Accollo mutuo residuo - Per quello liberatorio la banca può decidere nuove condizioni contrattuali

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Non esiste alcuna normativa che preveda l’obbligo di concedere l’accollo liberatorio (credo sia il suo caso). Nè tanto meno quello di concederlo alle stesse condizioni del mutuatario originario.

Nell’accollo del mutuo assistito da ipoteca, la banca creditrice deve dare il proprio assenso e normalmente non libera il mutuatario originario. Ciò significa che i responsabili del debito ipotecario saranno sia il contraente originario, sia il subentrante liberante.

Le banche possono non aderire all’accollo liberatorio, nell’ipotesi in cui ritengano che il subentrante non abbia i requisiti per poter soddisfare il credito. O, comunque, che il mutuatario subentrante non abbia lo stesso merito creditizio di quello uscente. O, solo per specularci sopra.

Quando liberano il mutuatario venditore (accollo liberatori) non c’è praticamente più alcun legame fra il contratto di mutuo originario e quello accollato. E le banche possono ancora richiedere un aumento dello spread.

Come vede “se non è zuppa, è pan bagnato”. In qualsiasi modo si rigiri la frittata le banche possono, in sostanza, fare quel che vogliono.

21 Novembre 2012 · Marzia Ciunfrini

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Stai leggendo Accollo mutuo residuo - Per quello liberatorio la banca può decidere nuove condizioni contrattuali Autore Marzia Ciunfrini Articolo pubblicato il giorno 21 Novembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 1 Maggio 2017 Classificato nella categoria decisioni Arbitro Bancario Finanziario in tema di clausole vessatorie portabilità violazione dovere buona fede contrattuale risarcimento

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