Niente più sconti sul canone per chi denuncia gli affitti in nero

Era, a nostro parere, un'ottima arma per scongiurare la pratica degli affitti in nero quella norma che è stata praticamente cancellata dalla Corte Costituzionale venerdì 14 marzo 2014.

Con una decisione che farà discutere, la sentenza 4/2014, infatti, la Consulta ha cancellato definitivamente il diritto dell'inquilino di denunciare il locatore, andando a registrare il contratto di affitto in nero e, così, ottenere l'automatica conversione dello stesso in una locazione 4+4 a canone ridotto.

La norma era stata varata dal governo proprio per favorire l'emersione degli affitti in nero, e finora era stata applicata soprattutto per le locazioni per gli studenti universitari.

Già dall'inizio, però, erano state sollevate questioni di illegittimità, legate soprattutto alla possibilità del proprietario di dare o meno lo sfratto per morosità a fronte del pagamento di un canone pagato in misura inferiore rispetto a quello originariamente concordato.

Così, la Corte Costituzionale è intervenuta sulla questione, spiegando che il Governo ha adottato questa norma pur non essendo stato delegato appositamente dal Parlamento.

Perciò, la legge anti-evasione è stata ufficialmente radiata dal nostro ordinamento giuridico.

Cosa cambia ora? I contratti ridotti in corso si estingueranno automaticamente. Dovrebbero quindi tornare in vigore automaticamente quelli con il vecchio canone di mercato, che i proprietari dovranno però registrare, riprendendo così le procedure per lo sfratto.

Il Fisco dovrà trovare armi più adatte per stanare gli evasori.

17 marzo 2014 · Andrea Ricciardi

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