Uno stivale pieno di debiti

L'indebitamento medio nazionale continua ad aumentare e soprattutto nel Nord Italia dove il reddito è maggiore. La fotografia a tinte fosche del Cgia di Mestre

Si continua a parlare di carovita e di inflazione, di prezzi alle stelle e di stipendi che non bastano mai. E a settembre, un po' in tutta Italia, sono partite diverse iniziative come lo scuola-kit (quaderni, zaino, cancelleria e diario) a 25 euro, i prodotti alimentaria prezzo ridotto e i prezzi bloccati fino al 31 dicembre in tutti i supermercati e ipermercati della grande distribuzione.

C'è chi sostiene che con queste nuove proposte contro l'inarrestabile aumento del costo della vita (in soccorso soprattutto alle famiglie che arrivano a stento alla fine del mese), e con una maggior oculatezza e attenzione da parte dei consumatori si possa arrivare a risparmiare fino al 50% sulla spesa mensile. Ma alla fine dei conti gli italiani continuano a ritrovarsi col borsellino sempre più leggero. E con sempre più debiti.

Già perché contemporaneamente al carovita continua ad aumentare anche l'indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane che quest'anno è arrivato a toccare quasi gli 11mila euro, registrando un incremento medio dell'11,6% rispetto ai valori del 2003, con picchi che superano il 25% (Bolzano) o che si aggirano intorno al 22% (Crotone) e al 20% (Vibo Valencia), ma anche con minimi che non arrivano a toccare il 5% (4,2% a Forlì e Firenze e 4,8% ad Aosta).

È quanto risulta dall'indagine condotta dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) e volta a indagare quali siano i complessi rapporti che le famiglie del Belpaese hanno con gli istituti di credito. La fotografia scattata al 31 marzo 2004 evidenzia come i maggiori sospesi con le banche si registrino soprattutto al Nord: prima in classifica Bolzano con oltre 19mila euro di indebitamento medio, seguita da Milano (quasi 16 mila e 500 euro), Rimini (circa 15 mila e 700 euro) e Trento (poco meno di 15 mila e 300 euro). Fanalino di coda Vibo Valentia con poco più di 4.600 euro, preceduta da Avellino (circa 4.700 euro) e da Isernia (circa 4.800 euro).

Anche a livello regionale le cifre confermano la situazione già registrata con le graduatorie provinciali: in testa è il Trentino Alto Adige con una media di quasi 17 mila e 300 euro, immediatamente sotto ci sono Lombardia (14 mila 350 euro), Emilia Romagna (circa 13 mila 300 euro), Lazio (quasi 13 mila euro) e Veneto (oltre 12 mila e 850 euro). Agli ultimi posti Molise (poco più di 5.750 euro), Calabria e Basilicata.

Ma alla luce di questi risultati, Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, commenta in una nota «visto che gli aumenti maggiori si sono registrati soprattutto nelle aree più dinamiche del Paese, non va nemmeno dimenticato che negli ultimi tempi i risparmi sono stati dirottati sugli acquisti immobiliari che mai come in questo periodo sono stati così convenienti, visti i tassi di interesse notevolmente bassi. Un segnale che forse, la tanto agognata ripresa potrebbe trovare una spinta anche da questi ultimi».

Attenzione, quindi: i sospesi con le banche non sono indicatori di malessere e sofferenza da parte della popolazione. Anzi. A ben guardare, secondo Bortolussi, l'indebitamento è cresciuto proprio in quelle zone in cui contemporaneamente si è registrato anche un aumento del reddito. Non è sempre per difficoltà economiche, quindi, che gli italiani chiedono un prestito, ma, molto più probabilmente, perché hanno scelto di pianificare il proprio budget familiare in una maniera più razionale e vantaggiosa per sé.

Una cosa, però, è certa: sono sempre di più le famiglie che per andare avanti sono costrette a ricorrere al credito. E non per togliersi sfizi e acquistare il superfluo, anche solo per fare la spesa.

Alice Voltolina

10 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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