L'azione revocatoria ordinaria può essere esercitata anche se il bene alienato dal debitore è ipotecato per l'intero suo valore

Le condizioni per l'esercizio dell'azione revocatoria ordinaria consistono nell'esistenza di un valido rapporto di credito tra il creditore che agisce in revocatoria e il debitore disponente, nell'effettività del danno, inteso come lesione della garanzia patrimoniale a seguito del compimento da parte del debitore dell'atto traslativo, e nella ricorrenza, in capo al debitore, ed eventualmente in capo al terzo, della consapevolezza che, con l'atto di disposizione, venga a diminuire la consistenza delle garanzie spettanti ai creditori.

L'esistenza di un'ipoteca sull'immobile del debitore, a prescindere dalla consistenza della garanzia ipotecaria e, dunque, anche qualora essa si presenti di entità tale da eventualmente assorbire l'intero valore del bene stesso, non integra, qualora il bene venga alienato, una situazione tale da escludere la possibilità di esercizio dell'azione revocatoria ordinaria da parte del creditore non ipotecario del debitore alienante, atteso che la valutazione della idoneità dell'atto dispositivo ad integrare un pregiudizio alle regioni del creditore non ipotecario è naturalmente proiettata verso il futuro, cioè verso il momento in cui sul bene potrebbe essere fatta valere la garanzia patrimoniale (ad esempio dalla banca mutuante).

Le iscrizioni ipotecarie, infatti, possono subire vicende modificative o estintive ad opera del debitore (pagamento delle rate nel caso di ipoteca a garanzia di un mutuo). Inoltre, nel tempo, il bene immobile ipotecato potrebbe aumentare di valore.

Così si sono espressi i giudici della Corte di cassazione nella sentenza 11892/16.

14 giugno 2016 · Carla Benvenuto

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Stai leggendo L'azione revocatoria ordinaria può essere esercitata anche se il bene alienato dal debitore è ipotecato per l'intero suo valore Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 14 giugno 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria azione revocatoria e declaratoria di inefficacia degli atti del debitore Inserito nella sezione giurisprudenza.

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  • Anonimo 15 marzo 2018 at 15:08

    Creditore ipotecario non intervenuto nel procedimento revocatorio di terzo creditore.
    Il pignoramento immobiliare del vincitore in revocatoria non può essere oggettivizzato in quanto solo riconducibile al suo autore. Il creditore ipotecario che non ha promosso alcun pignoramento immobiliare e vuole intervenire nella procedura in modo accessorio, può costituirsi il titolo ex art. 499 cpc e può essere ammesso alla procedura esecutiva immobiliare o si deve accontentare di esercitare la prelazione sul ricavato dell’espropriazione in quanto l’ipoteca è stata iscritta prima della domanda giudiziale di revocatoria della cessione immobiliare senza alcun diritto d’intervento?

    • Simone di Saintjust 15 marzo 2018 at 16:09

      La vendita forzata produce l’estinzione dei diritti reali di garanzia (come l’ipoteca) cui è sottoposto il bene espropriato, attraverso il cosiddetto effetto purgativo. Pertanto, il creditore ipotecario per partecipare all’assegnazione e far valere il proprio diritto di prelazione deve, necessariamente, intervenire nell’azione esecutiva ex articolo 499 del codice di procedura civile.

      Sicuramente, il pignoramento immobiliare del vincitore in revocatoria non può essere oggettivizzato: e non può essere altrimenti, dal momento che per gli altri creditori non intervenuti nel procedimento revocatorio il bene continua a restare di proprietà dell’acquirente e non del debitore alienante; tuttavia, ciò non vuol dire che agli altri creditori del debitore sottoposto ad azione esecutiva dal creditore vincitore in revocatoria, sia precluso l’intervento nell’esecuzione (e dunque siano preclusi la partecipazione all’assegnazione del ricavato nonché l’esercizio di eventuali diritti di prelazione).



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