Il contratto di prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione

Che cos'è il contratto di prestito con la cessione del quinto dello stipendio o della pensione: scopriamolo nel prosieguo del paragrafo.

La cessione del quinto dello stipendio è lo strumento, riservato agli operatori finanziari (es.: banca), per effettuare prestiti ai dipendenti e ai pensionati. Tale strumento nasce come forma di accesso al credito riservata ai dipendenti statali e pubblici ed estesa con la Legge 80/2005 ai pensionati e ai dipendenti privati.

La cessione del quinto dello stipendio/pensione è una particolare forma di prestito personale a tasso fisso il cui rimborso avviene attraverso l'addebito mensile della rata dalla busta paga o dalla pensione.

L'obbligo di trattenere le rate è in capo al datore di lavoro o all'ente di previdenza che si assume la responsabilità di versarle mensilmente all'ente erogatore, fino all'esaurimento del debito.

La rata è quantificata fino al limite di un quinto rispetto allo stipendio netto percepito.

La disciplina della cessione del quinto è regolata dalla legge del 1950 n. 180, di approvazione del Testo Unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (modificato ed integrato dalla legge 311/2005 e dalla legge 80/2005).

Questa è la normativa di riferimento a seguito della legge finanziaria del 30 dicembre 2004 n. 311 che ha esteso ai dipendenti dei datori di lavoro privati le disposizioni relative alla cessione del quinto dello stipendio.

Le modifiche introdotte sono volte ad allargare i soggetti (lavoratori a termine, parasubordinati, pensionati) che possono fare ricorso all'istituto della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) per ottenere finanziamenti da intermediari abilitati.

Sono state previste anche delle variazioni alla disciplina originaria che consistono nella possibilità di ottenere con maggiore facilità un prestito tramite cessione del quinto ed estenderlo a tutte le categorie di lavoratori compresi i dipendenti di aziende private.

Per tale tipologia di prestito e per le modalità con le quali viene effettuata si applica la disciplina sul credito ai consumatori che regolamenta l'attività di concessione di un credito, sotto forma di dilazione di pagamento, finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria, a favore di una persona fisica (il consumatore) che agisce per scopi estranei all'attività professionale o imprenditoriale eventualmente svolta.

La legge n. 80/2005 ha previsto la facoltà di contrarre prestiti a fronte della cessione del quinto del compenso che abbia carattere certo e continuativo per:

  1. tutti i lavoratori dipendenti statali:
    • assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • residenti in Italia con età tra i 18 e i 63 anni;
  2. tutti i lavoratori dipendenti di aziende private assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • i lavoratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi ecc.;
    • i quadri e i dirigenti;
    • tutti i titolari di una pensione.

Il prestito può essere richiesto anche da chi è stato soggetto a pignoramenti ed iscritto nel registro come cattivo pagatore. In quest’ultimo caso il finanziamento potrà essere utilizzato o come liquidità aggiuntiva o per consolidare i debiti pregressi.

Come ogni prestito può, inoltre, essere estinto anticipatamente e totalmente. In caso di estinzione anticipata il soggetto dovrà versare all'istituto di credito il capitale residuo nonché gli interessi maturati fino a quel momento.

Il legislatore ha indicato i requisiti che devono avere i lavoratori per l'esercizio della cessione.

In particolare si richiede che il dipendente sia in servizio, abbia stabilità nel rapporto di impiego, percepisca uno stipendio fisso o continuativo, abbia diritto a percepire la pensione o qualsiasi trattamento di fine rapporto ed il prestito abbia durata di cinque o dieci anni.

Per i lavoratori subordinati assunti a tempo indeterminato si richiede che:

  • la cessione dello stipendio non sia superiore a un quinto;
  • la cessione dello stipendio abbia durata non superiore a dieci anni;
  • dipendenti siano addetti a servizi di carattere permanente;
  • siano muniti di stipendio o salario a carattere fisso o continuativo.

Da sottolineare che il trattamento di fine rapporto (TFR)è cedibile per intero.

