Agevolazioni fiscali per ristrutturazione casa


La legge di bilancio 2018 ha prorogato al 31 dicembre 2018 la possibilità di fruire della maggiore detrazione Irpef del 50% per le spese di ristrutturazione di unità immobiliari.

Da quest’anno, tuttavia, è stato introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche a tutti coloro che sostengono le spese di ristrutturazione se nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali.

Hanno diritto alla detrazione, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, anche: il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado); il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge; il componente dell’unione civile; il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

Infine, può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, per manutenzione ordinaria o straordinaria.

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Costiruiscono, ad esempio, interventi di manutenzione straordinaria ammessi al beneficio fiscale: l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione e il miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, il rifacimento di scale e rampe, gli interventi finalizzati al risparmio energetico, la recinzione dell’area privata, la costruzione di scale interne.

Rientrano fra le spese agevolabili quelle finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, ovvero: il rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; l’apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione; l’installazione di porte blindate o rinforzate; l’apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini; l’installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; l’apposizione di saracinesche, di tapparelle metalliche con bloccaggi, di vetri antisfondamento; l’installazione di casseforti a muro nonché di sistemi di allarme basati su fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati oppure su apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative, è prevista l’Iva ridotta al 10%. L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera). L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

17 Marzo 2018 · Giorgio Valli



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Stai leggendo Agevolazioni fiscali per ristrutturazione casa Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 17 Marzo 2018 Ultima modifica effettuata il giorno 14 Ottobre 2020 Classificato nella categoria agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi

Commenti e domande

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  • Anonimo 15 Gennaio 2020 at 10:48

    Vorrei solo una conferma: é corretto che se sono unico proprietario dell’immobile che è in ristrutturazione e non ho alcun altro reddito, non posso usufruire della detrazione del 50% sulle fatture che mi vengono emesse?

    • Simone di Saintjust 15 Gennaio 2020 at 11:13

      Purtroppo sì: le agevolazioni si sostanziano in detrazioni dalle imposte IRPEF dovute. Pertanto, se un soggetto non ha reddito e non paga IRPEF, non può nemmeno fruire delle agevolazioni.