Come si diventa vittime dello strozzino

Alla base di una vicenda di usura vi è, di norma, l'errata convinzione da parte della vittima di poter risolvere le proprie difficoltà finanziarie, anche momentanee, rivolgendosi ad un usuraio.

Quasi sempre, infatti, si diventa vittime del reato di usura quando la stessa vittima, al fine di risolvere un proprio problema finanziario, si rivolge ad un soggetto segnalato da un amico, da un conoscente, da un personaggio incontrato per strada, il quale offre e promette tutto quello che la persona in difficoltà vuol sentirsi dire in quel determinato momento.

Di fatto, colui che offre denaro con interessi sproporzionati o superiori ai limiti previsti dalla legge non sarà mai un "amico", ma anzi si rivelerà ben presto come un "carnefice" il quale, oltre ad arricchirsi con pratiche illegali, priverà gradualmente la povera vittima dei propri beni e della propria azienda, espropriandola dei mezzi di sostentamento.

Pertanto, anche se il prestito usuraio può costituire un rimedio (ad esempio, evita il protesto di un assegno), esso è sempre provvisorio ed avvia la vittima ad una sicura rovina.

Si può diventare vittime degli usurai in vari modi:

  • avviando, in un momento di crisi economica, un'attività senza disporre di adeguati capitali iniziali o in mancanza di un'adeguata formazione e basandosi unicamente sul denaro avuto in prestito da una banca;
  • qualora si tenti, pur in momento di difficoltà finanziaria, di mantenere l'impresa esistente o di ampliare l'attività aziendale senza disporre di adeguate risorse economiche;
  • qualora non si riesce a mantenere un rapporto equilibrato tra il proprio reddito ed il tenore di vita, assumendo debiti superiori alle proprie possibilità, giungendo ad un livello insostenibile di indebitamento;
  • qualora la passione smodata per i giochi d'azzardo o i giochi a premio (lotterie, giochi elettronici, ecc.) diventi una vera e propria dipendenza, tale da ricorrere al prestito usuraio finalizzato al proseguimento compulsivo del gioco.

Non appena la vittima "cade nella rete" dell'usuraio, questi inizia, anche con l'ausilio di tecniche intimidatorie, a pretendere la restituzione del denaro prestato, applicando tassi di interesse elevatissimi, calcolati su base mensile, settimanale e, a volte, anche giornaliera.

Si entra quindi in una spirale perversa in cui i sentimenti predominanti sono da un lato la paura di non essere in grado di assolvere agli impegni assunti e conseguentemente di dover subire le ritorsioni minacciate dall'usuraio e, dall'altro, la vergogna di ammettere di essere stati tanto sprovveduti; situazione che, il più delle volte, porta chi la subisce ad isolarsi ed a chiudersi in sé stesso.

Con il passare del tempo la vittima si convince di non avere alternative: solo l'usuraio, al momento del bisogno, lo ha "aiutato"; ed anche se man mano gli toglie il patrimonio e la serenità, l'usuraio può, comunque, "dargli" ancora qualcosa; magari ulteriore denaro, in cambio dell'ennesimo assegno che nessun altro più accetta.

Soltanto la vittima può liberarsi denunciando l'usuraio. In questo modo l'usurato riacquista la propria indipendenza. E ricomincia a vivere.

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