Cosa vuol dire esercitare azione revocatoria degli atti del debitore

L'azione revocatoria è regolata dagli articoli 2091 e seguenti del codice civile e dalla legge fallimentare.

Cosa vuol dire esercitare azione revocatoria

Il creditore esercita azione revocatoria degli atti posti in essere dal debitore quando riesce a farli dichiarare inefficaci nei suoi confronti, dimostrando che tali atti sono unicamente finalizzati a sottrarre il patrimonio del debitore dalle procedure di riscossione coattiva.

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Stai leggendo Cosa vuol dire esercitare azione revocatoria degli atti del debitore Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 4 novembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria azione revocatoria e declaratoria di inefficacia degli atti del debitore Inserito nella sezione giurisprudenza.

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  • Marlaw 17 giugno 2013 at 19:23

    Buonasera,
    circa 8-9 anni fa, ho ricevuto attraverso una donazione un’immobile da mia madre, immobile che precedentemente era stato ipotecato (ipoteca volontaria) a garanzia di un prestito verso una società.

    la donazione era stata fatta per cercare di proteggere l’immobile da un possibile fallimento della società.

    Ad oggi (8-9 anni dalla donazione) la società è stata liquidata da diversi anni (almeno 5 anni) ed il creditore non ha impugnato per la revoca della donazione.

    Sono cosciente che con l’ipoteca vi è il diritto di seguito, quindi in teoria credo l’immobile potrebbe essere ancora ipotecato, oppure potrebbe essere che semplicemente non è stata rimossa dal registro a causa delle spese che comporta.
    Attualmente sto facendo una visura ipotecaria per conoscere correttamente lo stato dell’immobile.

    La domanda che mi faccio, e vi faccio è la seguente: poichè ormai sono passati più di 5 anni dalla donazione, ed il diritto di revoca ormai non può essere eseguito. e nessuno si è fatto vedere, cosa dovrei fare per poter vendere tale immobile?

    Vi ringrazio anticipatamente

    • Simone di Saintjust 18 giugno 2013 at 03:32

      Per poter vendere l’immobile dovrebbe procedere alla cancellazione dell’ipoteca e dunque al rimborso del debito di sua madre.

      Oppure dovrebbe scontare all’acquirente l’importo per cui è stata iscritta ipoteca.

  • nemesis17 19 marzo 2013 at 11:29

    Buongiorno, mio padre ha 1 debito di € 100.000 con equitalia ( commercialista incapace e impreparata senza assicurazione) E’ stata richeista una visura ipocatastale e non risultano ipoteche pendenti sull’unico immobile di sua proprietà adibito a prima casa.. credo perchè erà stata richeista una rateizzazione del debito nel 2012. Ora vorrebbe vendere l’immobile e unici eredi siamo 2 figlie + mia madre. Quale via è preferibile percorrere? donazione ad 1 figlia e conseguente rinuncia eredità degli altri 2 eredi o vendita diretta con pagamento rateizzazione debito gia richiesta per ulteriori 5 anni fino a prescrizione per evitare revocatoria ordinaria da aprte di equitalia? Il ricavato della vendita verrà investito in gestioni separate con contraenti le figlie..ho però 1 altro dubbio.. la figlia che accetta l’eredità potrà alla morte del apdre rinunciare all’eredità per evitare i debiti rimasti o la donazione precluderà un’accettazione tacita?
    Grazie in anticipo dei consigli.

    • Ludmilla Karadzic 19 marzo 2013 at 12:38

      Le donazioni comportano possibilità di revocazione da parte di Equitalia entro i canonici cinque anni (e sono tanti per chi ha un debito già iscritto a ruolo), problemi sulla commerciabilità del bene nel medio lungo termine e contenziosi infiniti fra gli eredi legittimi (di solito i figli sono sempre tutti d’amore e d’accordo all’epoca del perfezionamento dell’atto, ma poi entrano in gioco generi e nuore e si scatena la guerra …).

      L’unica strada maestra è la vendita ad un terzo (un estraneo) non professionista, a prezzo di mercato, che elegga l’immobile a residenza principale. In questo modo non rischia di vedersi pignorato il bene in seguito a revocatoria accordata al creditore e a doversi rivalere poi sul venditore.

      Il ricavato, naturalmente non trasferito d’amblais sui conti dei figli, ma “speso” nel più breve tempo possibile, in “donne, roulette al casinò e champagne”.

      A questo punto si potrà rinunciare all’eredità senza problemi, visto che cespiti attivi (in denaro o immobili) non ve ne saranno.

      Ed anche in vita, per dirla con il grande Eduardo, alias sindaco del rione Sanità, ogni carezza dei figli al proprio genitore sarà certamente disinteressata. E non è poco …



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