Per i lavoratori a tempo determinato si richiede che:

  • la durata della cessione non possa eccedere il periodo di tempo che, dal momento della stipulazione dell'atto di cessione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto;
  • il TFR sia cedibile per intero.

La legge ha esteso anche ai pensionati la possibilità di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta sulla rata della pensione: per offrire la massima tutela ai pensionati, l'Inps ha definito tutte le modalità e le condizioni necessarie per concedere tali prestiti.

L'addebito sulla pensione non può superare un quinto mensile della stessa.

La rata dipende dall'importo della pensione stessa ed è calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e in modo da non intaccare l'importo della pensione minima.
Il pensionato deve:

  • richiedere il prestito alla Banca o all'Intermediario Finanziario;
  • richiedere ad un ufficio Inps la comunicazione di cedibilità (documento in cui è indicato l'importo massimo della rata del prestito).
  • L'Inps provvede a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni.

    I prestiti devono avere la garanzia dell'assicurazione sulla vita che ne assicuri il recupero del residuo credito in caso di decesso del pensionato.

    Il prestito si può chiedere con tutte le pensioni, ad eccezione di:

    • pensioni e assegni sociali;
    • invalidità civili;
    • assegni mensili per l'assistenza ai pensionati per inabilità;
    • assegni di sostegno al reddito;
    • pensioni del personale bancario;
    • assegni al nucleo familiare.

    La caratteristica fondamentale del finanziamento della cessione del quinto è che la rata viene pagata ogni mese direttamente dal datore di lavoro.

    In altri termini tutte le persone che hanno richiesto un prestito con la cessione del quinto sullo stipendio si troveranno la busta paga decurtata del 20%.

    Queste le principali peculiarità:

    • è prevista una rata massima che è un quinto del reddito mensile e si ha la possibilità di diluire il finanziamento fino a 120 rate;
    • non possono coesistere due cessioni del quinto a meno che la cessione del quinto non sia gravante su frazioni minori di un quinto (ad esempio due cessioni di 1/10 dello stipendio);
    • è un finanziamento a firma singola, che non necessita di altre garanzie se non di essere lavoratore dipendente e, quindi, disporre di una busta paga ed un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, se il richiedente è un dipendente di azienda privata, di aver accantonato un minimo di TFR (trattamento di fine rapporto). La garanzia per la restituzione del prestito ai dipendenti è costituita dalla busta paga, il documento attestante la retribuzione mensile di un lavoratore dipendente;
    • la cessione si perfeziona solo con il consenso del lavoratore e del terzo creditore (la banca), senza che sia necessario anche il consenso del datore di lavoro che, ricevuta la comunicazione del contratto, è obbligato a dar corso alla cessione ad operare le trattenute sulla retribuzione.

    Sono autorizzati a concedere prestiti, da estinguersi con cessione di quote dello stipendio, i seguenti soggetti:

    • istituto nazionale delle assicurazioni (INA);
    • le società di assicurazione;
    • gli istituti e le società esercenti il credito, escluse quelle costituite in nome collettivo ed in accomandita semplice;
    • le casse di risparmio.

    Il datore di lavoro deve provvedere al versamento al soggetto cessionario delle quote di stipendio entro il mese successivo a quello cui le quote si riferiscono.

    Per esempio, se viene comunicato un contratto di cessione all'inizio di marzo, essendo lo stesso efficace nei confronti del datore di lavoro dal momento della notifica o dell'accettazione, il datore di lavoro ha l'obbligo di versare la trattenuta di competenza del mese di marzo entro il mese di aprile, successivo a quello cui le quote si riferiscono.

    La quota, inoltre, va calcolata tenendo in considerazione la retribuzione percepita dal lavoratore al tempo della domanda del prestito al netto delle ritenute previdenziali e fiscali.
    Generalmente il datore di lavoro versa la cessione presso il conto corrente indicato dall'istituto di credito.

    Nel caso di riduzione della retribuzione, se il rapporto cessa per pensionamento ed in ogni ipotesi di interruzione o mutamento del rapporto di lavoro il datore di lavoro dovrà comunicare all'istituto di credito l'intervenuta interruzione o il mutamento.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su il contratto di prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.