Pagamento tardivo dell'assegno scoperto - gli importi da versare

Gli importi da versare - oltre all'ammontare del titolo non pagato - sono i seguenti:

  • il 10% (dieci per cento) dell'ammontare dell'assegno a titolo di penale;
  • gli interessi legali calcolati, in base all'anno civile (365 giorni), sull'importo dell'assegno per il periodo intercorrente tra la data di presentazione del titolo al pagamento e la data di costituzione del deposito;
  • le eventuali spese di protesto o della constatazione equivalente.

In caso di mancato pagamento “parziale”, la penale e gli interessi vanno calcolati sulla differenza tra l'importo dell'assegno e l'importo pagato.

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2 agosto 2013 · Chiara Nicolai

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Stai leggendo Pagamento tardivo dell'assegno scoperto - gli importi da versare Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 2 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

Commenti e domande

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  • Anonimo 23 gennaio 2019 at 10:20

    Mi è stato versato un assegno dopo 45 giorni dalla scadenza dello stesso, non doveva essere versato perché pagato in contanti, quindi senza provvista se pago, ingiustamente, con il pagamento tardivo rischio protesto e segnalazione CAI lo stesso?

    • Simone di Saintjust 23 gennaio 2019 at 11:59

      Il protesto dell’assegno non può essere levato dopo la scadenza dei termini di presentazione riferiti alla data riportata sul modulo. Così dovrebbe essere anche per la segnalazione in CAI, ma bisogna stare attenti ed informarsi perchè alcune banche non si attengono a questa norma e segnalano ugualmente il nominativo di chi ha emesso l’assegno a vuoto; costringendo poi il traente a dover chiedere la cancellazione all’Arbitro Bancario Finanziario oppure al giudice ordinario: e, con i tempi della giustizia italiana non si riesce a rimediare.

      Comunque, con il pagamento tardivo dell’assegno scoperto, effettuato entro 60 giorni dalla data di scadenza (qualora cada prima del termine di presentazione del titolo) consente di evitare qualsiasi problema di segnalazione nella Centrale di Allarme Interbancaria a cui seguono, inevitabilmente, anche le sanzioni amministrative irrogate dal Prefetto. Insomma, lei ha meno di 15 giorni per rimediare: faccia bene i calcoli considerando che i 60 giorni decorrono dalla data di scadenza del termine presentazione allo sportello che dipende a sua volta dalla data riportata sul modulo e che varia a seconda che l’assegno portato all’incasso sia su piazza o fuori piazza rispetto al luogo indicato sul modulo).

  • amelia valente 2 settembre 2013 at 20:57

    Buonasera volevo chiederle un parere. A giugno sono stata vittima di una truffa, regolarmente denunciata ai CC.Nel pacchetto della truffa c’era anche un assegno mio di 600 euro che, quando mi sono accorta di cio’ che stava succedendo, ho evitato di pagare togliendo i miei soldi dal conto e per cio’ e’ stato dato l’impagato. Poi dell’assegno non ho avuto piu’ notizia.Ho portato la denuncia presso la filiale delle Poste dove ho il conto credendo che cio’ servisse a bloccare l’assegno. Ora se entro il 6/9 non dimostrero’ di aver pagato l’assegno o riaverlo in mie mani verro’ segnalata in CAI!!!Cosa devo fare? Ho un’attivita’ e non posso permettermi la segnalazione in CAI ma non voglio neanche versare 660 euro che in questo momento non ho per riaverli poi? con il mio legale abbiamo chiesto il sequestro dell’assegno ma e’ ancora tutto presso i Carabinieri e non c’e’ ancora unPM al quale rivolgermi—-ha un suggerimento? Grazie

    • Carla Benvenuto 3 settembre 2013 at 05:48

      Gentile Amelia, non le resta altro da fare, per evitare l’iscrizione in CAI e la conseguente “revoca di sistema” che aprire un deposito infruttifero vincolato a favore del beneficiario oppure contattare il beneficiario stesso e procedere al pagamento tardivo dell’assegno con le penalità e gli interessi previsti dalla legge.

      Capisco che dover contattare il truffatore e consegnargli il frutto della truffa potrà sembrarle allucinante. Ma, dovrà essere un giudice (non un PM) a stabilire che lei è stata vittima di una truffa. Solo dopo una sentenza potrà richiedere il risarcimento del danno. Purtroppo, fino a quel momento, non sarà sufficiente la presentazione di una denuncia (e l’eventuale rinvio a giudizio del truffatore) per poter evitare di pagare un assegno.

  • beppe666 15 aprile 2013 at 10:14

    Buon giorno. Ho emesso un assegno scoperto di 2300 il 29 marzo 2013 l’ho pagato con un bonifico il 15 aprile sono soggetto a sanzioni e iscrizione al cai quale prova della banca trattaria devo mostrare?

    • Annapaola Ferri 15 aprile 2013 at 10:23

      Per evitare la revoca di sistema e l’iscrizione in CAI, gli importi da versare – oltre all’ammontare del titolo non pagato – sono i seguenti:

      • – il 10% (dieci per cento) dell’ammontare dell’assegno a titolo di penale;
      • – gli interessi legali calcolati, in base all’anno civile (365 giorni), sull’importo dell’assegno per il periodo intercorrente tra la data di presentazione del titolo al pagamento e la data di costituzione del deposito;
      • – le eventuali spese di protesto o della constatazione equivalente.
  • giovi 28 gennaio 2010 at 17:44

    se chi versa la penale del 10% è un soggetto con partita iva e chi la riceve anche,il secondo deve rilasciare fattura per l’incasso della penale o no?

    • cocco bill 28 gennaio 2010 at 17:56

      Le penali non sono soggette ad IVA.

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