Profili del cliente da sottoporre a verifica e controllo

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

L'articolo 20 del decreto antiriciclaggio individua i fattori da considerare per la valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Essi fanno riferimento al cliente, al rapporto in essere ed all'operazione effettuata. Di seguito i criteri di valutazione che devono essere adottati, dalle banche e dagli operatori finanziari, in relazione a ciascuno dei fattori indicati.

La natura giuridica e le caratteristiche del cliente

Rileva la sussistenza di eventuali procedimenti penali o procedimenti per danno erariale, per responsabilità amministrativa ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, numero 231, per irrogazione di sanzioni amministrative a seguito di violazione delle disposizioni antiriciclaggio a carico del cliente (quando tale informazione sia notoria o comunque nota al destinatario e non coperta da obblighi di segretezza che ne impediscano l'utilizzazione da parte del destinatario stesso ai sensi del codice di procedura penale) o di precedenti segnalazioni inoltrate alla UIF; tali informazioni rilevano anche con riguardo a soggetti notoriamente legati al cliente (ad esempio in virtù di rapporti familiari o d'affari).

In caso di cliente-persona fisica, assumono rilievo le cariche ricoperte in ambito politico-istituzionale, societario, in associazioni o fondazioni, soprattutto se si tratta di entità residenti in Stati extracomunitari diversi dai paesi terzi equivalenti. Vi rientrano i casi delle persone politicamente esposte (PEPs) e di quelle residenti nel territorio nazionale che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche nonché dei soggetti che rivestono funzioni apicali nella pubblica amministrazione ovvero in enti che gestiscono erogazioni di fondi pubblici.

Nel caso di cliente-non persona fisica, va posta attenzione alle finalità della sua costituzione, agli scopi che persegue, alle modalità attraverso cui opera per raggiungerli, nonché alla forma giuridica adottata, soprattutto là dove essa presenti particolari elementi di complessità od opacità che possano impedire o ostacolare l'individuazione del titolare effettivo o dell'effettivo oggetto sociale o ancora di eventuali collegamenti azionari o finanziari.

Assume altresì rilievo la connessione del cliente-non persona fisica con entità residenti in ordinamenti non equivalenti sotto il profilo della lotta al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo. A titolo esemplificativo, possono assumere rilievo le connessioni commerciali, operative, finanziarie, partecipative; può altresì rilevare la comunanza di componenti degli organi societari del cliente-non persona fisica e di tali entità. Vanno inoltre valutate situazioni di difficoltà o debolezza economica e finanziaria del cliente, che possono esporre al rischio di infiltrazioni criminali.

Assumono rilievo le informazioni circa le caratteristiche dell'esecutore e dell'eventuale titolare effettivo, quando tali informazioni siano notorie o comunque note al destinatario e non coperte da obblighi di segretezza che ne impediscano l'utilizzazione da parte del destinatario stesso.

Le attività svolte e gli interessi economici

Rileva la riconducibilità delle attività economiche a quelle tipologie che per loro natura presentano particolari rischi di riciclaggio e che, per questo, impongono specifiche cautele (ad esempio, attività economiche caratterizzate dalla movimentazione di elevati flussi finanziari, da un uso elevato di contante).

Rileva inoltre l'operatività in settori economici interessati dall'erogazione di fondi pubblici, anche di fonte comunitaria (ad esempio, appalti, sanità, raccolta e smaltimento dei rifiuti, produzione di energie rinnovabili).

Il comportamento tenuto in occasione del compimento dell'operazione o dell'instaurazione del rapporto continuativo

Vengono presi in considerazione comportamenti di natura dissimulatoria. A titolo esemplificativo, rilevano la riluttanza del cliente o dell'eventuale esecutore nel fornire le informazioni richieste ovvero l'incompletezza o l'erroneità delle stesse (ad esempio, le informazioni necessarie per la sua identificazione o per l'individuazione dell'eventuale titolare effettivo oppure relative a natura e scopo del rapporto o dell'operazione).

