Avviso di addebito Inps » Cosa è e come impugnarlo

L'avviso di pagamento dell'Inps deve contenere alcuni elementi essenziali, pena la sua nullità. Vi forniamo, quindi, alcuni suggerimenti per poterlo impugnare, sia per vizi di forma che di sostanza.

Che cos'è l'avviso di addebito dell'Inps

L'avviso di addebito dell'Inps è l'atto attraverso il quale l'Inps richiede al contribuente il pagamento delle somme dovute come, ad esempio, il mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali alla scadenza.

L'avviso di pagamento dell'Inps è già un titolo esecutivo ai fini della riscossione, il che significa che è sufficiente per avviare l'esecuzione forzata nei confronti del contribuente, senza altri successivi atti.

Proprio per questo motivo, non è necessaria la cartella esattoriale di Equitalia per l'azione nei confronti di chi non paga le somme richieste entro sessanta giorni.

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Stai leggendo Avviso di addebito Inps » Cosa è e come impugnarlo Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 31 gennaio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria INPS » recupero crediti - trattenute per indebito pagamento - avviso di addebito e cartelle esattoriali Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • moscatelli elisabetta 1 aprile 2015 at 11:59

    Mi potete consigliare come eventualmente procedere? O comunque non ne vale la pena..

    • Ludmilla Karadzic 1 aprile 2015 at 12:09

      Economicamente non vale la pena pagare un onorario agli avvocati. Ma una questione di principio può non avere prezzo. Potrebbe, però, provare a contattare un’associazione di consumatori presente sul territorio in cui vive, oppure sul web (l’ADUC ad esempio – ma dovrebbero avere sempre avvocati presenti sul territorio). Se è ancora nei termini (40 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito) può riuscire a presentare ricorso al Tribunale competente ad un costo ragionevole. Ci provi.

  • moscatelli elisabetta 1 aprile 2015 at 11:36

    Per il ricorso giudiziale è obbligatorio l’avvocato vero?

    • Ludmilla Karadzic 1 aprile 2015 at 11:50

      Sì, purtroppo. Si tratta di ricorso da presentare presso il Giudice del lavoro.

  • moscatelli elisabetta 1 aprile 2015 at 09:20

    Ecco la sudata risposta dell’Inps riguardo alla discussione in corso:l’istanza in oggetto non si può configurare come ricorso amministrativo.
    Il contribuente può presentare opposizione avverso l’avviso di addebito entro il termine di 40 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito ( art. 24 c. 5, DL 46/99). Il ricorso va presentato al Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, nella cui circoscrizione ricade la sede INPS che ha emesso l’avviso. In pratica mi diventa impossibile fare ricorso… Grazie

    • Simone di Saintjust 1 aprile 2015 at 11:26

      Grazie per il feedback. Non c’è che da restare basiti leggendo i contenuti della risposta dell’INPS. Staremo attenti, in futuro, a consigliare direttamente il ricorso giudiziale ai nostri lettori, in barba a tutti i propositi del legislatore di deflazionare il contenzioso.

  • moscatelli elisabetta 16 marzo 2015 at 11:03

    va bene le farò sapere.

    • Ludmilla Karadzic 16 marzo 2015 at 12:43

      Grazie. I feedback su situazioni acquisite sul campo sono fondamentali per noi per orientare correttamente le risposte da fornire ai lettori. La ringraziamo in anticipo.

  • moscatelli elisabetta 16 marzo 2015 at 10:17

    Ma penso di no perché è addebitata anche la voce interessi di mora gestione separata paria € 171,31. Grazie

    • Ludmilla Karadzic 16 marzo 2015 at 10:40

      Sarebbe interessante sapere cosa le risponde l’INPS. Grazie.

  • moscatelli elisabetta 13 marzo 2015 at 13:11

    Grazie davvero. Si l’importo dei contributi dovuti è 714,33 l’importo della sanzione civile per evasione addebitata è pari a € 428,60. Procederò con il servizio Inps risponde. Grazie ancora

    • Ludmilla Karadzic 13 marzo 2015 at 15:14

      Forse nella sanzione sono compresi anche gli interessi per il ritardato pagamento dei contributi a suo tempo evasi. Altrimenti non si spiega.

  • moscatelli elisabetta 13 marzo 2015 at 12:00

    Buongiorno, avevo inizialmente erroneamente scambiato l’avviso bonario con l’avviso di addebito… In data 7 marzo 2015 ho ritirato raccomandata dell’inps che conteneva l’avviso di addebito per contributi dovuti alla gestione separata per l’anno di competenza 2007. Avendo nello stesso anno anche redditi da lavoro dipendente part time ed essendo quindi iscritta ad altra forma di previdenza obbligatoria penso che dovrei pagare i contributi per la % del 16 e non del 23,50 come calcolato dall’inps. In più la sanzione applicata è pari al 60% dell’importo dei contributi omessi, è corretto il calcolo? Se le mie deduzioni fossero corrette posso optare per il ricorso amministrativo on line previsto nell’area servizi al cittadino del portale inps? Grazie infinite

    • Ludmilla Karadzic 13 marzo 2015 at 12:54

      Avendo lei percepito per il 2007 anche reddito da lavoro dipendente, l’aliquota che deve essere applicata è quella ridotta.

      La sanzione civile massima applicabile, invece, non può superare il 40% dell’importo dei contributi dovuti e non versati (sorprende il dato di una determinazione delle sanzioni in misura del 60%).

      Pertanto, in prima battuta, prima di procedere ad un ricorso amministrativo (autotutela) utilizzerei il servizio INPS risponde, che fornisce chiarimenti sugli aspetti procedimentali relativi alle singole pratiche.

