Conseguenze di un verbale nullo sull'efficacia della sanzione [Commento 1]

  • karalis 23 agosto 2008 at 13:24

    @ Claudio

    scusami se rispondo incollando quanto scritto a proposito in un altro commento e scusami se non ti faccio i conti, ma non sono brava con i numeri.....

    Cercherò però di darti (almeno spero) gli elementi perchè tu possa rispondere da solo al quesito.

    Partiamo dall'avviso lasciato dal portalettere nella cassetta postale. In quel momento il destinatario non ha alcuna garanzia di notifica. La data in cui viene lasciato l'avviso in cassetta postale non ha alcuna valenza nel procedimento di notifica della multa.

    Il portalettere, in teoria, potrebbe non aver lasciato nulla o potrebbe aver sbagliato cassetta. Con alcuni tipi di cassetta postale condominiale, l'avviso potrebbe rimanere in posizione tale da essere comunque estratto dalla cassetta senza alcun bisogno di aprirla con le chiavi. Quindi l'avviso potrebbe essere asportato da terzi. Oppure potrebbe, l'avviso, perdersi fra le pieghe degli annunci pubblicitari cartacei di spam che quotidianamente vengono riversati nelle cassette postali tradizionali, ecc…

    In conclusione la data in cui viene lasciato l'avviso è un elemento unilaterale, di parte ed arbitrario. Dunque un pezzo di carta senza alcun valore nel processo sanzionatorio.

    Proprio per questo la legge, volendo salvaguardare il diritto di notifica certa che deve essere garantito al destinatario, prevede che dopo l'avviso, venga comunque inviata una raccomandata A.R. che notifichi la giacenza presso l'ufficio postale del plico contenente i documenti relativi alla contravvenzione.

    Il problema che si pone è allora quello di capire se la notifica parte dalla data di invio di tale raccomandata A.R. o dal momento in cui il destinatario ritira il plico all'ufficio postale.

    Rispondo affermando che i tempi di notifica partono dalla data di invio della raccomandata A.R. effettuata dall'ufficio postale dopo che il portalettere ha lasciato l'avviso.

    Solo a questo punto, infatti, la procedura di notifica può dirsi completamente e correttamente conclusa. La data di invio della raccomandata A.R., a differenza dell'avviso lasciato da un postino, è fissata nel registro centralizzato delle operazioni effettuate all'ufficio postale. Quel registro svolge una sorta di funzione "notarile" e garantisce altresì la tracciabilità dell'invio. Se il destinatario è assente dalla propria residenza gli verrà lasciato ancora un avviso di giacenza. Ma a quel punto la procedura di notifica è conclusa. Tutti i tentativi per la consegna del verbale sono stati effettuati.

    D’altro canto, la notifica non potrebbe partire dal momento in cui il destinatario ritira il plico dopo l'invio della raccomandata A.R. successiva al primo avviso. Semplicemente perchè potrebbe non ritirarlo affatto…. O potrebbe ritirarlo solo a partire dal 151° giorno dalla data in cui è stata commessa l'infrazione, rendendo la notifica nulla. Oltre al fatto che, come abbiamo visto, il destinatario potrebbe essere addirittura assente e quindi neanche ritirare l'atto e firmare la ricevuta di ritorno.

    Ciò aiuta a capire anche perchè, se invece il destinatario decide di ritirare il plico dopo il primo avviso del portalettere, senza attendere la successiva raccomandata A.R., la notifica della multa è data dalla data di ritiro del plico effettuato del destinatario (o di un suo delegato).

    La notifica non può partire dal momento in cui il portalettere lascia il primo avviso in quanto, come abbiamo detto, la procedura di notifica, a quel momento, è appena iniziata e, ciò che è più importante, non ha ancora offerto al destinatario alcuna garanzia di notifica CERTA.

    Ma se il destinatario ritira il plico, è allora che viene a conoscenza del contenuto di esso, e quindi dell'infrazione commessa e della sanzione comminata.

    Questa è la ratio …

    E dunque, rispondendo alla tua domanda, io avrei aspettato l'invio della raccomandata A.R. dall'ufficio postale. Quella è la corretta data di notifica dell'atto.

    Se fra data infrazione e data di invio raccomandata AR da parte dell'ufficio postale (che chiude la procedura di notifica al destinatario in modo incontestabile e secondo quanto previsto dalla legge) intercorrono più di 150 gg., allora la notifica deve considerarsi nulla e la sanzione inefficace.

    Ma, mettendo da parte ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, e restando ai fatti ormai non modificabili, nel tuo caso la data di notifica è: Data ritiro Atto Giudiziario: venerdì 22/08/08.

    Se tu l'avessi ritirata lunedì o martedì o ... ?

    Inutile fare queste elucubrazioni mentali. Di solito l'ufficio postale addetto alle notifiche degli atti giudiziari conosce i limiti temporali entro cui deve operare (cioè sa quando scadono i 150 gg dalla data dell'infrazione). Pertanto è molto probabile (io direi certo) che sabato ti avrebbero inviato una raccomandata A.R. per informarti della giacenza e quindi per interrompere i termini (la scadenza dei 150 gg).

    A quel punto non avresti avuto comunque scampo, se la cosa può consolarti.

    No Claudio, non credo proprio che ritirando la multa venerdì tu abbia perso l'occasione per rendere invalida la notifica e inefficace la sanzione comminata.

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