Unioni civili e convivenze di fatto » Dalle regole di base fino alle tasse: la guida completa

Come noto, negli ultimi giorni, è stato approvato il tanto discusso dl Cirinnà che sancisce, definitivamente, le unioni civili per le persone dello stesso sesso e regolamenta le convivenze di fatto: chiariamo, nel dettaglio, tutti gli aspetti più importanti di questa controversa questione.

Il 5 Giugno 2016 sono entrate in vigore le leggi sulle unioni civili e convivenze di fatto.

Le nuove regole sono il risultato di un compromesso tra le varie anime della maggioranza di governo, che ha portato tra l'altro, allo stralcio del capitolo della cosiddetta stepchild adoption, letteralmente adozione del figliastro.

La Cirinnà, dal nome della relatrice a Palazzo Madama, la senatrice democratica Monica Cirinnà, è legge dello Stato ed è applicata da domenica 5 giugno 2016.

Tra le principali novità, ci sono le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

L'avvio dell'unione avviene attraverso una dichiarazione, pronunciata di fronte a un ufficiale di stato civile in presenza di due testimoni, ma a differenza del matrimonio non ci sono pubblicazioni.

I partner dell'unione civile sono inoltre riconosciuti come veri e propri coniugi in caso di malattia, ricovero e morte. In questa circostanza il partner superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, al Tfr dell'altro e anche all'eredità, nella stessa quota prevista per i coniugi di un matrimonio.

Alle coppie verrà inoltre applicato il regime della comunione dei beni, se non opteranno per la separazione.

Se c'è la volontà, si può anche scegliere il cognome di uno dei due partner.

Praticamente immediata anche la possibilità di sciogliere l'unione. Basta che uno dei due partner presenti una comunicazione all'ufficiale di stato civile.

Dopo tre mesi, si potrà richiedere il divorzio vero e proprio.

In caso di divorzio il disegno di legge ha previsto che il partner più debole abbia diritto agli alimenti, oltre che all'assegnazione della casa.

Oltre alle unioni civili, la Cirinnà prevede anche la convivenza di fatto, che può riguardare sia le coppie etero che quelle omosessuali.

Per la registrazione, uno dei due conviventi può presentare la dichiarazione di residenza all'anagrafe specificando che si tratta di Convivenza per vincoli affettivi.

I conviventi possono inoltre decidere di regolare i reciproci rapporti economici e patrimoniali e di optare per la comunione dei beni con un contratto di convivenza.

L'atto deve essere scritto e predisposto con l'assistenza di un professionista (avvocato o notaio) nella forma di atto pubblico o di scrittura privata.

Il professionista incaricato dovrà iscrivere il contratto all'anagrafe di residenza dei conviventi. Nel contratto, infine, si possono indicare in modo dettagliato quali spese vanno condivise e secondo quali proporzioni.

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