Area geografica di interesse del cliente o della controparte

Rilevano la residenza o sede, il luogo di localizzazione dell'attività svolta o comunque degli affari, specie se ingiustificatamente distanti dalla sede/filiale del destinatario; assume rilievo la presenza nel territorio di fenomeni di illiceità suscettibili di alimentare condotte di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Sono considerati, per quanto noti o conoscibili, il grado di infiltrazione della criminalità economica, i fattori di debolezza socio-economica o istituzionale, i fenomeni di "economia sommersa" e, in generale, le informazioni utili a definire il profilo di rischio del territorio. A tal fine, gli intermediari possono avvalersi di fonti pubbliche quali le relazioni di inaugurazione dell'anno giudiziario, quelle della Direzione Nazionale Antimafia, quelle del Ministero dell'Interno sull'attività della Direzione Investigativa Antimafia e sull'attività delle Forze di Polizia, lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e la criminalità organizzata.

Particolare attenzione va posta quando l'area di interesse è all'estero; in tal caso assumono rilievo gli elementi di rischio insiti nella situazione politico-economica e nel quadro giuridico e istituzionale del paese di riferimento (soprattutto se si tratta di uno Stato extracomunitario diverso da un paese terzo equivalente ovvero di uno Stato destinatario di rilievi da parte degli organismi internazionali competenti in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (come, ad esempio, il GAFI e MoneyVal) ovvero di condanna da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea per mancata, incompleta o incorretta attuazione della terza direttiva antiriciclaggio.

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Commenti e domande

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  • Carla Benvenuto 26 agosto 2012 at 09:02

    Azzerare o quasi l’uso dei contanti: solo così si può risolvere in gran parte il problema dell’evasione fiscale in Italia. Ne è convinta Milena Gabanelli, la curatrice di Report, che in un articolo sul Corriere della Sera lancia la sua proposta: postazioni pos obbligatorie in tutte le attività commerciali in modo da accettare i pagamenti con bancomat e carte di credito. Ai virtuosi che utilizzano i sistemi telematici, lo stato applicherebbe una tassa del 33% contemporaneamente restituita sotto forma di sgravio fiscale per i primi 150 euro al mese a testa. “Sono 50 euro che ogni cittadino, ogni mese, ha in più se è stato così bravo da pagare tutto in modo tracciabile”.

    La Gabanelli parte dall’analisi della situazione fiscale italiana, intollerabile per i cittadini onesti e per lo stato: pressione fiscale che arriva fino al 70% da un lato ed evasione annua di 154 miliardi di euro. Continuando così, muoiono i contribuenti e l’Erario continua ad affondare. Cosa fare? Secondo la tosta Milena bisogna procedere a una rivoluzione culturale: limitare l’uso eccessivo del contante. I controlli di Equitalia da soli non bastano, perché gli studi di settore da soli non dicono tutta la verità. Bisogna, insomma, colpire le attività commerciali che puntano sul “nero”, con riciclaggio, false fatturazioni eccetera.

    A chi oppone i troppi costi per nella gestione dei dati informatici per banche, imprese e famiglia, la Gabanelli ribatte: “Non costerebbe un euro in più in burocrazia, semplicemente in bit da archiviare. Il problema vero sarebbe quello delle commissioni da pagare alle banche per i pagamenti telematici. “Il governo ha il potere (e il dovere) – attacca la giornalista – di imporre alle banche di ridurre il costo dell’utilizzo di mezzi tracciabili, fino a renderlo equivalente a quello del contante”. Aumentare le transazioni e diminuire le commissioni: ma il governo (specialmente quello di Monti e Passera, ex Banca Intesa) avrà mai la forza di fare la voce grossa con gli istituti di credito?

    Con il pagamento “obbligatorio” con bancomat e carte, spiega la Gabanelli, lo stato incasserebbe subito, entro il primo anno, almeno 100 di quei 150 miliardi di euro di sommerso, soldi da reinvestire in fondi per abbassare l’Irpef, eliminare l’Irap, saldare i debiti con le imprese. Ma al di là della rivoluzione copernicana, difficile da attuare in pochi mesi in un paese così avvezzo ad usare spiccioli e carta per le spese correnti (e in cui 15% delle famiglie non ha un conto corrente), non è che la Gabanelli sottovaluti il peso del lavoro nero e dei doppi e tripli lavori pagati sottobanco? In quei casi, non c’è bancomat o carta di credito che tenga.

