Microcredito per famiglie in difficoltà – Partnership territoriali: accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio dei beneficiari

  1. Al fine di ottenere la più ampia sinergia tra attori locali e innalzare il livello e la qualità delle reti fiduciarie su ogni territorio, gli Uffici diocesani attivano le opportune partnership con enti pubblici e privati in grado di integrarne le competenze e le capacità di valutazione, accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio delle famiglie richiedenti e beneficiarie.
  2. L'attività di accompagnamento dei richiedenti è finalizzata a sostenere l'ideazione di un progetto. Tale progetto dovrà essere consegnato alla banca, secondo gli schemi appositamente predisposti e concordati tra ABI e CEI, insieme alla richiesta di finanziamento.
    Nei casi di cui alla lettera a) (reinserimento lavorativo), sarà realizzato un piano di ricerca di nuovo impiego con possibili integrazioni di attività di formazione o riqualificazione professionale e di bilancio di competenze.
    Nei casi di cui alla lettera b) (avvio di un'attività imprenditoriale), sarà realizzato e valutato un piano di fattibilità (business plan) della microimpresa da avviare
  3. Le attività di tutoraggio sono finalizzate a fornire assistenza al richiedente nella fase di attuazione dei progetti di cui al punto precedente. Per ciascun soggetto finanziato verrà predisposto un piano di tutoraggio, che dovrà articolarsi in almeno 3 incontri nel corso dei primi 12 mesi dalla data  di finanziamento. Al termine di ogni incontro l'Ufficio diocesano invierà una relazione dettagliata dell'esito dell'incontro alla banca.
  4. La banca indica un proprio referente (delegato di convenzione) sul territorio in grado di garantire la massima fluidità della relazione con l'Ufficio diocesano e gli altri enti coinvolti.
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