Contenzioso tributario - Contro quali atti può essere proposto ricorso

L'articolo 19 del Decreto Legislativo del 31 dicembre 1992 numero 546, recante disposizioni sul processo tributario stabilisce che

  1. Il ricorso può essere proposto avverso:
    1. l'avviso di accertamento del tributo;
    2. l'avviso di liquidazione del tributo;
    3. il provvedimento che irroga le sanzioni;
    4. il ruolo e la cartella di pagamento;
    5. l'avviso di mora  (e intimazione di pagamento numero d.r.);
    6. gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'articolo 2, comma 3;
    7. il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
    8. il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
    9. (e bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, numero 602, e successive modificazioni; (lettera inserita dall'articolo 35 decreto legge 04.07.2006, numero 223, così come modificato dalla legge di conversione, legge 04.08.2006, numero 248 con decorrenza 12.08.2006];
    10. (e ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, numero 602, e successive modificazioni. (lettera inserita dall'articolo 35 decreto legge 04.07.2006, numero 223, così come modificato dalla legge di conversione, legge 04.08.2006, numero 248 con decorrenza 12.08.2006)
    11. ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l'autonoma impugnabilità davanti alle commissioni tributarie.
  2. Gli atti espressi di cui al comma 1 devono contenere l'indicazione del termine entro il quale il ricorso deve essere proposto e della commissione tributaria competente, nonché delle relative forme da osservare ai sensi dell'articolo 20.
  3. Gli atti diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente. Ognuno degli atti autonomamente impugnabili può essere impugnato solo per vizi propri. La mancata notifica di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo.
condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su contenzioso tributario - contro quali atti può essere proposto ricorso. Clicca qui.

Stai leggendo Contenzioso tributario - Contro quali atti può essere proposto ricorso Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 16 maggio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria contenzioso tributario ricorso transazione fiscale e accordo per debiti tributari (legge 3/2012) Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • Ludmilla Karadzic 13 agosto 2012 at 09:29

    E’ illegittima la cartella di pagamento se non viene notificato al contribuente l’avviso bonario con il rispettivo errore

    La Corte di cassazione, con la sentenza numero 13343 del 26 luglio scorso, ha accolto il ricorso proposto dall’amministrazione finanziaria.

    La ricorrente si duole del fatto che i giudici di appello abbiano condizionato l’esito del controllo automatizzato sulla dichiarazione ad una previa comunicazione al contribuente, attribuendo a tale comunicazione il carattere sostanziale di condizione di procedibilità, per quanto si fosse trattato di mera omissione o ritardo di versamento di quanto auto liquidato in dichiarazione.

    I giudici di legittimità ritengono manifestamente fondata la doglianza e affermano che la cartella esattoriale emessa in esito al controllo automatizzato sulla dichiarazione è lecita senza la notifica dell’avviso bonario solo se tale dichiarazione non contiene errori.
    Invece, nel caso in cui ve ne siano,la procedura di riscossione necessita dell’atto prodromico da trasmettere al contribuente.

    A fondamento di ciò, i giudici di Piazza Cavour, richiamano la pregressa giurisprudenza, secondo la quale “l’emissione della cartella di pagamento con le modalità previste dagli artt.36 – bis, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973 (in materia di tributi diretti) e 54-bis, comma 3, del d.P.R. n. 633 del 1972 (in materia di IVA) non è condizionata dalla preventiva comunicazione dell’esito del controllo al contribuente, salvo che il controllo medesimo non riveli l’esistenza di errori essendovi, solo in tale ipotesi di irregolarità riscontrata nella dichiarazione, l’obbligo di comunicazione per la liquidazione d’imposta, contributi, premi e rimborsi”.

  • Roberto Petrella 25 maggio 2012 at 05:47

    In merito ad alcuni recenti articoli di stampa che hanno riproposto il tema della impugnabilità delle comunicazioni di irregolarità (cosiddetti avvisi bonari), l’Agenzia delle Entrate conferma la propria adesione all’orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità, ribadito dalle sentenze a Sezioni Unite della Cassazione (SS.UU.) n.16293/2007 e n.16428/2007, secondo cui è esclusa l’impugnabilità degli avvisi bonari, con i quali si invitano i contribuenti a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di liquidazione delle dichiarazioni.

    L’emanazione della sentenza della Corte di Cassazione n.7344/2012, peraltro emessa in relazione a controversia riguardante anche il ruolo che solo incidentalmente si è occupata dell’impugnabilità degli avvisi bonari, di per sè non giustificherebbe, infatti, un’eventuale modifica dell’orientamento fin qui costantemente tenuto dall’Agenzia. Gli Uffici, pertanto, continueranno a sostenere l’inammissibilità dei ricorsi eventualmente proposti contro gli avvisi bonari.

    La tutela giudiziale delle ragioni del contribuente potrà comunque essere esercitata in sede di impugnazione del ruolo: solo con la notifica della cartella di pagamento, infatti, l’effettiva pretesa tributaria viene portata a conoscenza del contribuente. Coerentemente con questo orientamento, gli Uffici dell’Agenzia si asterranno dal chiedere l’inammissibilità del ricorso contro il ruolo per mancata impugnazione dell’avviso bonario.

  • Ludmilla Karadzic 24 maggio 2012 at 16:45

    Con un comunicato stampa del 23 maggio 2012, l’Agenzia delle Entrate. guidata da Attilio Befera precisa invece che tali avvisi bonari non sono immediatamente impugnabili, confermando così la sua adesione all’orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità, ribadito dalle sentenze a Sezioni Unite della Cassazione (SS.UU.) n.16293/2007 e n.16428/2007. Queste ultime sentenze infatti hanno previsto l’esclusione dell’impugnabilità degli avvisi bonari, con i quali si invitano i contribuenti a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di liquidazione delle dichiarazioni.

    Criticata quindi la recente pronuncia della Corte di Cassazione, la n.7344/2012, che secondo l’Agenzia è stata peraltro emessa in relazione ad una controversia riguardante anche il ruolo che solo incidentalmente si è occupata dell’impugnabilità degli avvisi bonari, non giustificando allora un’eventuale modifica dell’orientamento fin qui costantemente tenuto dall’Agenzia.

    In sostanza l’Agenzia e il Fisco quindi, va contro la sentenza degli Ermellini e non è il primo caso questo, per cui gli Uffici delle entrate continueranno, come si legge nel comunicato, a sostenere l’inammissibilità dei ricorsi eventualmente proposti contro gli avvisi bonari. Conseguentemente si asterranno dal chiedere l’inammissibilità del ricorso contro il ruolo per mancata impugnazione dell’avviso bonario. In ultima istanza, del comunicato dell’Agenzia si precisa che la tutela in giudizio delle ragioni del contribuente può in ogni caso essere esercitata in sede di impugnazione del ruolo. E’ con la notifica della cartella di pagamento che l’effettiva pretesa tributaria viene portata a conoscenza del contribuente.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca