Vorrei un consiglio ... - Fideiussioni bancarie - Priorità nel pagamento debiti - Super indebitata e molto spaventata

Salve , volevo un consiglio in merito alla questione che vengo a spiegarvi. Sono una cittadina Bulgara e attualmente lavoro come colf regolarmente iscritta all'inps e con contratto di lavoro. In data 28/09/2009 ho sottosritto un contratto con "Istituto Cortivo spa" per la frequentazione a Roma di un corso di formazione professionale. Il costo del corso era di Euro 3.696,00 da pagare con le seguenti modalità: Euro 240,00 da pagare il 30/09/2009 Euro 144,00 da pagare il 20/09/2009 al ritiro del materiale didattico Euro 144,00 da pagare in 23 rate di importo uguale a partire dal 10/12/2009. Praticamente in concomitanza con la sottoscrizione del contratto ,ho perso il posto di lavoro che avevo all'epoca. Non potendo quindi assumere un cosi oneroso debito ho immediatamente avvertito telefonicamente l'Istituto. Quindi non ho ritirato il materiale didattico nè ho frequentato mai il corso. Essendo straniera non sapevo di dover mandare una comunicazione scritta e quindi pensavo che non avendo nè ritirato materiale didattico nè frequentato mai il corso la cosa fosse finita lì . Invece in data odierna ho ricevuto una lettera (no raccomandata a r ) di un istituto di recupero crediti il quale mi richiede il pagamento della somma di Euro 4.064,29 comprensivo di spese ed interessi. Vorrei se possibile un consiglio da parte vostra su come mi devo comportare. Grazie Veleva Natasha.

Bisognerebbe verificare come il contratto regolava il recesso. Di sicuro doveva essere fatto per iscritto.

La cosa più ragionevole rimane prendere contatto con la società di recupero crediti e concordare una rateizzazione, magari versando subito una rata più sostanziosa, per provare la propria buona fede.

Naturalmente meglio fare tutto per iscritto (formuli la proposta inviando una raccomandata a/r e un fax da una qualsiasi tabaccheria se non ha un fax proprio o qualcuno che glielo presti).

Sono socio accomandante di una sas, ho firmato delle fideiussioni in banca per la concessione di diversi fidi. Nel caso di richiesta di rientro, o fallimento, la banca verrebbe da noi fideiussori, ha chiedere di saldare i debito. Premetto che io e un altro socio siamo nulla tenenti, mentre l'accomandatario, e una signora che non è socia, ma fidejussore hanno diverse proprietà. I quesiti da rimettere sono i seguenti: Essendo nulla tenente, a cosa vado incontro? Gli altri garanti che hanno beni, vedranno pignorarseli? Siccome ho appena 27 anni, nel caso di fallimento e quindi di risarcimento alla banca, io sarò segnato a vita? Grazie per l'attenzione.

Nel caso di fallimento la societá risponde con i propri beni (e viene proprio dichiarata fallita dal Tribunale fallimentare) e con essa i soci illimitatamente responsabili (nella sas sono i soci accomandatari)

Per dichiarare fallita una societá ci sono dei presupposti sia oggettivi che soggettivi.

Per esempio deve essere proprio "cotta" nel senso che ha uno stato d'insolvenza evidente e provata (mancato pagamento di assegni, protesto cambiali, decreto ingiuntivi con pignoramenti negativi,ecc ecc), di solito le banche fanno subito a fare fallire un'azienda in stato d'insolvenza non ci mettono tanto, poi nel vostro caso con le fideiussioni possono agire separatamente essendo atti distinti.

Come socio accomandante (quindi socio di capitale) sará escluso dal fallimento (come la signora non socia) rispondendo con quello che aveva versato di quota, inoltre non sará "macchiato" con la dichiarazione di fallimento.

Bene per la fideiussione che ha rilasciato risponde fino al valore della fideiussione stessa; Se è nullatenente (quindi non ha immobili) avrá uno stipendio? le pignorano il V di quello (sono leggende per il pignoramento di auto di poco valore commerciale, e pignoramenti presso la sua abitazione perchè non tirerebbero sú neanche le spese di procedura...)

Sará segnalato nella centrale rischi in banca d'italia.

Gli altri soci e la signora che hanno prestato fideiussioni in garanzia rispondono con i loro beni personali (se hanno immobili con ipoteca giudiziale,stipendi ecc ecc)

Mi chiamo Laura,ed alla morte di mio marito,ho ereditato con beneficio di inventario , avendo una figlia minore, una serie di debiti e da crediti costituiti da una tettoia costruibile , ed un furgone. Poichè non sono ancora riuscita a vendere questa tettoia che risolverebbe la situazione, ho venduto il furgone ,ottenendo dal giudice di poter utilizzare il ricavato per tamponare la situazione.La domanda è: esiste una priorità nel pagamento dei debiti ? Considerando che mio marito era un artigiano, io pensavo ad iniziare ad estinguere i debiti con i fornitori?

