Attestato di rischio digitale - Cosa è e a cosa serve

Dal 1° luglio 2015 non viene più inviato a casa l’attestato di rischio cartaceo, vale a dire il documento che rappresenta la nostra storia di assicurati, il nostro curriculum di automobilisti: infatti l’attestato di rischio è adesso consultabile online. Si tratta di una rivoluzione che coinvolge oltre 40 milioni di assicurati.

L’attestato di rischio descrive, come accennato in apertura di articolo, la nostra storia assicurativa: indica se l’intestatario della polizza assicurativa RC Auto è incorso in sinistri negli ultimi cinque anni e la classe bonus malus di appartenenza.

Possiamo dire che si tratta di una sorta di “pagella dell’automobilista” ed è fondamentale per stabilire il costo dell’assicurazione e premiare chi guida con prudenza. Fino al 1° luglio scorso, l’attestato di rischio veniva inviato dalla compagnia di assicurazione al contraente della polizza, in formato cartaceo, trenta giorni prima della scadenza contrattuale.

Quando l’assicurato decideva di cambiare compagnia di assicurazione aveva l’obbligo di consegnare l’attestato di rischio alla nuova impresa, in modo che questa potesse valutare il rischio e sottoscrivere il contratto esigendo una tariffa adeguata. Adesso l’attestato non è più cartaceo e le informazioni vengono inserite in una banca dati gestita dall’IVASS, l’istituto di vigilanza del settore assicurativo. L’IVASS ha deciso di servirsi, come previsto dalla legge, di una banca dati degli attestati di rischio già esistente: quella creata in via volontaria dall’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici.

Da 1° luglio 2015 questa banca dati da volontaria è divenuta obbligatoria e continua ad essere gestita da ANIA sotto il controllo dell’IVASS. Sempre dal 1° luglio è scattato per le compagnie di assicurazione un duplice obbligo: quello di trasmettere i dati degli attestati di rischio nella banca dati e l’obbligo di consultarla e acquisire l’attestato telematico prima di emettere la polizza RC auto. Le compagnie di assicurazione devono trasmettere obbligatoriamente gli attestati digitali alla banca dati almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza RC auto al quale l’attestato di rischio si riferisce. All’IVASS spetta il controllo del rispetto dei termini nell’invio e della qualità del flusso informativo trasmesso ed il potere sanzionatorio verso le compagnie assicuratrici colpevoli di ritardi e/o errori nell’adempimento.

In questo modo l’assicurato non deve più consegnare l’attestato di rischio cartaceo alla nuova compagnia assicuratrice, la quale può apprendere la storia assicurativa del contraente direttamente attraverso la consultazione della banca dati. Così è più facile valorizzare il costo di una polizza sottoscritta con l’ausilio di una “pagella assicurativa” certificata e contrastare, allo stesso tempo, il cosiddetto mercato degli attestati di rischio falsificati.

Anche gli assicurati possono consultare l’attestato di rischio accedendo al sito web della propria compagnia di assicurazione, nell’area riservata alle posizioni assicurative dei clienti. Per accedere basta inserire delle semplici credenziali fornite dalla compagnia stessa. Le informazioni generali per l’accesso all’area riservata e per la consultazione dei dati personali (compreso l’attestato di rischio) sono, infatti, pubblicate sull’home page dello stesso sito web e fornite dalla compagnia di assicurazione anche in occasione della stipula del contratto RC Auto. Inoltre, gli assicurati possono scegliere se ricevere l’attestato di rischio anche tramite modalità telematiche alternative quali posta elettronica, app per smartphone o tablet e social network.

E’ anche possibile richiedere al proprio agente una copia cartacea dell’attestato di rischio. Questo documento ha il solo scopo di informare, chi lo richiede, sulla propria situazione assicurativa e non è valido per la stipula del contratto RC Auto: la polizza, infatti, viene comunque sottoscritta solo sulla base dell’attestato digitale memorizzato nella banca dati. In ogni caso, la compagnia assicuratrice deve sempre garantire l’accesso ai dati di polizza tramite l’area web riservata e la possibilità di stampare l’attestato di rischio in formato cartaceo (sempre e solo per finalità esclusivamente informative, come memorandum della propria posizione assicurativa).

Riassumendo:

  1. L’unico strumento per determinare il costo della polizza RC auto è l’acquisizione, da parte della compagnia assicuratrice, delle informazioni necessarie (classe di merito ed eventuali sinistri negli ultimi cinque anni) contenute nell’attestato di rischio digitale memorizzato nella banca dati IVASS.
  2. Chi decide di cambiare assicurazione non deve più presentare l’attestato di rischio cartaceo alla nuova compagnia: grazie al sistema dell’attestato di rischio digitale sono le compagnie e gli agenti ad occuparsi di tutto.
  3. Il passaggio al nuovo sistema dell’attestato di rischio digitale permette di velocizzare le procedure di emissione delle polizze auto, di risparmiare carta, di contrastare la contraffazione degli attestati di rischio cartacei con benefici, in prospettiva, anche sulle tariffe RC Auto.

23 Settembre 2015 · Giovanni Napoletano

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Stai leggendo Attestato di rischio digitale - Cosa è e a cosa serve Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 23 Settembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 23 Settembre 2015 Classificato nella categoria tutela consumatori - polizze assicurative RC - polizze auto vita infortuni e danni Inserito nella sezione tutela consumatori

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