  • moscatelli elisabetta 24 febbraio 2015 at 12:39

    Grazie per la risposta. Che tonta… I tempi dell’iscrizione al ruolo sono corretti?

    • Annapaola Ferri 24 febbraio 2015 at 14:42

      Sì, purtroppo. Dalla notifica dell’avviso di accertamento a quella della cartella esattoriale non sono passati due anni.

  • moscatelli elisabetta 24 febbraio 2015 at 10:22

    Buongiorno, in data 31 maggio 2013 ho ricevuto un avviso dall’Inps per raccomandata, di cui non è specificata la natura, in cui richiedevano entro 30 giorni dal ricevimento i contributi dovuti alla gestione separata Inps per redditi di lavoro autonomo per l’anno 2007, non pagati perché al tempo erroneamente informata. Purtroppo non ho impugnato l’atto, anche se i contributi sono calcolati erroneamente, adesso in data 20.02.2015 mi è giunta la cartella esattoriale di Equitalia relativa a detto importo. Posso fare ancora qualcosa per difendermi? Grazie per ogni eventuale risposta.

    • Annapaola Ferri 24 febbraio 2015 at 12:21

      Adesso può eccepire solo vizi di contenuto o di notifica della cartella esattoriale, ma non può contestare, nel merito, l’importo dovuto all’INPS. Mi spiace.

  • Alverde 10 febbraio 2015 at 19:09

    Salve, avrei necessità di chiarimenti ed indicazioni su come comportarmi difornte al problema che vado a descrivere:
    Ad Aprile del 2009 ho aperto partita Iva in qualità commerciale (Agente di Commercio)
    A Dicembre 2010 ho chiuso detta partita Iva
    Le operazioni di apertura e chiusura sono state eseguite da commercialista, tutte ampiamente documentate e perfettamente in regola, e il commercialista, documentazione alla mano, ha inviato le comunicazioni del caso ad Agenzia Entrate, Camera Commercio ed INPS sia di apertura sia di chiusura.
    Durante il periodo di attività commerciale NON ho mai ricevuto cartelle da Parte di INPs che mi invitavano a pagare quanto dovuto ai fini contributivi, anzi un paio di volte mi sono recato agli sportelli Inps per sollecitare ‘invio degli appositi moduli ai fini eseguire pagamento, ma non ho mai ricevuto nulla.
    22 Aprile 2014: ricevo raccomandata da INPS che mi comunica che hanno accettato la mia richiesta di apertura partita IVA e posizione INPS alla data del 01 04 2009
    24 Aprile 2014: ricevo raccomandata da INPS che hanno accettato la mia richiesta di chiusura partita IVA alla data del 31 12 2013.
    In entrambe i casi le raccomandate sono scauturite sulla base delle mie richieste e non sulla base di controlli fiscali.
    Faccio immediato ricorso ad INPS per segnalare l’errata data di cessazione di partita IVA, allegato copia della documentazione già prodotta.
    12 settembre 2014 ricevo semplice lettera da parte di INPS dove mi comunicano che, sulla base di controlli effettuati presso Agenzie Entrate in effetti la mia partita Iva risultata chiusa al 31 12 2010 ed accettano il mio ricorso.
    09 Febbraio 2015 ricevuto raccomandata da INPS di avviso di addebito e sulla base dei controlli effettuati relativamente alla posizione contributiva che va dal 04/2009 al 12/2010 devo all’ente € xxxxxxx.
    Controllando la sezione “Dettaglio Degli Addebiti e Degli Importi Dovuti” scopro che ci sono importi che devo all’ente per l’anno 2009 e con sanzioni e more e importi parziali per l’anno 2010 anche qui con sanzioni e more.
    Le mie domande: premesso che non voglio evadere o fare il furbo ma non ci sono prescrizioni per questo genere di tributi, cioè perché dovrei pagare gli importi per il 2009 quando secondo le mie conoscenze dovrebbero essere caduti in prescrizione?
    Seconda domanda: ma perché devo pagare interessi e more per incompetenze altrui, incompetenze ampiamente dimostrabili, dopo che addirittura mi sono adoperato per sollecitare l’invio dei moduli per il pagamento di quanto dovuto?
    Terza ed ultima domanda : nell’avviso di addebito che ricevuto alla pagina 1 di 12 mi si comunica cito testualmente per il periodo contributivo dal 04/2009 al 12/2010 l’importo totale da pagare è € xxxxxxx.
    mentre nel dettaglio degli addebiti buon parte del 2010 rimane scoperto (6mesi), devo attendermi un altra raccomandata oppure chiudono qui la mia posizione “debitoria”?
    Grazie in anticipo per tutto l’aiuto che potrete fornirmi.

    • Carla Benvenuto 11 febbraio 2015 at 06:20

      Per i contributi o premi non versati dal debitore, l’istituto ha l’obbligo di iscrivere il credito in ruoli resi esecutivi, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’anno successivo al termine fissato per il versamento. In caso di denuncia o comunicazione tardiva o di riconoscimento del debito, tale termine decorre dalla data di conoscenza da parte dell’ente.

      Stiamo parlando non di apertura o chiusura di Partita IVA (obblighi afferenti l’Agenzia delle entrate) ma di apertura e chiusura della posizione contributiva nell’ambito della gestione separata INPS, cosa che, a quanto lei riferisce, il suo commercialista non ha mai effettuato e da cui consegue il danno a lei derivante per l’aggravio di interessi di mora e sanzioni civili.

      Per gli ulteriori dettagli sul credito vantato dall’INPS per l’ultimo semestre del 2010 le suggerisco di recarsi alla sede territoriale o di accedere ai servizi on line erogati dall’Istituto previa richiesta del pin.

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