I chiarimenti della banca d'Italia sulla procedura di revoca degli assegni senza autorizzazione o senza provvista

La Banca d'Italia ha recentemente chiarito che l'eventuale richiamo dell'assegno da parte della banca negoziatrice dopo che si sono perfezionati gli illeciti di emissione senza autorizzazione o senza provvista (artt. 1 e 2 della legge 386/1990), obbliga comunque la banca trattaria - pur dopo che la stessa abbia eventualmente dato corso al richiamo, restituendo l'assegno alla banca negoziatrice - ad effettuare tutti gli adempimenti di legge, relativi sia alla procedura sanzionatoria amministrativa (comunicazione al prefetto) sia alla revoca di sistema (immediata iscrizione nell'archivio centralizzato per gli assegni privi di autorizzazione e invio del preavviso di revoca per gli assegni senza provvista).

Per gli assegni senza provvista, la comunicazione al prefetto e la segnalazione alla CAI possono essere evitate solo se il correntista dia prova del pagamento tardivo del titolo, maggiorato della penale, degli interessi e delle eventuali spese, ai sensi dell'articolo 8 della legge 386/1990.

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