Constatazione equivalente al protesto o dichiarazione sostitutiva del protesto

L'articolo 45  della legge assegni  consente al portatore di un assegno bancario, presentato in tempo utile e non pagato, di esercitare il regresso contro i giranti e gli altri eventuali obbligati anche laddove il rifiuto del pagamento sia constatato “con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l'assegno bancario le è stato trasmesso in tempo utile e non è stato pagato”. La dichiarazione in parola, equivalente ai fini del regresso al protesto (appunto indicata anche come "constatazione equivalente") è resa dai Capi delle Stanze di compensazione in qualità di pubblici ufficiali.

La legge 12 febbraio 1955, numero 77, e successive modificazioni pone a carico dei pubblici ufficiali abilitati a levare protesti, e quindi anche dei Capi delle Stanze, l'obbligo di trasmettere mensilmente gli elenchi dei protesti ai Presidenti delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura per la successiva pubblicazione nel “Registro informatico dei protesti", istituito dalla legge 15 novembre 1995, numero 480, di conversione del decreto legge 18 settembre 1995, numero 381.

L'articolo 8 bis della legge 15 dicembre 1990, numero 386, e successive modificazioni (di seguito "l. 386/1990"), prevede l'obbligo per i pubblici ufficiali in parola di inviare ai Prefetti i rapporti di accertamento degli illeciti amministrativi consistenti nell'emissione di assegni senza autorizzazione o senza provvista. Ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale, qualora l'emissione di assegni sia connessa a reati perseguibili d'ufficio, il Capo della stanza, in qualità di pubblico ufficiale, dovrà, infine, inoltrare denuncia scritta alla competente Autorità Giudiziaria.

In base agli articoli 34 e 45, comma 1, della legge assegni e a seguito dell'entrata in vigore del DPR numero 298 del 28 novembre 2002 recante modifiche al DPR numero 144 del 14 marzo 2001 sui servizi Bancoposta, le dichiarazioni sostitutive del protesto possono essere rilasciate solo per gli assegni bancari e postali ordinari (di seguito “assegni”) presentati al pagamento tramite stanza di compensazione. Attualmente dunque esse possono essere rilasciate esclusivamente dalle Stanze di Milano e Roma per gli assegni scambiati rispettivamente presso ciascuna di esse.

Il ricorso alle Stanze di Compensazione ai fini del rilascio delle dichiarazioni sostitutive del protesto è soggetto all'applicazione di uno schema tariffario, volto a consentire alla Banca d'Italia di recuperare i costi sostenuti nello svolgimento della relativa attività.

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Commenti e domande

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  • santsandra 6 luglio 2012 at 11:00

    salve,
    sono in una situazione piuttosto complicata e spero che qualcuno può venirmi incontro,spiegandomi un paio di cose.
    avevo una piccola attività,una ditta individuale che,purtroppo non è andata bene. fatto sta che ho contratto dei debiti che poi non sono riuscita a pagare. il finanziamento che ho aperto è in ordine,ma ho alcuni assegni che non sono riuscita a pagare e quindi sono protestata al cai. non posso pagarli! con alcuni fornitori ho dei contatti diversi,perciò mi fanno il favore di fare una delibera,per liberarmi d un pò di peso,ma degli altri non c’è modo di risoluzione. su cosa possono avvalersi i creditori? premetto che abito in una casa che non è mia. ho intestato a nome mio solo la macchina che è del 2001 e non ha gran valore. possono farmi chiudere il negozio e prendere ciò che sta dentro? mi hanno anche detto che possono pretendere un quinto dello stipendio di mio marito,in quanto c’è la comunione dei beni. può avvenire veramente? mio marito è a contratto e paga già un mutuo. possono avvalersi del suo stipendio?
    grazie mille in anticipo

    • Rosaria Proietti 6 luglio 2012 at 12:07

      Se lei e suo marito avete scelto il regime patrimoniale legale di comunione dei beni, allora i creditori possono chiedere il pignoramento del 20% dello stipendio di suo marito.

  • Ornella De Bellis 28 maggio 2012 at 14:20

    Gli assegni revocati per mancanza di fondi, sono passati da circa 22 mila, a novembre 2011, a più di 37 mila a fine marzo. Nel Sud e nelle isole il numero di assegni revocati è ampiamente superiore a quello del resto del Paese.

    Queste le cifre che emergono dall’ultimo bollettino sul sistema dei pagamenti in Italia, pubblicato pochi giorni fa dalla Banca d’Italia. Dettagli ulteriori sulla crisi di liquidità in corso nel Paese e sul cambiamento delle abitudini degli italiani nell’uso di sistemi di pagamento alternativi al contante.




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