  • Genny Manfredi 30 luglio 2012 at 10:42

    Novità per le pensioni oltre i mille euro

    La fase transitoria sarà di tre mesi a partire dal primo luglio 2012. Nel medi di luglio, agosto e settembre l’INPS deve continuare a disporre i pagamenti mensili in attesa che il pensionato effettui la scelta delle modalità alternative alla riscossione in contanti: i pagamenti disposti saranno sospesi da Poste italiane o dalle banche, che verseranno le somme in un conto di servizio transitorio, per trasferirle poi, senza oneri per il beneficiario, sul conto corrente o libretto aperto dal pensionato. In caso contrario, le somme accantonate saranno restituite all’INPS una volta decorso il termine del 30 settembre 2012. In ogni caso, l’Inps assicurerà il pagamento delle somme spettanti nel momento in cui gli interessati provvederanno all’apertura di un conto corrente o libretto. L’INPS ricorda anche che nei mesi di luglio, agosto e settembre il pensionato può comunque ottenere il pagamento mediante assegno di traenza, anche se non ancora titolare di conto o libretto.

  • Annapaola Ferri 14 maggio 2012 at 10:07

    Ora è finalmente chiaro perchè i tecnici del governo Monti hanno preteso che tutte le pensioni fossero canalizzate nei conti-correnti.

    Altro che evasione o riciclaggio, per quanto apparisse improbabile si celassero sotto le mentite spoglie di anziani con pensioni di pochi centinaia di euro al mese, pericolosi mafiosi o grandi evasori.

    Niente di tutto questo, i poveri pensionati rimanevano tali e, probabilmente, a causa della crisi, non sono riusciti a pagare il canone tv. E naturalmente entra in scena il perverso meccanismo di Equitalia e le sue cartelle esattoriali.

    Ma le pensioni si possono pignorare solo per un quinto, a volte, per decisione del giudice, anche per un decimo: di qual l’escamotage.

    L’ente di riscossione, di concerto con l’esecutivo, ha escogitato il sistema per aggirare la legge: i conti correnti si possono pignorare per intero e in tutta legalità.

    • Annapaola Ferri 24 giugno 2012 at 19:07

      Il “Decreto Salva Italia”, ha imposto ai pensionati l’apertura di un conto corrente su cui versare la pensione per importi pari o superiori a mille euro.

      Ora a parte il costo che non sempre corrisponde a zero spese, vi è il pericolo di vedersi pignorare da Equitalia il conto corrente sul quale viene versata la pensione mensile.

      Infatti sebbene l’art. 545 del Codice civile prevede che stipendi e pensioni non sono pignorabili se non per un massimo di un quinto del totale e comunque facendo salvo il minimo Inps pari a 430 euro, la pignorabilità dei conti correnti non ha limiti, poiché sia le banche che gli uffici postali non sono tenuti a dichiarare la provenienza delle somme depositate.

      In questi casi poiché tale procedura è illegittima in quanto si tenta attraverso l’ obbligo imposto ai pensionati di aprire un conto corrente di aggirare le norme che limitano la pignorabilità delle stesse ad un quinto, occorre fare opposizione dimostrando che le somme pignorate, trattandosi di pensioni, sono pignorabili solo nei limiti stabiliti dalla legge.

  • Ornella De Bellis 7 maggio 2012 at 07:22

    Le pensioni oltre i mille euro saranno pagate cash ancora fino a giugno. Slittato da maggio al primo luglio (decreto-legge 2 marzo 2012 n. 16, convertito con modificazioni nella legge 26 aprile 2012, n. 44 – G.U. n. 99 del 28 aprile 2012 – suppl. Ordinario n. 85) lo stop al pagamento contante delle pensioni oltre i mille euro. I pensionati avranno quindi ancora tempo per aprire un conto corrente sul quale la Pubblica Amministrazione erogherà ai prestatori d’opera somme superiori a mille euro per il riconoscimento di stipendi e pensioni a mezzo strumenti di pagamento elettronici diversi dal contante (art. 3, comma 3).

