Hanno sgominato una vera e propria banda dedita al recupero crediti, eseguendo tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e denunciando tre persone in stato di libertà con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione

  • redazione Civonline.it 2 luglio 2008 at 14:30

    Hanno sgominato una vera e propria banda dedita al recupero crediti, eseguendo tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e denunciando tre persone in stato di libertà con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione.

    I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Civitavecchia, coordinati dal sostituto procuratore Margherita Pinto, hanno condotto una capillare indagine tra Civitavecchia e Tarquinia: indagine che, a quanto pare, non è affatto conclusa ma potrebbe portare presto a svelare altre vittime e altri estorsori.

    Per ora a finire in carcere sono stati B.L., M.G. e C.S. mentre anche un avvocato del foro di Civitavecchia è stato denunciato perché sarebbe uno dei committenti della banda: il professionista infatti, non potendo ricorrere al giudice per l'indebita pretesa che vantava nei confronti di terzi, assoldava gli estorsori per la riscossione. Le indagini sono partite a novembre quando un commerciante civitavecchiese denunciò di essere stato minacciato telefonicamente da ignoti soggetti che pretendevano 150 mila euro: si trattava dei tre uomini dediti stabilmente all'attività illecita di recupero crediti, oggetto di contenziosi tra privati.

    Da lì una serie di intercettazioni e pedinamenti in grado di individuare una serie di vittime che confermavano di essere state minacciate e di aver dovuto pagare per diversi anni indebite somme di denaro. I tre ripartivano equamente il provento illegittimamente estorto con il loro committente.

    A gennaio due degli estorsori vennero arrestati, colti in flagrante mentre intascavano mille euro dal titolare di una sala giochi di Tarquinia. Da qui le perquisizioni negli appartamenti e il sequestro di una copiosa documentazione che dimostrava come la banda operava in modo regolare, sottolineando l'esistenza di un vero e proprio “tariffario” che variava in base alla consistenza dell'illecito credito da riscuotere e dalla personalità del soggetto da colpire.

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