Guida alla scelta del legale - Foro competente in caso di contenzioso

Per quanto attiene il foro competente, nel caso di contenzioso (sempre possibile) fra il legale ed il proprio cliente, sull'entità della parcella e sulle modalità di pagamento dell'onorario, registriamo che il decreto ingiuntivo deve essere richiesto nel luogo ove ha sede o residenza il presunto debitore.

Infatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 6096, del 12 Marzo 2013, ha stabilito che: Il compenso per prestazioni professionali, che non sia convenzionalmente stabilito, è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale; ne consegue che il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l'obbligazione (articolo 20 Cpc, seconda ipotesi) va individuato, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 1182 Cc, nel domicilio del debitore in quel medesimo tempo, dovendo peraltro osservarsi che la dichiarazione del creditore e il parere del Consiglio dell'Ordine non equivalgono a liquidazione del credito e che pertanto, trattandosi di credito illiquido, la competenza si radica nel luogo in cui l'obbligazione deve essere eseguita, ossia nel domicilio del debitore (articolo 1182, ultimo coma Cc) e non in quello del creditore (articolo 1182, terzo comma, Cc).

Nel caso in questione, una cliente aveva proposto opposizione al decreto ingiuntivo con il quale le si chiedeva il pagamento di una somma a titolo di compenso professionale spettante al suo legale.

La cliente, inoltre, aveva contestato l'incompetenza territoriale del giudice di pace di Acireale, essendo competente quello di Catania.

Le sue pretese, tuttavia, non venivano accolte e la donna ricorreva in Cassazione.

La questione fondamentale posta all'attenzione dei giudici di legittimità riguardava quindi la violazione della competenza territoriale.

Secondo la ricorrente, infatti, in base alla regola dell'articolo 1182, comma 4, del codice civile, la competenza territoriale ad emettere il decreto ingiuntivo opposto è quella del giudice di pace del luogo di residenza dell'opponente, cioè quello di Catania.

Gli Ermellini ritengono che la doglianza sia fondata, rifacendosi a una precedente pronuncia , la sentenza numero 21000 del 2011, che recitava: Il compenso per prestazioni professionali, questa volta non solo quelle dei legali, che non sia convenzionalmente stabilito «è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale; perciò il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l'obbligazione (articolo 20 codice di procedura civile, seconda ipotesi) va individuato, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 1182 del codice civile, nel domicilio del debitore in quel medesimo tempo.

Così facendo, i giudici della Suprema Corte, hanno ricordato che la dichiarazione del creditore e il parere del Consiglio dell'Ordine non equivalgono a liquidazione del credito e che dunque, essendo in presenza di un credito illiquido, ai sensi della norma richiamata, la competenza dovrebbe radicarsi nel luogo in cui l'obbligazione deve essere eseguita.

Le cose cambiano invece se, come previsto dalla recente riforma, l'avvocato e il cliente si accordino sulla parcella e questa venga già predeterminata nel contratto professionale.

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