Guida alla scelta del legale - patrocinio gratuito

Spesso capita che chi ha necessità di munirsi di un legale, si chieda come fare quando non si hanno redditi sufficienti a reggerne il peso.

Per questo i clienti chiedono al loro avvocato cosa possono fare.

In questi casi è importante conoscere l'esistenza del gratuito patrocinio, ovvero il patrocinio a spese dello Stato, di quali siano i requisiti richiesti dalla legge per poterne beneficiare e le modalità per ottenerlo.

Il diritto alla difesa è considerato dal nostro ordinamento giuridico un diritto universalmente riconosciuto, indipendentemente dalla nazionalità dell'interessato o dal reddito conseguito.

Infatti la Nostra Costituzione, all'articolo 24, stabilisce che: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Per rendere effettivo questo principio, la legge italiana ha istituito il patrocinio a spese dello Stato che consente alle persone prive di risorse finanziarie sufficienti per pagarsi un avvocato di usufruire ugualmente dell'assistenza legale.

Il diritto alla difesa, dunque, oltre ad essere costituzionalmente riconosciuto è anche costituzionalmente garantito a chi non dispone di mezzi sufficienti con il cosiddetto gratuito patrocinio, inserito nel Decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, numero 115.

Il patrocinio gratuito, quindi, è un istituto giuridico che consente a chi è privo di un reddito minimo di farsi assistere e rappresentare in giudizio da un legale senza dover pagare le spese di difesa e le altre spese processuali poiché queste vengono pagate dallo stato o esentate con la prenotazione a debito.

Può capitare, però, che qualche professionista non ravvisi conveniente accettarne l'incarico del patrocinio gratuito.

Il legale che, iscritto nelle apposite liste del gratuito patrocinio, non accetta l'incarico proposto, costituisce un grave illecito disciplinare.

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