Volendo dare un consiglio un po' più tecnico, andrebbero pagati prima i debiti che producono più oneri, dove per oneri si intendono gli interessi ma anche le penali per ritardato pagamento ecc. quindi a parità di costo del debito andrebbero pagati prima quei debiti che si presume siano più vicini al contenzioso legale (l'eventualità del quale andrebbe ad incrementare notevolmente il costo del rimborso).

Come giustamente detto da Attanasio, con i fornitori privati è più probabile addivenire ad una transazione, quindi potrebbe non essere sbagliato lasciarli attendere un poco...

Il condizionale è comunque d'obbligo, e molto dipende dalla risorse a disposizione. Per esempio, data una certa liquidità a disposizione, potreste anche pensare di rateizzare quanto dovuto all'erario ed usare le disponibilità liquide per chiudere quanti più debiti possibile con i fornitori.

Super indebitata e molto spaventata. Ciao,ho 34 anni e ho un sacco di debiti!!nel 2007 ho chiesto un prestito di 30,000€ ad Agos per fare un'unica rata e poter respirare da tutte quelle piccole,come potrete immaginare tra spese varie la somma è arrivata a 39,000€...comunque ho cominciato a pagare tutte le mie rate da 475€ al mese,ma nel 2009 ho avuto la brillante idea di rilevare il negozio dove avevo lavorato negli ultimi 4 anni. All'inizio sembrava andare tutto bene,ma poi le cose sono peggiorate e i soldi hanno cominciato a scarseggiare così ho dovuto chiedere il salto della rata per 4 mesi consecutivi,poi la mia banca mi ha consigliato di chiedere un prestito a una finanziaria loro affiliata per sanare una parte dei debiti che stavo contraendo con il negozio.Così a marzo 2009 ho fatto un prestito con Compass di 7000€ (che ovviamente sono 8000€). Purtroppo il breve attimo di respiro è durato poco,il negozio ha continuato ad affondare e io con lui,le entrate erano così scarse che a settembre non ero nemmeno più in grado di pagare l'affitto dei muri,quindi nemmeno INPS/IVA/tasse ecc...a casa non ne parliamo,se non fosse stato per i grandi sforzi di mia sorella ( che è mia coinquilina nonchè mia coobbligata nei finanziamenti) non avrei nemmenoangiato. A ottobre ho ceduto il negozio ad amico (ex socio del mio ex capo) con la clausola(ahimè verbale) che mi avrebbe tenuta come commessa così da permettermi di risalire la china,ma sembra proprio che la sfortuna non voglia abbandonarmi,perché il mese scorso,il mio "capo",mi ha lasciato a casa senza liquidazione e solo metà stispendio. Anche lui finito in cattive acque,non poteva più tenermi e mi ha lasciato a casa in meno di 3 giorni( lavoravo in nero e il contratto avremmo dovuto stipularlo a febbraio)...ora la situazione è ...

Carissima ho letto attentamente il suo racconto.

Inanzitutto lei ci ha provato a mettersi in proprio, non ci è riuscita, e va bene ma non si deve demoralizzare, meglio vivere di rimorsi che di rimpianti; tra l'altro essere ambiziosi e cercare di realizzare i propri sogni non è sintomo di manie di grandezza.

Bene oggettivamente parlando lei è intoccabile, nel senso che non le possono fare un bel niente a parte il fatto di pressarla psicologicamente per farla pagare.
è la loro unica arma, perchè sanno che con le carte bollate nisba, anzi saranno a parer mio molto oppresivi.

Si prepari come dice qualche mio collega con lo "scodellino" in testa a far fronte ai recuperatori che verranno a vantare il pagamento dei suoi debiti con i vari istituti.

DEVE ESSERE FORTE, perchè molto spesso trova persone che se ne approffittano della situazione pessima, per incutere paura, e a vedere se riescono a cavare dal buco qualche ragno..., ma prontamente lei "gentilmente" le dice quella è la porta da dove sei entrato e da li esci.

Deve trattare come la trattano,rispondere con lo stesso tono che ha l'interlocutore nei suoi confronti, perchè se vedono che ha paura, la mangiano viva.

SE NON AVETE NIENTE che cosa vi tolgono??? la tv o un pc a casa??? le auto che avete? per ricavare cosa??? ma và....

NON Và in galera e non avrà precedenti penali, non si preocupi, ma come potrebbe sapere sarà "blindata" per parecchi anni a richiedere credito.

Un indomani se avrà un lavoro a tempo indeterminato rischia il pignoramento del V, ma forse è una salvezza perchè oltre quello non le possono pignorare (se guadagna 1000 più di 200 non le prendono e con il resto vive) prima viene la sua sopravivenza e poi le finanziarie si fidi non vanno in fallimento se non paga.

Se avrà anche una piccola liquidità può proporre saldi a stralcio, ma questo lo vedrà più avanti....

Sia forte.

Un abbraccio sincero.

26 aprile 2011 · Simone di Saintjust

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