Arbitro bancario finanziario » Competenza e presupposti

L'ABF è competente a pronunciarsi sulle liti che riguardano solo operazioni e servizi bancari e finanziari (ad esempio: conti correnti, assegni, mutui, altri prestiti personali, quali quelli per l'acquisto di beni o servizi, e i servizi di pagamento, e quindi per bonifici, carte di credito e carte di pagamento/bancomat), con esclusione pertanto delle controversie che hanno ad oggetto i cosìdetti servizi di investimento, ovvero, in poche parole, quelli relativi all'acquisto o sottoscrizione di azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, polizze assicurative di natura finanziaria, etc. (disciplinati dalla legge numero 58/1998, che, a sua volta, prevede uno specifico e diverso ADR).

E' possibile, più in particolare, ricorrere all'Arbirtro Bancario Finanziario per le controversie con la banca relative all'accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto da cui nascono.

Tuttavia se la richiesta del cliente ricorrente è la corresponsione di una somma di danaro (a qualunque titolo) la lite può essere “risolta” dall'ABF sino alla somma massima di 100.000 euro.

Non possono essere inoltre sottoposte all'ABF contestazioni relative a operazioni o comportamenti anteriori all'1 gennaio 2009, né, ovviamente quelle già portate avanti all'autorità giudiziaria (o ad altro collegio arbitrale).

Inoltre, il ricorso all'ABF è subordinato alla previa presentazione di un reclamo alla banca, e non devono essere trascorsi più di 12 mesi dalla presentazione di detto reclamo.

Si ricordi, in proposito, che tutte la banche sono obbligate per legge a costituire al proprio interno un ufficio reclami e, secondo le disposizioni della Banca d'Italia, a rispondere al cliente entro 30 giorni dal suo ricevimento del reclamo.

Se il cliente entro questo termine non riceve risposta o non è soddisfatto da quella ricevuta può proporre ricorso all'ABF.

Il cliente può inoltre chiedere nel ricorso il risarcimento del danno anche quando tale richiesta non sia stata formulata nel reclamo, a condizione che il danno lamentato sia conseguenza immediata e diretta della condotta della banca.

Può essere utile precisare che per cliente deve intendersi il soggetto, con esclusione di coloro che svolgono in via professionale attività nei settori bancario assicurativo o previdenziale e dei servizi di pagamento, a meno che agiscano per scopi estranei all'attività professionale, che è entrato in relazione con la banca, indipendentemente dall'effettiva conclusione e sottoscrizione di un contratto di carattere stabile, e quindi anche se vi siano state solo singole prestazioni della banca (ad esempio un'operazione singola di pagamento o la negoziazione di un assegno), o trattative fermatesi solo alla fase precontrattuale.

A quest’ultimo proposito vale forse la pena di ricordare che le banche sono soggette, per legge e per le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia, agli obblighi di cosìdetta trasparenza nella relazione con la clientela (a prescindere cioè dal perfezionamento di un contratto), ossia obblighi di informazione e esibizione di documenti.

Anche per la violazione di queste regole il cliente può rivolgere domanda all'Arbitro Bancario Finanziario se ritiene di non avere ricevuto soddisfazione o ragione dal reclamo in precedenza inviato.

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