    Ai fini dell’individuazione del limite dei mille euro, non si tiene conto delle somme corrisposte a titolo di tredicesima mensilità (comma 4-ter).

    Inoltre, in base al comma 4-bis, soltanto coloro che percepiscono pagamenti pensionistici erogati dall’Inps devono, entro il 30 giugno 2012, indicare gli estremi del conto di pagamento per l’accredito delle somme dovute dalla P.A.

    Qualora il percettore di reddito fosse impossibilitato a raggiungere le sedi degli intermediari per motivi di salute o di restrizione della libertà personale, il soggetto delegato alla riscossione potrebbe accendere un conto corrente base o un libretto di risparmio postale intestati al beneficiario dei pagamenti (comma 4-quater) presentando una propria dichiarazione che attesta la sussistenza della documentazione relativa ai suddetti impedimenti, in luogo della documentazione medesima. Art. 3, comma 4-quinquies.

  • utente 6 aprile 2012 at 14:36

    Anche le parrocchie si adeguano alle nuove disposizioni previste dal decreto legge Salva-Italia. La diocesi di Bolzano, infatti, ha preparato un vero e proprio vademecum sull’utilizzo del contante dopo le restrizioni previste dal decreto Monti (Dl 201/2011).

    Si tratta di una dettagliata lettera di istruzioni ai propri parroci. Nel testo viene chiarito che qualsiasi offerta in contanti ricevuta dai fedeli eccedente la fatidica quota di 999,99 euro dovrà essere versata dal sacerdote sul conto corrente della parrocchia. La “circolare” del vescovo chiarisce anche che oltre la soglia del 1.000 euro il fedele dovrà operare tramite bonifico bancario, una opzione questa che, si sottolinea «dovrebbe comunque essere preferita nel segno della trasparenza anche per importi più piccoli».

    Ecco di seguito il vademecum della diocesi di Bolzano

    Pagamento in contanti – nuove norme

    Il decreto legge n. 201 del Governo italiano, convertito il 06.12.2011 dal Parlamento nella Legge n. 214/22.12.2011, dà nuove norme per il pagamento in contanti.

    La Legge pone il limite di 1.000,00 euro, a partire dal 06.12.2011, per il pagamento in contanti e i libretti di risparmio al portatore. Ciò comporta che ogni pagamento in contanti che supera l’importo di 999,99 euro è irregolare e può essere punito. Così pure tutti i libretti di risparmio non nominali ma al portatore devono essere notificati dalle banche al Ministero delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate.

    Gli effetti della Legge sono questi:

    • a) non è più permesso versare a chiunque un importo di 1.000,00 euro o più in contanti o in libretti di risparmio bancari o postali o al portatore;
    • b) sugli assegni e vaglia postali con importo di 1.000,00 euro o più deve essere riportato il nome o l’intestazione sociale del beneficiario e la clausola “non trasferibile”;
    • c) i libretti di risparmio al portatore bancari o postali con un saldo di 1.000,00 euro o più devono essere estinti o ridotti a un importo inferiore a 1.000,00 euro;
    • d) pagamenti di fatture, tasse, scontrini per un importo complessivo di 1.000,00 euro o più dovranno obbligatoriamente essere effettuati tramite bonifico bancario, carta di credito, bancomat o assegno (non trasferibile).

    In caso di non osservanza di queste norme la Legge prevede sanzioni dall’1% fino al 40% dell’importo e comunque almeno di 3.000,00 euro.

