Assegno postdatato – Quando la revoca di sistema è successiva a quella di compilazione


L’assegno, bancario o postale postdatato, non diversamente da quello regolarmente datato, deve considerarsi venuto ad esistenza come titolo di credito e mezzo di pagamento al momento stesso della sua emissione, che coincide con la data indicata sul titolo.

Ne discende che se l’assegno risulta presentato all’incasso dal beneficiario, sulla base di un accordo di negoziazione differita, dopo una eventuale revoca ad emettere assegni disposta nei confronti del traente, l’assegno può essere legittimamente protestato per mancanza di autorizzazione, ed il traente sottoposto, comunque, all’ulteriore sanzione amministrativa prefettizia prevista per emissione di assegno senza autorizzazione.

Il traente non può eccepire, verificatasi una simile circostanza, che l’assegno risultava effettivamente compilato prima del momento in cui era stata disposta la revoca dell’autorizzazione ad emettere assegni.

Così i giudici della Corte di cassazione nella sentenza 19886/09.

5 Ottobre 2014 · Simonetta Folliero

Altri post che potrebbero soddisfare le esigenze informative di chi è giunto fin qui


Se il post è stato interessante, condividilo con i tuoi account Facebook e Twitter

condividi su FB     condividi su Twitter

Questo post totalizza zero voti - Il tuo giudizio è importante: puoi manifestare la tua valutazione per i contenuti del post, aggiungendo o sottraendo il tuo voto

 Aggiungi un voto al post se ti è sembrato utile  Sottrai  un voto al post se il post ti è sembrato inuutile

Seguici su Facebook

seguici accedendo alla pagina Facebook di indebitati.it

Seguici iscrivendoti alla newsletter

iscriviti alla newsletter del sito indebitati.it

Fai in modo che lo staff possa continuare ad offrire consulenze gratuite. Dona!







Fai in modo che lo staff possa continuare ad offrire consulenze gratuite. Dona!


Costa sto leggendo - Consulenza gratuita

Stai leggendo Assegno postdatato – Quando la revoca di sistema è successiva a quella di compilazioneAutore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 5 Ottobre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 18 Maggio 2017 Classificato nelle categorie , Numero di commenti e domande: 2. Richiedi una consulenza gratuita sugli argomenti trattati nel topic seguendo le istruzioni riportate qui.' .

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)

  • FUTURA2013 9 Marzo 2015 at 12:31

    Salve, come amministratrice unica di srl mi sono recata in data 26/01/2015 direttamente allo sportello della banca, per revocare la firma ad un dipendente. Il funzionario della banca mi ha fatto firmare una nuova procura generale dalla quale risultava autorizzata sul conto corrente esclusivamente la mia firma. Fin qui tutto bene. In data 03/02/2015 arriva alla banca un assegno da pagare di oltre 10 mila euro, firmato dal dipendente al quale ho tolto la firma. La banca mi dice che sul conto mancano poco più di mille euro e io pronta vado a coprire il conto; poi la banca paga l’assegno. La mia domanda è: poteva la banca pagare un assegno firmato da persona alla quale era stata revocata la firma?

    • Annapaola Ferri 9 Marzo 2015 at 13:53

      L’assegno doveva essere protestato per mancanza di autorizzazione (il protesto sarebbe stato riferito al nominativo del dipendente e non alla società).

      La banca, probabilmente, ha equivocato sul fatto che lei, avvertita del difetto di provvista, ha provveduto a coprire l’importo facciale dell’assegno, evidente manifestazione della volontà di effettuare, comunque, il pagamento.