Autovelox illegali – I verbali sono nulli ed i punti patente devono essere reintegrati


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autovelox

Ricordate la storia degli autovelox illegali? Sono 70 i Comuni italiani coinvolti nella vicenda degli autovelox illegali, per oltre 80 mila multe in tutta Italia del valore totale di ben 11 milioni e 300 mila euro. Si tratta di una truffa milionaria ai danni di ignari automobilisti scoperta dalla guardia di finanza: gli apparecchi degli autovelox infatti erano stati manomessi in modo da aumentare le infrazioni e di conseguenza le multe. Dunque si trattava di autovelox illegali. Le associazioni dei consumatori sono già pronte a sostenere i danneggiati da autovelox illegali nel ricorso nei confronti delle amministrazioni coinvolte per recuperare il denaro e i punti decurtati dalla patente.
L’accertamento di un numero così elevato di contravvenzioni con autovelox illegali  ha già spinto il Codacons a mobi­­litarsi e a chiedere che chi ha subito le multe sia risarcito dal punto di vista economico e che gli siano restituiti i punti automaticamente sottratti dal­la patente per l’eccesso di velo­cità, anche quando siano sca­duti i termini per presentare i ricorsi.

Si tratta dell’ennesi­mo sequestro che dimostra co­me i Comuni ormai utilizzino autovelox illegali e violino il co­dice della strada pur di fare cassa, dice l’associazione dei consumatori e per questo  chiede al Governo di non essere complice di questi Comuni e di prendere provvedimenti seri per prevenire fenomeni di illegalità ormai troppo diffusi.

In particolare occorre:

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13 Giugno 2009 · Simone di Saintjust



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  • lucio indiveri 6 Settembre 2009 at 08:43

  • vincenzo borgomeo 6 Settembre 2009 at 08:41

    Autovelox, via alla rivoluzione – “Mai più pattuglie nascoste”

    Addio a pattuglie nascoste con l’Autovelox. Massima tutela della privacy e addio soprattutto alla gestione dei sistemi elettronici di rilevamento di velocità da parte di società private. Queste le rivoluzioni imposte dalla nuova direttiva del ministero dell’Interno, emanata proprio oggi.

    Ma c’è dell’altro: i Prefetti avranno ora il compito di monitorare sul territorio il fenomeno della velocità e di pianificare le attività di controllo in modo da evitare duplicazioni e una gestione degli autovelox volta solo a fare cassa. In particolare, i Prefetti dovranno individuare i punti critici per la circolazione dove si registrano più incidenti (con riferimento al biennio precedente) e a quel punto dovranno mettere a punto un sistema per controllare la velocità.

    Il tutto sotto il controllo della Polizia Stradale che ha ottenuto così – è questa la novità più grossa – il coordinamento operativo dei servizi, con il compito anche di monitorare i risultati dell’attività di controllo svolta da tutte le forze di polizia e dalle polizie locali.

    Dovrebbe quindi essere del tutto scongiurato l’uso indiscriminato che alcuni comuni fanno degli Autovelox, facendoli gestire dalle polizie locali, con il solo scopo di fare cassa. Il meccanismo è noto: piazzare rilevatori di velocità in zone dove non è chiaro il limite, in altre dove è stato appena abbassato e in altre nascondendo completamente le apparecchiature.

    Viene da chiedersi a questo punto come faranno a sopravvivere alcuni comuni, visto che in molti casi il ricavato delle multe rappresenta più della metà del bilancio comunale… Staremo a vedere. Quello che conta – finalmente – è il fatto che si associa sempre di più l’uso di Autovelox al miglioramento della sicurezza stradale, con grandi vantaggi per tutti.

    Ed è proprio con questo spirito che, oltre ad avere la gestione delle apparecchiature solo da parte dagli operatori di Polizia, ora ci sarà un controllo periodico obbligatorio di funzionalità degli apparecchi, ma anche nuove segnalazioni della presenza delle postazioni di controllo.

    Secondo un’anticipazione del Rapporto “Gli Italiani e l’auto” (che l’ACI presenterà a settembre con il Censis), si scopre che gli automobilisti temono più chi guida veloce di chi guida ubriaco. Lo studio evidenzia i fattori di stress al volante, sottolineando la scarsa fiducia degli automobilisti nei confronti degli altri utenti della strada, il cui comportamento irresponsabile, imprevedibile e distratto viene riconosciuto come il primo elemento di rischio per chi è in viaggio.