    In base a una circolare del Ministero delle Finanze del 16.01.2012 queste norme non riguardano le operazioni effettuate dalla stessa persona sul suo conto, ma solo il trasferimento di denaro fra due persone o istituzioni diverse. Ciò significa che, come in antecedenza, sono permessi:

    1. – prelievi da parte dell’intestatario dal proprio conto di importi superiori a 1.000,00 euro;
    2. – depositi di importi superiori a 1.000,00 euro effettuati dall’intestatario sul proprio conto (in questo caso la banca, se ha fondati sospetti di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo, può chiedere al cliente la provenienza del denaro).

    Anche nell’amministrazione parrocchiale è obbligatorio osservare queste norme. Oltre i 1.000,00 euro non si può più operare in contanti ma tramite bonifici bancari. Questa forma del bonifico bancario dovrebbe comunque essere preferita nel segno della trasparenza anche per importi più piccoli, in modo che le ricevute bancarie e gli estratti conto servano in certo modo al controllo delle entrate e uscite nella contabilità parrocchiale. In particolare vale l’obbligo del bonifico bancario per le seguenti operazioni:

    – trasmissione alla Curia delle offerte per finalità particolari e delle intenzioni di Messe. Le Offerte alla parrocchia che superano l’importo di 999,99 euro devono essere versate sul conto bancario della parrocchia.
    – il pagamento delle fatture da parte della parrocchia deve avvenire di norma solo tramite bonifico bancario, per avere in questo modo la relativa quietanza. I pagamenti in contanti non possono superare l’importo di 999,99 euro e il pagamento deve essere quietanzato dal beneficiario sulla fattura con firma, data ed eventuale timbro.

    – Rimborsi di spese a persone devono avvenire su presentazione di un documento scritto (es. spese di viaggio, scontrini) e la ricevuta del rimborso, se avviene in contanti e non supera l’importo di 999,99 euro, deve essere firmata dal beneficiario. Anche in questo caso il rimborso dovrebbe avvenire preferibilmente tramite bonifico bancario.

    – Il limite dei contanti è fissato in 999,99 euro e vale per ogni pagamento (es. acquisto di francobolli, acquisti vari, retribuzioni, rimborsi, ecc.).

    È sempre possibile prelevare in banca anche importi più grandi in contanti e poi depositarli altrove. Ma i pagamenti in contanti dovrebbero essere ridotti al minimo, non possono superare i 999,99 euro e devono essere documentati (quietanza). A tale riguardo bisogna tener conto anche delle altre norme, soprattutto quelle di natura fiscale e quelle attinenti al diritto del lavoro.

  • amedeo2 3 aprile 2012 at 21:22

    vivo e lavoro in USA e spedisco dei soldi in italia per sostenere la mia famiglia ma questo non loposso fare tramite banca perche mi pagano in contanti e utilizzo compagnie come “monegram” facendo piccole spedizioni di 1000$ ogni mese, che problemi puo’ avere la mia famiglia in questo caso con le nuove normative antiriciclaggio? premetto questo io lavoro negli stati uniti e non sono un criminale.
    vi ringrazio se qualcuno puo darmi migliori informazioni riguardante la nuova legge antiricilaggio
    grazie

    • Simone di Saintjust 4 aprile 2012 at 07:54

      Il beneficiario del trasferimento fondi non ritirerà contanti, ma un assegno circolare nominativo non trasferibile che egli provvederà poi a depositare sul proprio conto corrente.

      Al limite, può, se vuole, ridurre l’importo a 999 euro, evitando così ai suoi familiari il giro delle sette chiese. In questo modo Moneygram, o chi per essa, potrà erogare l’importo in contanti al beneficiario del trasferimento fondi.

    • amedeo2 5 aprile 2012 at 04:48

      puoi spiegarmi meglio cosa vuoi dire con il giro felle sette chiese? Ridurre l’importo a 999 euro? Se si riferisce alla somma di denaro spedita stiamo parlando che 1000$ sono circa 750 euro piu’ o meno che io spedisco ogni mese per sostenere i miei familiari,niente di illecito o soldi sporchi ……………..ripeto io in USA lavoro e quando ero in italia senza lavoro lo stato italiano non mi ha aiutato per niente..ripeto per niente.. ora che lavoro e mando qualche risparmio in italia per la mia famigila vuole anche farmi pagare tasse su soldi da me guadagnati onestamente e con molto sacrificio…………. come on…………………..

