal debitore per reperire quanto necessario al rimborso di un debito scaduto
L'azione revocatoria non elimina l'atto impugnato, ma lo rende semplicemente inefficace esclusivamente verso il creditore che ha agito, evidenziando quindi una inefficacia relativa (anche detta inopponibilità). Non si produce un effetto restitutorio, poiché il bene non rientra nel patrimonio del debitore, ma il creditore potrà promuovere sul bene oggetto di ...

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su azione revocatoria - la parentela fra debitore ed acquirente è condizione per esercitarla. Clicca qui.

Stai leggendo Azione revocatoria - La parentela fra debitore ed acquirente è condizione per esercitarla Autore Loredana Pavolini Articolo pubblicato il giorno 4 settembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria azione revocatoria e declaratoria di inefficacia degli atti del debitore Inserito nella sezione giurisprudenza.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Cerca