Un  approccio soft al recupero crediti stragiudiziale

Nei miei rapporti con i debitori mi astengo da qualsiasi tipo di giudizio etico morale e cerco di accreditarmi a loro come un'amica che li contatta solo per aiutarli a risolvere i loro problemi.

Anche se ho una laurea in giurisprudenza, non mi presento mai al debitore come avvocato o procuratore di uno studio legale o di una società di recupero crediti. L'intervento di un avvocato è infatti necessario solo in un secondo momento, quando il debitore si rifiuta categoricamente di raggiungere qualsiasi accordo con l'agente di recupero crediti.

Prima di stabilire il contatto telefonico con il debitore, leggo attentamente tutta la pratica (all'interno di essa si possono trovare tante informazioni, spesso utili anche a tracciare un profilo psicologico del mio interlocutore). Lo studio del contratto di finanziamento, nonché la conoscenza di precedenti piani di rientro non rispettati, aiuta a controbattere eventuali contestazioni formulate dal debitore, facendomi apparire convincente e credibile.

Il mio atteggiamento non è mai quello di chi ha un proprio interesse economico nell'esito positivo della transazione. Il debitore deve percepire un solo messaggio: io sto lavorando per tirarlo fuori definitivamente da una situazione complicata e foriera di conseguenze che sarebbe meglio, per tutti, evitare.

Ma i più non sono d'accordo con questo tipo di approccio, per così dire "morbido". Alcuni colleghi riescono a vedere nel debitore solo lo stereotipo del furbetto che può e non vuole far fronte ai propri obblighi.

Per costoro non c'è la crisi, non esiste la cassa integrazione guadagni. Sono convinti, così come lo è il loro leader carismatico, che nessun debitore sia realmente rimasto indietro, nessuno abbia perso il posto di lavoro.

Per questi agenti di recupero crediti il finanziamento non pagato dal debitore è servito a comperare il mega televisore piatto lcd con annesso impianto hifi 5+2. Oppure è stato impiegato per pagare la fattura del chirurgo plastico a cui è stata affidata l'ardua impresa di rassodare, con il silicone, seno o natiche di moglie e/o amante, giusto per avere qualcosa di più duro (e meno flaccido) da palpare ...

Perchè, secondo questi funzionari del recupero crediti - super abbronzati, con l'immancabile Rolex al polso e camicie rigorosamente confezionate su misura con le iniziali cucite sul petto - al sovraindebitamento si arriva solo grazie alla irresistibile tentazione di voler scimmiottare, a qualunque costo, quelli che possono permettersi cose che ai più sono negate.

La molla che porta il debitore a chiedere un prestito è, nelle convinzioni di questi trogloditi della professione, un ragionamento di questo tipo: "... ma perchè la moglie del mio datore di lavoro può permettersi le borse di Vuitton e la mia, invece, solo quelle sotto gli occhi?"

E, invece, basterebbe visitare uno di quei siti che affrontano i problemi dei debitori per rendersi conto della triste realtà di chi dovrebbe, e non può, pagare le rate dei prestiti. Si leggerebbero, ad esempio, testimonianze come quella di Furio, che scrive:

Sposato, moglie cameriera 1200 euro al mese a tempo determinato, io disoccupato da 2 mesi percepisco 800 euro circa, viviamo in affitto 600 al mese, fiat 600 del 2003 ed un figlio di 8 anni che con difficoltà riusciamo a malapena a vestire.  Da due mesi, nonostante tutti gli sforzi, non sono più  riuscito a far fronte ai pagamenti e da allora la vita in casa è cambiata, "da così a così".

Mi tartassano di telefonate, anche minacciose. L'addetta al recupero crediti mi ha contattato più volte, intimandomi di pagare subito le rate arretrate. Io le ho sempre risposto che al momento non sono in grado di rispettare gli impegni assunti e che avrei saldato tutto il debito appena possibile. Le ho anche spiegato la situazione attuale.

Ieri però al telefono ha risposto mia moglie, che è coobbligata nel finanziamento. Credetemi sono rientrato a casa e l'ho trovata piangente. Le avevano comunicato che, al massimo giovedì, avremmo dovuto effettuare tutti i versamenti e che altrimenti ci avrebbero mandato a casa l'ufficiale giudiziario.

Giuro che mi sento male a vedere mia moglie cosi, mi sento inutile. Se viene l'ufficiale giudiziario sono veramente rovinato come ha affermato l'operatrice della società di recupero? Ho tanta paura, aiutatemi vi prego.

Oppure, si avrebbe modo di assistere a sfoghi e provocazioni disperate, come quelle proposte da Birillo:

E' mai possibile che uno debba suicidarsi per i debiti? Che non possa esistere una soluzione per uscirne fuori? Sono disperato perchè non riesco a trovare questi maledetti soldi, per il lavoro che in questo momento non c'è, per un incidente con la macchina che ha peggiorato la situazione.... Nessuno è disposto a darti una mano, come fare non lo so!!!! Io vorrei pagare, ma dove prendo i soldi che servono a saldare i debiti? Forse morire alla fine è la soluzione di tutto....

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Commenti e domande dei lettori

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  • Abdellaziz 8 ottobre 2010 at 17:11

    MI chiamo abdellaziz e sono un straniero del marocco .nel 2002 conquistato casa con il mutuo ,nel premi 2anne sono andato bene con il pgamento ,dopo per motivi di lavoro e personale mi sono trovato in crisi, intendo dire soldi .Ma da 4 anni trovato un posto di lavoro a tempo inditerminato e come paga mensile prendo piu mino 2.000,qeusto stipendio va diritamento nel mio conto in un altra banca,e sono cuasi 3anni e fatto anche finaziamento personale che stato ascitato. passato il tempo ,fino l anno scorso trameti un avvocato a provato a chiamare la persona chi amano la mia pratica ,mandto per via fax una letera ,ma mai ni sono respondere .questo problema mi sta blocando la mi strada anche perche sono padre di famglia e lavoro da solo ,o paura di andare ancora in crisi .MI serve un cinsiglio, una via legale,piu altro una persona chi po auitarmi a sistemare qeusto poblema

    • cocco bill 8 ottobre 2010 at 22:34

      Ciao Abdellaziz. La tua domanda va riportata nella sezione "debiti e sovraindebitamento" del nostro forum.

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