    • Simone di Saintjust 5 aprile 2012 at 05:51

      Mi scusi. Il problema non si pone, trattandosi di mille dollari. Avevo risposto nella convinzione, sbagliata, che si trattasse di mille euro.

    • amedeo2 6 aprile 2012 at 05:37

      il problema non si pone grazie ai money order “moneygram” che sono di 500$ cadauno e quindi due money orders corrispondonono a1000$ equivalente a 750 euro totale…circa…. che spero e prego ogni mese la banca dove la mia famiglia ha il conto corrente non mi dara’ grattacapi per risolvere questa situazione senza avere problemi con il fisco italiano……comunque se in questi giorni i miei genitori andranno in banca per il deposito o il cambio di questi money orders le faro’ sapere in modo piu’ esplicito come sta la situazione…………

    • Tullio Solinas 6 aprile 2012 at 05:49

      Benissimo grazie. Ci interesserebbe molto fornire qualche informazione utile ai tanti italiani che lavorano all’estero e inviano denaro a casa.

  • risparmiatoreatipico 24 febbraio 2012 at 11:17

    Io, da alcuni anni, tengo in casa dei risparmi, la cifra è arrivata a circa 50.000 euro, era denaro investito con un’assicurazione. So che tenere contati in casa è un modo atipico di risparmiare ma negli ultimi anni ho acquisito una certa sfiducia verso banche e assicurazioni… attualmente avrei bisogno di questi soldi per fare un grosso acquisto ma ho letto che non posso pagare in contati cifre superiori a 1000 euro. Posso però andare in banca con questi contanti e dire “ho 50.000 euro da versare sul conto corrente”? Rischio delle sanzioni? Inoltre rischio sanzioni per il trasporto dei contati da casa alla banca?

    • Ludmilla Karadzic 24 febbraio 2012 at 13:47

      Nessuna sanzione per il versamento di 50 mila euro in banca. L’Agenzia delle Entrate potrebbe chiamarla a giustificare l’origine della somma. Ma se lei ha conservato la documentazione relativa agli investimenti effettuati, non avrà alcun problema.

    • risparmiatoreatipico 24 febbraio 2012 at 18:59

      Va bene, grazie mille!

  • avilo 24 gennaio 2012 at 19:07

    Scusate ma può la banca rifiutarsi di pagare un assegno bancario di 800 euro ed inoltre importi pure di aprire un conto corrente?

    • Ludmilla Karadzic 24 gennaio 2012 at 20:48

      Se l’assegno non è circolare, la banca deve verificare che sia coperto e che la transazione vada a buon fine. Se la banca e la filiale sono quelle indicate sull’assegno – in cui il traente (colui che ha emesso l’assegno) è titolare del conto corrente di riferimento – la banca non può rifiutarsi di pagare, se ci sono fondi. In questa evenienza, qualora l’impiegato allo sportello opponga il rifiuto, bisogna chiedere di conferire con il direttore oppure minacciare di chiamare, seduta stante, GdF, polizia o carabinieri.

  • melly 12 dicembre 2011 at 13:24

    Salve, sono un apprendista in maternita percepisco uno stipendio di 800 euro circa che mi vengono pagati attraveso assegno bancario. Quasto mese la banca si e rifiutata di cambiarmi l-assegno perche superiore a cinquecento euro invitandomi pertanto ad aprire un conto corrente. ho pravato ad altre filiari ed e successa la stessa cosa. io ho avuto in passato un protesto bancario non ancora cancellato pertanto non posso aprire un conto corrente….potete darmi informazioni su come fare per poter risquotere la mia maternita…? grazie

    • Roberto Petrella 12 dicembre 2011 at 15:04

      Può provare a chiedere una carta prepagata e ricaricabile provvista di IBAN. Non è legata ad un conto corrente e il datore di lavoro potrà pertanto effettuare i bonifici. Credo sia l’alternativa al conto giusta per le sue esigenze.

