Anticipo pensionistico sociale

L'APE sociale (Anticipo pensionistico sociale) è un'indennità di natura assistenziale (a carico dello Stato) erogata dall'INPS a carattere sperimentale, in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

I beneficiari devono avere almeno 63 anni di età, 30 anni (36 per i lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente pesanti) di contributi e non essere titolari di alcuna pensione diretta (di vecchiaia, di anzianità o di invalidità).

I beneficiari devono rientrare in una delle 4 categorie di lavoratori in condizione di bisogno, cioè:

  • disoccupati a causa di licenziamento che hanno concluso l'indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi con 30 anni di contributi;
  • soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l'unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave (L. 5 febbraio 1992, n.104), con 30 anni di contributi;
  • lavoratori che hanno un livello di invalidità superiore o uguale al 74% con 30 anni di contributi;
  • lavoratori dipendenti che svolgono attività particolarmente pesanti (come descritte nell'all.A del Dpcm n.88 del 23 maggio 2017) e lo hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7, con 36 anni di contributi.

L'Ape sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all'età per la vecchiaia. L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L'importo dell'indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

Nel caso di soggetto con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni, tra quelle interessate dall'APE sociale, il calcolo della rata mensile di pensione è effettuato pro quota per ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Durante il godimento dell'indennità non spetta contribuzione figurativa.

Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

Al termine del trattamento, si accede all'intera pensione alla quale si ha diritto, senza alcuna riduzione o penalizzazione.

Durante il godimento dell'indennità di APE sociale non spetta contribuzione figurativa, né i relativi periodi di fruizione sono utili per il diritto a pensione. Ne consegue che il percettore di Ape sociale che intenda incrementare la propria situazione contributiva al fine di perfezionare il requisito per l'accesso alla pensione anticipata può farlo sia svolgendo un'attività lavorativa nei limiti di reddito annuali stabiliti dalla legge ma anche effettuando dei versamenti volontari per i periodi non coperti da altra contribuzione nelle gestioni, ove tale istituto sia previsto e ove ne sussistano le condizioni di legge.

Al momento della liquidazione della indennità, viene inserita dall'operatore anche la data di raggiungimento del requisito anagrafico previsto dalla legge 214/2011 per l'accesso alla pensione di vecchiaia. Pertanto il pagamento dell'ape sociale (salvo che non intervengano ipotesi di decadenza dal beneficio) cesserà automaticamente dal mese successivo alla predetta scadenza naturale.

Teoricamente un soggetto titolare di assegno sociale potrà effettuare la richiesta di APE Sociale, poiché non sussiste incompatibilità tra le due prestazioni, ma l'eventuale erogazione del beneficio di APE Sociale concorre al computo dei redditi ai fini del riconoscimento del diritto all'assegno sociale. In pratica, a seguito dell'eventuale riconoscimento del beneficio APE Sociale, l'assegno sociale competerà in misura ridotta, ovvero sarà revocato qualora l'APE provochi il superamento del limite reddituale massimo previsto in materia di assegno sociale.

6 settembre 2017 · Tullio Solinas

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Commenti e domande

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  • Simone di Saintjust 13 ottobre 2017 at 17:24

    Il lavoratore che abbia reso la propria disponibilità all’attività lavorativa e alla partecipazione alle politiche attive, e che abbia i requisiti contributivi e anagrafici per l’Ape sociale (63 anni di età e 30 anni di contributi) ha diritto a beneficiare dell’anticipazione pensionistica sociale. Tuttavia, sembra che il principio adottato dall’INPS sia quello secondo il quale il lavoratore perde lo stato di disoccupato anche per un solo giorno di lavoro svolto dopo i tre mesi di ammortizzatori sociali.

    E che anche un solo giorno di rioccupazione, magari retribuito con voucher, svolto dopo i tre mesi di disoccupazione, beneficiando degli ammortizzatori sociali, faccia perdere lo stato di disoccupazione e, quindi, il diritto a fruire dell’APE sociale.

  • Giorgio Secchi 7 settembre 2017 at 21:32

    L’ammontare massimo della quota mensile di Ape usufruibile dovrà essere tale da determinare una rata che, sommata a eventuali altre rate per prestiti già contratti con ammortamento superiore alla durata dell’Anticipo, «non risulti superiore al 30% dell’importo mensile del trattamento pensionistico».

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