La valenza dei dati medi di settore alla base degli studi di settore è quella di semplici elementi indiziari

In proposito, la valenza dei dati medi di settore alla base degli studi di settore (quali ad esempio: percentuali di ricarico medio, prezzi medi di settore, eccetera), è quella di semplici elementi indiziari non in grado di supportare da soli un accertamento induttivo, secondo l'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale.

Infatti, secondo la giurisprudenza, lo scostamento dalle medie di settore non può qualificarsi meccanicamente ed autonomamente quale presunzione semplice dotata dei requisiti di gravità, precisione e concordanza di cui all'articolo 2729 del Codice civile.

Di recente, la Cassazione ha affermato che l'Amministrazione finanziaria, qualora proceda all'accertamento tramite gli studi di settore, non è tenuta a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale di settore, ma può  basarsi anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente.

Al riguardo, la Cassazione ha richiamato, a fondamento di tale potere, l'articolo 54 del DPR numero 633/1972 che autorizza l'Amministrazione finanziaria, qualora ravvisi gravi incongruenze, a procedere all'accertamento induttivo anche fuori delle ipotesi ivi previste e, in particolare, anche in presenza di una tenuta formalmente regolare della contabilità (Cassazione, ordinanza 13 gennaio 2014, numero 457).

6 febbraio 2014 · Giorgio Valli

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