Vademecum per non pagare debiti, tasse e cartelle esattoriali

Alcune raccomandazioni per debitori nullatenenti (aspiranti o effettivi)

  • adottare il regime patrimoniale coniugale di separazione dei beni e farlo annotare sull'atto di matrimonio. Meglio una vera e propria separazione legale (per l'accordo da omologare basta un azzeccagarbugli qualsiasi, a cui offrire, per l'incomodo, cappuccino e cornetto al bar del tribunale);
  • vendere la casa di proprietà prima che Equitalia vi iscriva ipoteca;
  • abitare in affitto con comodato d'uso di arredi, suppellettili ed elettrodomestici. Tutto registrato all'Agenzia delle entrate, con elenco dei beni concessi in comodato puntualmente dettagliato;
  • circolare con veicolo rigorosamente intestato ad altri: moglie separata, fratello, amico ecc.;
  • mai depositare in conto corrente, bancario o postale. Se proprio non si riesce a lavorare in nero e lo stipendio supera i mille euro, visto che lo stato costringe il datore di lavoro a versare lo stipendio in conto corrente, bisogna prelevare i soldi in contanti ancora caldi di bonifico e metterli a casa sotto al classico materasso (sempre se si disponga di una casa e di un materasso);
  • in alternativa, bisogna riversare lo stipendio su conto corrente intestato a terzi, di cui si mantiene delega ad operare e disporre;
  • se i terzi ci hanno già fregato, se i parenti sono serpenti, se siamo così sfigati da non avere una capanna in affitto ed un materasso  in comodato in cui nascondere i quattrini, allora si può ricorrere al "metodo del buco": banconote da 100/500 euro, avvolte e compattamente sistemate in ovuli di materiale inerte per inserimento rettale. Con il tempo ci si abitua!

20 agosto 2013 · Simone di Saintjust

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Commenti e domande dei lettori

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  • capitanuncino67 20 agosto 2013 at 21:29

    Buona sera,

    in relazione a quanto sopra consigliato volevo chiedere. Io sono sposato però in comunione di beni. Premetto che ne io ne mia moglie possediamo immobili intestati. Viviamo in una abitazione come comodato d'uso gratuito intestata a mio padre. L'unica cosa che possediamo sono le auto, i mobili e gli elettrodomestici. La mia auto ha circa 7 anni, quella di mia moglie acquistata usata ha circa 4 anni. Per i mobili e gli elettrodomestici sono cose piuttosto vecchie perché comperate quando ci siamo sposati (11 anni fa). Io sono disoccupato dal 2009 e mia moglie lavora come infermiera con un contratto da RLP (libera professionista) quindi ogni mese presenta una fattura per poter essere pagata dalla clinica cui presta la sua collaborazione. Da u po di tempo, con la crisi la clinica ha subito un duro colpo perché si appoggia alla regione per avere i finanziamenti. Non arrivando i finanziamenti anche le fatture e gli stipendi subiscono lunghi ritardi (dai 2 ai 4 mesi). Quando pagano pagano sempre una sola fattura. Noi per vivere ci appoggiamo a queste fatture e qualcosa che guadagno io in nero. Non basta per pagare i debiti accumulati in tempi non sospetti (sopratutto dalla mia attività autonoma lavorativa). Spesso arriviamo a consumare anche il fido concesso dalla banca dove c'è il conto corrente di mia moglie. Quindi quando ripartiamo partiamo sempre con pochi soldi che non bastano per pagare tutto. Sono tartassato dai recupero crediti telefonicamente, prima mi umiliavano e minacciavano aggredendomi. Ho seguito molti dei vostri consigli e adesso sono meno arroganti ed offensiva ma comunque insistenti e a volte minacciosi. IO ci sono ormai abituato anche se alcuni giorni spengo il cellulare perché esausto dalla situazione a cui non avrei mai immaginato di trovarmi. Vi chiedo ... io sono comunque protetto da pignoramenti immobiliari non avendo nulla, giusto? possono comunque rivendicarsi sulle fatture di mia moglie? possono pignorarmi il mobilio, gli elettrodomestici o le macchine (la mia è ferma da quasi un anno perché non posso pagare l'assicurazione e quella di mia moglie serve per mandarla a lavorare visto che percorre 160 km per farlo)?

    Grazie

    • Ludmilla Karadzic 21 agosto 2013 at 11:08

      Il creditore procede al pignoramento ed all'espropriazione dei beni del debitore con lo scopo di recuperare il dovuto. Nel pignoramento di beni quali auto usate o mobili non di pregio, il creditore è costretto ad anticipare le spese di custodia e quelle per la vendita all'asta. Quando è ragionevole pensare che il ricavato dalla vendita dei beni pignorati non coprirà l'importo del credito, degli interessi maturati e delle spese sostenute nell'esecuzione il creditore sensato glissa e cerca soluzioni alternative, come quelle del recupero stragiudiziale.

      A meno che non si tratti di un creditore privato (amico, conoscente, parente) le cui motivazioni siano anche fortemente emozionali (completa fiducia riposta nel debitore, poi andata delusa) le sue auto e i suoi mobili possono ritenersi al sicuro.

      Per evitare di ricevere a casa telefonate insistenti e minacciose, o anche solo lesive della sua dignità, può presentare un esposto al più vicino commissariato di polizia di stato, dettagliando le generalità dichiarate dall'operatore di call center che la contatta e quelle della società di recupero crediti per cui questi agisce. L'indicazione di testimoni che hanno assistito ai contatti telefonici del "terzo tipo" aiuta senz'altro.

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