Pignoramento stipendio per debiti e consigli associazione consumatori

Per i miei debiti ho deciso di farmi aiutare da una associazione di consumatori

Essendo indebitato troppo ho deciso di rivolgermi ad una associazione di consumatori.

Loro hanno scritto una lettera con raccomandata alle finanziarie a cui devo i soldi, spiegando la mia situazione finanziaria e che non riesco piu a pagare certe cifre.

Praticamente hanno ricalcolato gli importi del 50%, e dicono di iniziare a pagare senza aspettare la risposta delle finanziarie, per far vedere che sono volenteroso ad onorare il mio debito.

Ma tutto questo non è un po strano non sarebbe meglio aspettare una risposta? Se no i soldi che invio se non dovessero accettare dove vanno a finire?

Associazione consumatori e quota sul pignoramento dello stipendio

Si tratta di una strategia rischiosa, ma potrebbe avere un suo fine ed una sua validità.

Forse, all'associazione consumatori a cui si è rivolto, hanno omesso di spiegarle che il comportamento adottato può conseguire risultati nella fase successiva all'eventuale decreto ingiuntivo chiesto al giudice dalla finanziaria.

Ora, non è che il giudice possa fare il generoso con i soldi altrui e negare, ad esempio, il pignoramento dello stipendio al creditore procedente. Ma, tanto per fare un esempio, può decidere sull'entità della quota da pignorare. A fronte di un comportamento dimostratosi "virtuoso" da parte del debitore potrebbe non calcare la mano e non concedere il massimo della quota pignorabile (20%).

Si corre un rischio, naturalmente, in quanto al giudice adito potrebbe fregare niente della buona volontà del debitore di adempiere ai suoi obblighi nei limiti delle proprie possibilità economiche.

In ogni caso i soldi versati andrebbero certamente a defalcare l'ammontare del debito e non sarebbero in ogni caso persi.

La cosa importante è che il debitore sia consapevole di ciò cui va incontro. In altre parole, egli deve conoscere il contesto, anche relativamente alle conseguenze che potrebbero concretizzarsi seguendo i consigli che gli vengono forniti.

26 Ottobre 2012 · Stefano Iambrenghi


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2 risposte a “Pignoramento stipendio per debiti e consigli associazione consumatori”

  1. Anonimo ha detto:

    Ho ricevuto da Cerved Legal Services Srl un’intimazione a pagare entro 7 gg. la somma di € 30.000 circa, a seguito di una iniziale cessione del credito di Plusvalore Spa a Rubicon SPV Srl.
    Non mi viene dato il dettaglio della quota capitale né degli interessi maturati.
    Non ho memoria del valore originario del prestito: a monte del mancato pagamento delle rate, sta il fallimento – nel 2004 – della ditta individuale di cui ero titolare.
    Dal 2015 ho in atto il pignoramento del quinto dello stipendio (attualmente ho un lavoro come dipendente) da parte di una Banca, che vanta il credito di un mutuo relativo all’attività fallita.
    Dal momento che sto anche sostenendo da alcuni anni un pagamento rateale volontario a favore di Equitalia, mi trovo nell’impossibilità di onorare la richiesta di Cerved.
    Vorrei gentilmente un consiglio su come rispondere a Cerved e capire che tipo di azioni aspettarmi da loro.
    Ringrazio per l’attenzione e saluto cordialmente

    • Annapaola Ferri ha detto:

      A Cerved può avanzare la richiesta di un documento contabile, l’estratto conto cronologico, del quale il debitore ha diritto di prendere visione per comprendere l’evoluzione della posizione debitoria nel tempo e la misura degli interessi che sono stati applicati. Si tratta del medesimo documento che il creditore dovrà eventualmente allegare alla richiesta giudiziale di decreto ingiuntivo nei confronti del debitore, qualora intendesse procedere con pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro (pignoramento verso terzi).

      Sotto questo profilo, il fatto che lei sia già stato sottoposto ad un pignoramento, ancora in corso, per debiti di natura ordinaria (quelli verso banche, finanziarie o privati cittadini in seguito ad azione di risarcimento danni) costituisce una sorta di tutela, nel senso che Cerved, per riscuotere qualcosa dalla sua busta paga con azione esecutiva, dovrà attendere che, con il prelievo mensile, venga prioritariamente soddisfatta la banca.

      In altre parole, per debiti di natura ordinaria, il prelievo massimo consentito dalla retribuzione mensile del debitore ad uno, o più creditori concorrenti, non può superare il 20% dell’importo stipendiale calcolato al netto degli oneri fiscali e contributivi, neoché degli assegni familiari eventualmente spettanti. Come si suol dire in gergo, Cerved dovrà accodarsi al creditore che ha attualmente in corso una procedura di riscossione coattiva.

      Anche per il futuro, invece, non avrà alcuna rilevanza l’incidenza della rateazione concessa da Agenzia delle Entrate Riscossione (anche se impegnasse una quota importante del suo stipendio) nel limitare le pretese di altri creditori di natura esattoriale o alimentare (insomma non ordinaria), almeno fino al momento in cui non venisse impegnata una parte della busta netta paga superiore alla metà dell’importo originario non gravato da pignoramenti e cessioni del quinto in corso.

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