  • Nando1985 12 dicembre 2011 at 11:11

    Salve, sono un privato e devo vendere la mia auto ad un privato, lui mi vorrebbe pagare la somma dell’auto 12.000 euro in contanti,per poi io depositarli in banca sul mio conto corrente.E’ possibile farlo senza avere problemi con la legge antiriciclaggio? come potrei fare? grazie mille

    • Marzia Ciunfrini 12 dicembre 2011 at 12:12

      Si faccia pagare con un assegno circolare a suo nome. Lei avrà così assicurato la possibilità di tracciare la provenienza dei 12 mila euro. Altrimenti rischia di avere problemi per riciclaggio di denaro.

  • fireman79 12 dicembre 2011 at 08:01

    Premetto di avere un conto mio personale ed uno cointestato con mio fratello su due banche diverse.

    Giovedì 24 novembre ho ritirato dal mio conto personale € 2400,00 per il pagamento di due assicurazioni RC auto ed il collaudo di una macchina.

    Ora a fine mese devo prendere dal conto cointestato 900€ per un magazzino che usiamo entrambi.

    Prendendo i soldi da due conti separati, ma intestati alla stessa persona o la stessa persona fa più operazioni, scatta lo stesso il principio della segnalazione?

    Solo a titolo di curiosità, capita lo stesso con ditte che hanno più conti?

    • Marzia Ciunfrini 12 dicembre 2011 at 09:47

      Nel suo caso non scatta alcuna segnalazione. Così come per la ditta che dispone di due conti su banche diverse.

      Tenga tuttavia presente che, in seguito ad accertamenti fiscali, la ditta potrebbe essere soggetta a sanzioni per elusione della legge antiriciclaggio (frazionamento di prelievi in contanti al di sotto dei 2500 euro poi corrisposti al medesimo soggetto).

      Inoltre dal 6 dicembre è’ assolutamente vietato il pagamento di somme superiori a 1.000 euro con artificiosi frazionamenti.

  • davide70 11 dicembre 2011 at 16:56

    Salve, con il nuovo decreto Monti che fissa il limite a 1000 euro il pagamento in contanti, posso pagare un’affitto di 1500 euro l’anno suddiviso in due rate semestrali di 750 euro, posso pagare le due rate semestrali in contanti?

    • Giorgio Valli 11 dicembre 2011 at 18:11

      Non può frazionare il pagamento se è in ritardo con le rate. Deve emettere un assegno non trasferibile intestato al proprietario dell’appartamento concessole in locazione pari all’importo di 1500 euro. Oppure paga secondo le scadenze previste, anche in contanti o con assegni trasferibili, se l’importo è inferiore ai mille euro.

    • davide70 11 dicembre 2011 at 22:31

      mi spiego meglio, l’affitto lo sempre pagato come da contratto in due rate da 750 euro, non l’ho mai pagato con rata annuale.

    • Giorgio Valli 12 dicembre 2011 at 04:46

      Se lei deve corrispondere 1500 euro ad un soggetto perchè in ritardo con i pagamenti arretrati, non importa se negli anni precedenti pagava anche 100 euro/mese, deve fare un assegno da 1500 euro non trasferibile, per stare in regola.

    • davide70 12 dicembre 2011 at 11:31

      Allora adesso tutti quelli che pagano l’affitto ogni mese, tre o sei mesi devono pagarlo in rata unica, mi dispiace contraddirla perchè la stessa domanda fatta in altri siti dove la norma viene spiegata in dettaglio, il pagamento frazionato è ammesso per tutti quei pagamenti che per loro natura contrattuale è rateizzato, come i canoni di affitto e gli stipendi delle badanti, a patto che la singola rata non superi il limite dei mille euro.

      La fonte è il CAF di Sassari.

      Grazie.

    • Roberto Petrella 12 dicembre 2011 at 12:26

      Internet è bello anche per questo. Ciascuno si sceglie la risposta che più gli piace o conviene.

