Indice del post autotutela - quando la cartella esattoriale è illegittima o infondata

Autotutela e accesso agli atti – guida pratica

La previsione dell'articolo 26, dpr 29 settembre 1973 numero 602 (L’esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notifica o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione - ndr) non legittima sicuramente Equitalia a smarrire o distruggere le cartelle di pagamento prima di aver effettuato l'esecuzione, né individua una modalità di accesso ai documenti, ma disciplina il rapporto giuridico corrente tra l'agente della riscossione e il debitore, con specifico riferimento all'onere probatorio della pretesa di pagamento. Il che comporta che qualora sia [ ... leggi tutto » ]

Cosa è l'autotutela - Istanza di riesame dell'atto

In tutti i casi in cui un atto (avviso, verbale, cartella esattoriale, etc.) e' palesemente illegittimo o errato - perché per esempio riguarda una tassa, un tributo o una multa regolarmente pagata- prima di presentare il vero e proprio ricorso e' possibile tentare di ottenerne l'annullamento in modo, diciamo, amichevole. Si presenta una richiesta tramite l'istituto di autotutela, introdotto dall'articolo 68 del dpr 287/1992 -poi abrogato - e attualmente disciplinato dal d.l.564/94 convertito nella legge 656/94 - integrato dalla legge 28/99- e dal decreto attuativo del ministero delle finanze numero 37/97. L'autotutela costituisce il potere/dovere dell'amministrazione finanziaria di correggere [ ... leggi tutto » ]

Autoaccertamento - Riesame dell'atto impositivo su iniziativa dell'amministrazione

L'amministrazione finanziaria, ovvero l'ufficio che ha emesso l'atto, può provvedere di propria iniziativa, a seguito di riesame, ad annullarlo -totalmente o parzialmente- o sostituirlo in questi casi: errore di persona; evidente errore logico o di calcolo; errore sul presupposto dell'imposta; doppia imposizione; mancata considerazione di pagamenti di imposta regolarmente eseguiti; mancanza di documentazione successivamente sanata (non oltre i termini di decadenza); sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolati, precedentemente negati; errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall'amministrazione. Il Ministero delle finanze, con la circolare numero 198/98 ha inoltre chiarito che qualunque atto viziato può essere [ ... leggi tutto » ]

Riesame dell'atto impositivo su richiesta del contribuente

La procedura di annullamento può avviarsi anche su richiesta del contribuente, che può presentare istanza in carta semplice. Su di essa deve specificare: l'atto di cui viene chiesto l'annullamento (totale o parziale); i motivi per cui si ritiene tale atto illegittimo e quindi annullabile, in tutto o in parte (per i motivi gia' esposti, ovvero errore di persona, errore logico o di calcolo, errore sul presupposto dell'imposta, doppia imposizione, mancata considerazione dei pagamenti gia' effettuati, presenza di requisiti per fruire di agevolazioni o riduzioni, errore materiale del contribuente, etc.). Tali motivi devono essere opportunamente documentati. La domanda dev'essere presentata [ ... leggi tutto » ]

Autotutela - La sospensione degli effetti dell'atto impositivo

La presentazione dell'istanza di autotutela non sospende automaticamente i termini per la presentazione del ricorso (presso l'organo competente, giudice di pace, ordinario o tributario a seconda dei casi), ne' quelli di pagamento, ambedue di solito di 60 giorni. Considerando che i procedimenti spesso durano piu' di due mesi, e' bene chiedere, presentando l'istanza, la sospensione di tutti gli effetti dell'atto contestato, compreso il termine di ricorso. Se ottenuta, la sospensione termina con l'eventuale notifica di un nuovo atto modificativo o confermativo di quello contestato. In questa ipotesi il termine per ricorrere riparte, e il contribuente potra' impugnare, con un [ ... leggi tutto » ]

Autotutela - Inerzia delle Pubblica Amministrazione

Si ha inerzia nel momento in cui l'ufficio competente, sollecitato dalla stessa amministrazione o dall'istanza del contribuente, non proceda al riesame dell'atto oppure non comunichi l'esito del riesame al contribuente che ha inoltrato la richiesta. L'inerzia diventa inerzia grave quando: l'ammontare delle imposte, interessi e sanzioni supera i 516.456,90 euro; il lasso di tempo intercorso tra la presentazione dell'istanza e la grave inerzia sia irragionevolmente lungo; vi sia stato un errore di persona (o sul presupposto) oppure una duplicazione dell'importo, ovvero quando sull'atto vi sia un vizio rilevante e sostanziale ai sensi di quanto previsto dal decreto ministeriale numero [ ... leggi tutto » ]

Autotutela - Richiesta di sospensione della riscossione della cartella esattoriale per illegittimità del credito sotteso

Se un cittadino ritiene non dovuto l'importo iscritto a ruolo e notificato tramite cartella esattoriale, oppure non legittimo (ad esempio nel caso di omessa notifica dell'atto propedeutico) la successiva azione cautelare/esecutiva, può presentare direttamente a Equitalia una dichiarazione per chiedere la sospensione della riscossione nei casi di: prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo; provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore; sospensione amministrativa comunque concessa dall'ente creditore; sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emesse [ ... leggi tutto » ]

10 luglio 2013 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Indice del post Autotutela - quando la cartella esattoriale è illegittima o infondata Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 10 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria autotutela sgravio rimborso sospensione rottamazione sanatoria condono della cartella esattoriale Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento.



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