Possibili conseguenze della mancata contestazione immediata dell'infrazione - Vi racconto una storia vera, che ha avuto come protagonista la mia amica Caterina

Caterina è una automobilista attenta e rispettosa del codice stradale. Anche perchè non è economicamente in grado di poter sottrarre al proprio, già ristretto, bilancio familiare gli importi dovuti per eventuali sanzioni.

Caterina aveva bisogno di cure dentarie. Aveva interpellato una dentista che esercitava nei pressi della propria abitazione, ma il preventivo era risultato esorbitante. Consigliata da amiche comuni, aveva così optato per un professionista il cui studio si trovava, però, dall'altra parte della città. Fatti quattro conti sui costi di benzina necessari per raggiungere lo studio dentistico lontano da casa, la conclusione era che ci sarebbe stato comunque un risparmio di almeno 500 euro.

Così aveva continuato per alcuni mesi a sottoporsi alle cure dentarie che le erano state prescritte, attraversando ogni volta mezza città.

Il tragitto che portava allo studio dentistico comprendeva un tratto con corsia preferenziale, riservata ai mezzi pubblici, maldestramente indicato (e già questo sarebbe bastato come motivo di ricorso) che Caterina tranquillamente percorreva, ignara della violazione che stava commettendo.

In più gli appuntamenti di Caterina con il dentista erano fissati in orari di traffico scarso (sempre nel primo pomeriggio). Dunque, veniva praticamente escluso qualsiasi intento da "furbetta del quartierino" per la nostra Caterina: percorrere infatti la corsia preferenziale o quella normale non comportava, in quegli orari, alcun vantaggio.

E, per finire, Caterina era stata ancora più sfortunata: non aveva mai visto un autobus circolare su quella corsia, cosa che le avrebbe almeno acceso qualche "lampadina" di allarme.

Ma, non sapeva ancora, Caterina, cosa le stava riservando la malasorte. Una accertatrice del traffico (risulta che le donne vigile urbano siano le più "cattive") sempre la stessa, sempre all'altezza dello stesso numero civico, e negli stessi orari, al passaggio di Caterina (che fra l'altro procede sempre a velocità esasperatamente bassa, quasi a passo di bicicletta) annotava numero di targa elevando contravvenzione per occupazione della corsia preferenziale ad ogni passaggio.

La frase di rito questa: "Circolava nella corsia o area di percorrenza riservata ai mezzi pubblici - Motivo della mancata contestazione: la violazione non è stata contestata per non intralciare il servizio pubblico di trasporto". Assolutamente risibile come alibi per non aver proceduto ad una contestazione immediata.

Morale della storia: dopo qualche mese Caterina si vede notificare a casa, e tutte in uno spazio temporale di due settimane, 10 (dico dieci) multe, tutte uguali.

Giorni diversi, orari quasi identici, stesso luogo e numero civico, medesima accertatrice, uguale articolo violato (il 7/1 del nuovo C.d.S.) identica motivazione per non aver proceduto alla contestazione immediata (l'esigenza di non intralciare il traffico quella formale, in realtà la comodità di fare l'accertatrice seduta comodamente in macchina e senza la rottura do coglio** di ricevere eventuali giuste osservazioni da parte del presunto trasgressore).

Ora, ragioniamo. Ammesso (e non concesso) che anche Caterina avesse voluto fare la furba: se fosse stata fermata almeto una volta (preferibilmente la prima) per la contestazione immediata, sarebbe stata così stupida da perseverare?

Ed anche ammesso che stupida lo sia stata, dopo la seconda contestazione immediata da parte della stessa accertatrice e nel medesimo luogo, non avrebbe forse cercato strade alternative per evitare di pagare altre multe? Una che decide di fare un viaggio di due ore, fra andata e ritorno, per risparmiare 500 euro di onorario del dentista, può mai consapevolmente accettare di rischiare 10 (dico dieci) contravvenzioni da 85 euro ciascuna per un totale di 850 euro?

Spero sia chiaro adesso perchè la notifica al domicilio del presunto trasgressore non può e non deve, in ogni caso, sostituire la contestazione immediata. E perchè un verbale non contestato immediatamente al presunto trasgressore, quando non ricorrano le circostanze previste dalla legge che consentono la contestazione differita, deve essere considerato nullo e la sanzione comminata assolutamente inefficace.

Insomma, la "ratio" della multa ha anche una finalità educativa e non meramente  repressiva !!!

Inutile dire che i ricorsi sono stati poi tutti accolti dal Prefetto e probabilmente la "cecchina" accertatrice anche redarguita per i suoi comportamenti poco trasparenti e sicuramente censurabili.

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  • c0cc0bill 6 febbraio 2009 at 15:52

    Salve a tutti,
    oggi mi è stata recapitata a casa una multa su Viale Tirreno…Sembra le facciano con un prestampato! Tutte uguali e tutte allo stesso numero civico 195.
    Mi chiedevo se qualcuno di voi ha poi fatto ricorso, perchè io non saprei proprio come muovermi. Per giunta sono di Isernia…
    Grazie di tutto e a presto.
    Giovanni

    Ma Viale Tirreno a Roma? Una mia amica ne ha prese dieci, sempre allo stesso civico ...

    Comunque ti conviene inserire il commento nella sezione riservata alle domande sulle multe cui si accede dalla sidebar.

    L'avv. Roberto Ruo saprà certo consigliarti sul da farsi.

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