Come prevenire l'usura bancaria

I finanziamenti bancari sono, purtroppo, sempre a rischio usura. Il problema, però, è riuscire a capire in tempo quando il costo complessivo del prestito è usurario.

Accorgersene non è semplice, viste sia la diversità delle tipologie di finanziamento bancario, sia le variegate pronunce giurisprudenziali che una volta danno ragione ai risparmiatori e un'altra alle banche.

Cerchiamo di capire quindi come potersi accorgere di un tasso di interesse che sfora la soglia di usura e, in quel caso, di come rivalersi contro le banche.

In tema di mutui, ad esempio, per verificare se il proprio mutuo sfora l'usura è necessario fare attenzione ai tassi che la banca si è fatta a promettere al momento della stipula del contratto, indipendentemente dal momento in cui vengono pagate le singole rate.

I tassi da confrontare con la soglia d'usura sono quelli degli interessi corrispettivi e degli interessi moratori, ovvero quelli che si pagano per eventuali ritardi nel pagamento delle rate.

In materia, però, la Corte di Cassazione ha escluso che i due tassi, di cui sopra, possano essere sommati tra loro, pertanto, non sussiste usura se la soglia viene superata solo addizionando aritmeticamente i due tipi di interessi.

Analogo discorso vale per i leasing che, pur essendo contratti giuridicamente diversi dai mutui, dal punto di vista finanziario possono essere trattati in modo simile.

In questo caso, il cliente potrà verificare il rispetto della soglia del tasso leasing e del tasso moratorio, anche in questo caso, senza sommatoria tra i due tassi.

Comunque, in caso di usura contrattuale di mutui o leasing la conseguenza è l'obbligo per la banca di restituire tutti gli interessi e le spese pagate dal cliente e per quest’ultimo la possibilità di continuare a fruire del finanziamento restituendo soltanto la quota capitale delle rate, senza interessi.

Può capitare, inoltre, che il mutuo oppure il leasing non siano usurari al momento della stipula, ma che lo divengano nel corso del rapporto.

In tale fattispecie, non si ha usura vera e propria ma usura sopravvenuta.

Per quanto concerne l'usura sopravvenuta, la Cassazione l'Arbitro bancario finanziario hanno stabilito che, in caso di tassi usurari accertati soltanto nel corso dell'esecuzione del contratto, il giudice deve ridurre questi tassi al limite della soglia.

Concludiamo con i conti correnti: la verifica dell'usurarietà o meno di un fido in conto corrente è più complessa di quella di mutui e leasing, posto che per il fido si pone un problema non soltanto di quali voci di costo vadano inserite nel calcolo ma soprattutto di quale formula di matematica finanziaria utilizzare.

Gli istituti di credito sostengono l'applicabilità della formula contenuta nelle istruzioni della Banca d'Italia anche per il calcolo del costo di un singolo finanziamento.

I clienti sostengono, invece, che un conto è la rilevazione statistica dei tassi medi per la quale si usa la formula di Banca d'Italia, e un altro è il calcolo di un tasso d'interesse di un singolo rapporto di finanziamento per la quale è necessario usare le normali formule di matematica finanziaria.

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