Firmare cambiali ed assegni post datati per tamponare i debiti e rimandare il problema a domani non è la soluzione

Il debitore non deve mai firmare cambiali o assegni post datati per saldare un debito. A fronte di una apparentemente vantaggiosa dilazione dei termini di pagamento (ad esempio rispetto ad una scadenza che si sa di non poter rispettare) il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che cambiali ed assegni non onorati costituiscono titoli immediatamente esecutivi. Il che vuol dire, in pratica, che il creditore, per poter procedere al pignoramento dei beni del debitore, non dovrà nemmeno chiedere al giudice un decreto ingiuntivo. Il che significa, ancora, che il debitore non potrà far valere, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo, l'applicazione di interessi di tipo usurario oppure l'assenza di qualsiasi prova documentale del debito (estratti conto dettgliati). Inoltre, il debitore deve sapere che la presentazione allo sportello bancario di un assegno post datato può avvenire ben prima della scadenza indicata sul modulo (l'assegno è uno strumento di pagamento e non un titolo di credito). E, quindi, il debitore potrebbe vedersi comminate anche delle sanzioni pecuniarie.

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