      Il CAF di Sassari scrive ovviamente il giusto. Ma, questo è il punto: una volta saltato il pagamento rateale, l’arretrato va pagato per intero e non è frazionabile secondo le modalità che erano contrattualmente previste se si fossero rispettate le scadenze.

      Certo, i canoni mensili arretrati potrebbero essere rimborsati anch’essi a rate, se questo è l’accordo per il rientro dall’esposizione debitoria.

      Quello che è certo, e mi sembrava fosse questo il senso della domanda, se devo pagare 1500 euro non è conforme al disposto dalla legge, emettere un assegno trasferibile da 750 euro oggi e l’altro (sempre trasferibile) domani o dopodomani.

      E, sia chiaro, stiamo discutendo di quisquiglie, su cui, mi sembra, abbiamo perso troppo tempo entrambi.

  • dolce luigi 26 maggio 2011 at 09:25

    buon giorno, Può mio figlio spostare dal suo conto corrente al mio tutti i suoi risparmi ( superiori a €40000) senza che io abbia controlli od accertamenti o spese di “altro reddito?” considerando che lui vive e risiede in famiglia?

    • cocco bill 26 maggio 2011 at 11:20

      Ciao Luigi. Meglio se tuo figlio li preleva un pò alla volta dal suo conto e li versi tu cash sul tuo conto, senza effettuare bonifici diretti. Per approfondire le problematiche del pignoramento del conto corrente ti suggerisco di inserire le tue ventuali successive domande in questo forum.

  • rodolfo bargagli 14 giugno 2010 at 17:24

    Non è la prima volta che i libretti di risparmio bancari e postali al portatore finiscono nel mirino delle norme antiriciclaggio. La manovra varata ieri stabilisce che vengano «estinti» entro giugno 2011, probabilmente o chiudendoli o trasformandoli in libretti nominativi.

    Una prima stretta era arrivata con il decreto 231/2007 con cui il governo Prodi aveva recepito le misure in materia previste dalle direttive europee. Allora si era introdotto il tetto massimo di 5mila euro di deposito, proprio per limitare l’utilizzo di questa forma alternativa del contante che garantisce una non tracciabilità dei movimenti di denaro.

    Il libretto al portatore, a differenza di quello nominativo, non deve essere intestato a chi vi dispone movimentazioni: al portatore viene chiesto soltanto di presentarsi allo sportello bancario con un documento d’identità valido.

    Dopo nemmeno un anno, però, la regole del gioco sono cambiate e con il decreto legge 112/2008 la soglia massima è stata elevata a 12.500 euro.

    Ma l’innalzamento del limite non è stato sufficiente a ridare ossigeno all’utilizzo di quello strumento: sia l’Abi sia le Poste – seppure ieri sera non fossero in grado di fornire numeri – sostengono che la diffusione del libretto al portatore ormai sia molto ridotta proprio perché l’operatività di questa sorta di alternativa al conto corrente è piuttosto limitata.

    Bisogna comunque distinguere bene tra libretto nominativo e libretto al portatore, per quanto entrambi ricadano nella categoria dei libretti di risparmio. È solo il libretto al portatore ad essere destinato all’estinzione.

    Il libretto di risparmio nominativo, invece, soprattutto quello postale, era e rimane uno dei prodotti di risparmio preferito dalle famiglie italiane. A bilancio 2009 di Poste spa risultano attivi 25,5 milioni di libretti: un numero sicuramente enorme, anche se si tratta di un dato aggregato in cui rientrano i libretti nominativi, di cui fanno parte anche quelli giudiziari usati per confische e pignoramenti, e quelli al portatore.

    I libretti nominativi, che possono essere intestati anche a più persone ma solo da queste possono essere usati, non hanno costi di gestione, sono esenti da imposta di bollo (seppure hanno una tassazione al 27%) e possono essere intestati anche a minori. Per questo era in voga l’uso di intestare un libretto di risparmio a un neonato su cui versare fondi per la futura istruzione. Mentre è uno strumento usato dalle persone anziane per l’accredito della pensione perché è meno oneroso rispetto ai conti correnti.




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