Quando l'accollo esterno cumulativo e l'accollo interno sono equivalenti

Nel caso particolare di accollo di un finanziamento assistito da garanzia reale ipotecaria (quale è il mutuo ipotecario) non v'è sostanziale differenza fra accollo interno ed accollo esterno cumulativo. Infatti, sussiste comunque a carico del creditore l'onere di escutere prioritariamente il bene ipotecato, divenuto di proprietà del terzo acquirente/accollante; con la conseguenza che, anche in caso di mancata adesione all'accollo da parte della banca (accollo interno) quest'ultima non potrà in nessun caso aggredire direttamente il patrimonio del debitore originario, se non dopo avere inutilmente (in tutto o in parte) fatto valere le proprie ragioni sul bene specificamente vincolato alla soddisfazione del suo credito.

In questo senso, dunque, la posizione dell'accollato finisce per essere in tutto e per tutto analoga a quella che si determina quando il creditore abbia aderito all'accollo (accollo esterno) sia pure non liberando il debitore originario (accollo esterno cumulativo).

Pertanto, nell'ambito di accollo di un mutuo ipotecario la fattispecie dell'accollo esterno cumulativo (al quale la banca abbia comunque aderito) e quella dell'accollo interno (al quale la banca non abbia aderito) non possano che essere trattate allo stesso modo.

Ora, la Circolare n. 139/91 della Banca d'Italia stabilisce che in caso di accollo di mutuo da parte di un terzo (accollante) senza liberazione del debitore originario (accollato), una eventuale segnalazione di sofferenza debba essere effettuata al solo nome dell'accollante.

Ne discende che, nel caso di mutuo assistito da garanzia ipotecaria, una eventuale segnalazione di sofferenza alla Centrale Rischi CR della Banca d'Italia, anche nel caso di accollo interno (accollo cioè a cui la banca non ha aderito), deve essere effettuata al solo nome del terzo accollante. Pertanto è illegittima la segnalazione a sofferenza in CR a nome dell'accollato.

Così ha stabilito il Collegio di coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario nella decisione numero 611/14.

17 settembre 2014 · Ornella De Bellis

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Commenti e domande

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  • Petrusc 26 novembre 2014 at 10:23

    La ringrazio tantissimo, ho iniziato l’iter inoltrando il primo reclamo alla banca aspetto i 30 giorni e se non hanno il buon senso di provvedere alla cancellazione inoltro il ricorso all’ABF con annessa richiesta di risarcimento.
    Grazie ancora e saluti.

    • Annapaola Ferri 26 novembre 2014 at 12:13

      Bene, vedrà che, con un po’ di pazienza, avrà giustizia. L’Arbitro Bancario Finanziario, almeno fino ad oggi, nei tanti ricorsi che abbiamo consigliato ai lettori, non ci ha mai deluso. Ci aspettiamo da lei un feedback a vicenda conclusa. Grazie.

  • Petrusc 24 novembre 2014 at 13:31

    Buongiorno, mi trovo nella specifica situazione sopra enunciata. A seguito di donazione del mio 50% dell’abitazione familiare a mia figlia, la mia ex moglie si è accollata la mia quota di mutuo con atto di espromissione di mutuo fondiario redatto presso un notaio. La banca non ha dato la liberatoria, quindi parliamo di accollo interno ma il notaio ha comunque provveduto a trasmettere alla banca (Monte dei Paschi di Siena) a mezzo raccomandata quanto sottoscritto. La banca non ha tenuto minimamente in considerazione quanto accaduto ed a mia insaputa, a seguito di un ritardo di pagamento da parte dell’accollante, (non ho ricevuto nessuna comunicazione loro che mi preannunciasse quello che stavano per fare) mi hanno segnalato alla centrale rischi. Cosa posso fare per richiedere la cancellazione dal CRIF e quindi risolvere il problema? Grazie

    • Carla Benvenuto 24 novembre 2014 at 15:01

      Forse non ha letto le ultime due righe dell’articolo Ne discende che, nel caso di mutuo assistito da garanzia ipotecaria, una eventuale segnalazione di sofferenza alla Centrale Rischi CR della Banca d’Italia, anche nel caso di accollo interno (accollo cioè a cui la banca non ha aderito), deve essere effettuata al solo nome del terzo accollante. Pertanto è illegittima la segnalazione a sofferenza in CR a nome dell’accollato. Così ha stabilito il Collegio di coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario nella decisione numero 611/14.

      Si tratta di una decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), per di più del collegio di coordinamento (una sorta di Cassazione a sezioni unite, se vogliamo). Pertanto non le resta che adire l’Arbitro per chiedere ed ottenere la revoca della segnalazione illegittima e l’eventuale risarcimento danni. Nel sito troverà tutte le informazioni per presentare il ricorso all’ABF, ricorso che non richiede assistenza legale e si può inoltrare anche via posta, con raccomandata.

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